Articolo del gruppo consiliare del Popolo della Libertà di Sestri Levante, pubblicato sul numero di dicembre del giornalino comunale.
La nuova variante al Piano di Riqualificazione Urbana (PRU) delle aree ex Fit, votata dalla maggioranza in Consiglio Comunale il 29 ottobre, non corrisponde in alcun modo agli interessi generali della città. Basta analizzare i punti salienti della delibera per rendersene conto.
1) La zona di Cantine Mulinetti, peraltro giù pubblica, viene fatta entrare nel PRU in quanto altrimenti non sarebbe possibile, allo stato attuale delle cose, realizzare il parco urbano dovuto alla città secondo la Convenzione stipulata dieci anni fa con il proprietario delle aree ex Fit e con il soggetto attuatore del PRU. I terreni inizialmente individuati come sede del parco, infatti, sono stati nel frattempo occupati dal cemento. Inoltre, mentre nelle previsioni iniziali il parco doveva espandersi su 29.765 mq, nella variante l’area si riduce a 22.450 mq.
2) Lo scopo dell’operazione, in realtà, non è il verde. Tant’è vero che la Relazione illustrativa della variante non parla più semplicemente di “parco”, bensì di “parco-parcheggio”. Avremo quindi un posteggio di “interscambio” con 343 posti auto, che sostituirà l’attuale tratto stradale dell’Aurelia da Cantine Mulinetti a via Sedini, e un’area sosta per camper localizzata a ridosso della ferrovia (il posto ideale e più tranquillo per sostare con un camper!).
3) Ecco in arrivo anche un’autorimessa in via della Chiusa, nella zona adiacente alle nuove case. Un’opera su tre livelli interrati per un totale di 345 box. La destinazione d’uso di tale autorimessa – afferma la Relazione Illustrativa – “è di tipo privato, a servizio della residenza”. Qui è stata usata una parola sbagliata: il posteggio su tre piani non sarà “a servizio” della residenza, bensì “a pagamento” della residenza. L’introduzione nella variante della struttura interrata su tre livelli comporta inoltre ulteriore cementificazione per 10.323 mq. L’indirizzo politico è ancora una volta chiaro: prima il cemento e poi, se verranno, il verde e la politica ambientale.
4) A meno che non si voglia spacciare per politica ambientale la decisione, contenuta nella variante, di ridimensionare il nuovo collettore fognario. Che non arriverà più dalle aree dell’ex Tubifera fino al “depuratore” di Portobello, come inizialmente previsto, bensì si fermerà in Piazza Bo. Il resto lo farà il vecchio collettore, con risultati che possiamo prevedere esalanti.
5) I costi della variante. In totale, le previsioni parlano di un costo complessivo di 4.043.817,32 euro. Di questi, 1.409.317,32 deriveranno da oneri di urbanizzazione e oneri aggiuntivi. 210.000 euro arriveranno da altre risorse private. Le risorse pubbliche previste ammontano invece a 2.424.500 euro. Per l’ennesima volta il rapporto costi/benefici, tra risorse pubbliche impiegate e vantaggi per la città, è purtroppo sbilanciato a sfavore dei sestresi. Del resto, è così sin dagli inizi dell’operazione sulle aree ex Fit. E’ stato così, continua ad essere così.
Per questo abbiamo detto no alla variante e per questo, nei prossimi mesi, porremo in atto ogni iniziativa politica utile a contrastarla. Nel frattempo, cogliamo l’occasione per augurare a tutte le sestresi e a tutti i sestresi un buon Natale e un felice inizio di nuovo anno. Con la speranza che porti buone nuove.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
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giovedì 23 dicembre 2010
mercoledì 17 novembre 2010
COSI' IL COMUNE DI SESTRI LEVANTE HA SPREMUTO I CITTADINI
Testo dell'intervento che ho tenuto durante il Consiglio Comunale di Sestri Levante il 16 novembre 2010, in merito al Rendiconto di Gestione 2009.
Visto che siamo in periodo di olive e di olio, potremmo paragonare il Bilancio Consuntivo 2009, che ci troviamo a discutere questa sera, ad una abbondante spremitura. La grande spremitura delle tasche dei cittadini sestresi, che l’anno passato si sono visti piovere sulla testa una gragnola di aumenti di tasse, canoni e quant’altro, giustificata allora dall’assessore Ceselli con la supposta necessità di attingere risorse per il Comune a causa – uso le parole dell’assessore – del “furto”, dello “scippo”, della “rapina” messi in atto dal governo nei confronti degli Enti locali. Ebbene, alle parole di Ceselli rispondono, contraddicendole, i numeri del Rendiconto 2009.
Un Rendiconto che, peraltro, ha avuto un iter travagliato. Lo prova in primo luogo il fatto che siamo qui a discuterlo praticamente a fine anno, tanto che gli stessi Revisori dei Conti, nella loro relazione, raccomandano - cito testualmente - “per la successiva annualità di effettuare una rendicontazione più tempestiva, che consenta di rispettare i termini di legge per l’approvazione del Consuntivo. Questo – proseguono i Revisori – anche ai fini di poter utilizzare l’eventuale avanzo di amministrazione non vincolato tenendo conto delle priorità in ordine al finanziamento dei debiti fuori bilancio ed al vincolo per crediti di dubbia esigibilità”.
In secondo luogo, che questo Rendiconto sia frutto di un percorso a dir poco faticoso è testimoniato dal fatto che sono state necessarie ben due stesure del Bilancio per giungere alla versione definitiva, quella che stasera siamo chiamati a votare. Nella prima versione, quella già approvata dalla Giunta e poi sostituita dalla presente, risultavano spese correnti maggiori per 350 mila euro nel settore Ambiente e Territorio, alla voce “servizio smaltimento rifiuti”. 350 mila euro che sono poi andati ad ingrossare il già copioso avanzo di amministrazione, che nella prima versione risultava essere di 3.351.000 euro, mentre nella seconda risulta essere di 3.701.000 euro. Appunto, 350 mila euro in più. A tal proposito, chiediamo all’assessore Ceselli una spiegazione in merito a tale significativa modifica che ha reso necessario annullare la prima delibera e votarne una seconda.
Parlavamo all’inizio di “spremitura”. Lo si evince proprio dal dato sull’avanzo di amministrazione, che chiude, come detto, a 3.701.000 euro, mentre nell’anno precedente risultava pari a 1.996.000 euro. Lo si evince poi dai dati sulle entrate tributarie ed extratributarie, entrambe in aumento rispetto al 2008. In particolare, per quanto riguarda le entrate tributarie, la tassa sulla spazzatura, la TARSU, passa da 2.630.000 euro a 3.208.000 euro, in conseguenza della revisione delle tariffe adottata con delibera di Giunta il 12 febbraio 2009. Per quanto riguarda le entrate extratributarie, svettano le “Sanzioni codice della Strada”, le cosiddette “multe”, che passano da 606.000 euro del 2008 a 1.269.000 euro del 2009. Un aumento cospicuo, anche al netto della riscossione coatta per contravvenzioni verbalizzate nel 2004 e prima non pagate. Sempre tra le entrate extratributarie fa la sua comparsa il Cosap, il Canone per l’occupazione del suolo pubblico, che l’anno scorso ha sostituito la Tosap, l’omonima tassa, garantendo all’Amministrazione 590.000 euro, mentre la Tosap ne portava 527.000. In totale, le entrate extratributarie passano dai 4.953.000 euro del 2008 ai 5.876.000 euro del 2009. Quasi un milione di euro in più. E il cittadino paga.
E veniamo al capitolo relativo ai trasferimenti, dove ci imbattiamo in qualche sorpresa. Vediamo ad esempio che il totale dei trasferimenti passa dai 6.171.000 del 2008 ai 5.884.000 del 2009, quindi più di 200 mila euro in meno. Ma la cosa interessante è andare a vedere la composizione e il trend di questi trasferimenti. E così scopriamo che ad aver subìto una sensibile riduzione sono i trasferimenti dalla Regione Liguria al Comune di Sestri Levante. Sia i trasferimenti correnti, che erano 1.960.000 euro nel 2008 e sono 1.674.000 nel 2009, sia i trasferimenti per funzioni delegate. In particolare, tra questi ultimi, vediamo che il contributo regionale per le politiche abitative passa dai 216 mila euro del 2008 ai 148 mila euro del 2009, il contributo regionale per l’assistenza scolastica passa da 105 mila euro a 98 mila euro, e soprattutto il contributo regionale per anziani passa dai 675 mila euro del 2008 ai 409 mila euro del 2009, 265 mila euro in meno. E mentre abbiamo più 10 mila euro di contributo regionale per minori e più 15 mila euro di contributo regionale per i disabili, per quanto riguarda il contributo regionale per attività sociale passiamo dagli 821 mila euro del 2008 ai 669 mila euro del 2009: meno 150 mila euro. Chissà che cosa ne pensa, di tutti questi tagli, l’assessore Valentina Ghio.
Una riflessione va fatta anche sui trasferimenti dallo Stato al Comune per il mancato introito dell’ICI sulla prima casa, abolita dal governo Berlusconi nel 2008. Nel 2009 l’importo certificato di tale trasferimento di risorse, come emerge dalla relazione dei Revisori dei Conti, è stato pari a 1.642.000. L’assessore Ceselli ne aveva messi a bilancio 1.500.000 mila. Quindi, rispetto alle previsioni dell’assessore, sono arrivati dal governo 142 mila euro in più. Per due anni, in questa sede, ci siamo sentiti dire e ridire dall’assessore, dal sindaco e dalla maggioranza che con l’abolizione dell’ICI sulla prima casa il governo metteva alla fame i Comuni. Noi abbiamo sempre sostenuto che non era così, e oggi ne abbiamo anche la prova provata. Se si sommano infatti a tali trasferimenti le entrate derivanti dall’ICI ancora vigente sulle seconde case, sulle attività commerciali e quant’altro, pari a 5.705.000 euro, otteniamo la cifra di 7.347.000 euro, di gran lunga superiore a quella di 6.719.000 euro che il Comune otteneva prima del 2008. Quindi potremmo perfino dire, numeri alla mano, che il Comune di Sestri Levante, dall’abolizione dell’ICI sulla prima casa, ci ha persino guadagnato. Il contrario del “furto”, il contrario dello “scippo”, il contrario della “rapina”. Semmai bisognerebbe dire un “grazie Roma” che però dubitiamo di sentire questa sera dai banchi della maggioranza.
Venendo poi alla parte relativa alle spese, si può sùbito osservare che assistiamo ad un aumento della spesa corrente e ad una contrazione della spesa in conto capitale. Per quanto riguarda la spesa corrente, il dato del 2009 consolida purtroppo una tendenza che si registra da diversi anni: nel 2007 la spesa corrente è aumentata del 7,4%, nel 2008 del 5,49%, nel 2009 un aumento più lieve dello 0,1% circa. Per quanto riguarda la spesa in conto capitale, passa dai 5.802.000 euro del 2008 ai 5.300.000 euro del 2009, con una diminuzione di 500 mila euro, pari all’8,64%. Sul totale delle spese, quelle correnti incidono per il 67,43%, quelle in conto capitale per il 18,21%. Segnaliamo dunque, per l’ennesima volta, che è necessario agire ulteriormente sul fronte del contenimento della spesa corrente, mettendo in atto politiche virtuose volte all’eliminazione degli sprechi, al risparmio, alla maggiore efficienza.
Da notare, in particolare, l’aumento delle spese correnti per prestazioni di servizi, che passano da 7.397.000 euro a 7.925.000 euro, in percentuale dal 37,7 al 40,3% sul totale delle spese correnti; la sostanziale stabilità delle spese per il personale, che passano dal 36,53% al 36,28%; l’aumento delle spese per l’acquisto di beni di consumo, da 753 mila a 833 mila euro; infine l’aumento delle spese per oneri straordinari della gestione, raddoppiate rispetto al 2008, da 137 mila a 278 mila euro.
Per quanto concerne l’esame delle funzioni di spesa corrente, osserviamo un aumento per quel che riguarda la gestione del territorio e ambiente (in particolare la gestione dei rifiuti) e una contrazione del settore sociale, con 300 mila euro in meno rispetto al 2008. Da segnalare anche lo 0,82% destinato al turismo, lo 0,17% destinato allo sviluppo economico, l’1,53% destinato al settore sportivo e ricreativo. Turismo, sviluppo economico e settore sportivo vengono penalizzati anche negli investimenti. Il settore sportivo registra, in conto capitale, 89 mila euro, pari all’1,70%, in netta diminuzione rispetto al 2008. Lo sviluppo economico e il turismo, invece, si attestano in conto capitale a quota zero virgola zero zero. Quando si dice le priorità strategiche… Segnalo, tra l’altro, che anche per quel che riguarda gli investimenti il settore sociale passa da 1.399.000 euro del 2008 a 876.000 euro del 2009, scendendo in percentuale dal 24,13 al 16,54%.
Per quanto concerne poi il conto economico, facciamo nostre le osservazioni dei Revisori dei Conti, i quali affermano che “l’equilibrio economico è un obiettivo essenziale ai fini della funzionalità dell’Ente. Il mantenimento del pareggio economico della gestione deve essere pertanto considerato un obiettivo da perseguire”.
Infine, una riflessione sull’indebitamento e sulla gestione del debito. L’indebitamento del Comune di Sestri Levante, a fine 2009, è pari a 18.787.000 euro. Ciò significa che ogni nuovo sestrese che nasce si ritrova sulle spalle un debito di più di mille euro. Credo che un’Amministrazione seria e che davvero abbia a cuore il futuro debba mettere in atto robuste politiche di riduzione di questo debito: è un atto dovuto nei confronti delle nuove generazioni. Per questo il nostro gruppo si augura che, come peraltro consigliato dai Revisori dei Conti nella loro Relazione, l’avanzo di amministrazione non vincolato possa essere utilizzato in tale direzione.
In conclusione deve essere ribadito il dato politico che emerge dal Rendiconto di Gestione 2009: il robusto aumento delle tasse e il forte aumento dell’avanzo di amministrazione. Il combinato disposto di questi due elementi ci dice che la Giunta Lavarello, in un periodo di crisi economica che ha colpito in maniera significativa anche il nostro Paese, ha scelto non soltanto di andare a tartassare i cittadini, ma lo ha fatto anche oltre il necessario. Insomma, in un momento di crisi avete spremuto i sestresi e poi vi siete tenuti i soldi lì. Credo che sia una politica che si commenta da sola. Del resto, altre politiche questa Amministrazione non sembra ontologicamente in grado di metterne in campo. Eppure sono quelle che servirebbero alla città: quelle virtuose, liberali e improntate allo sviluppo.
Gianteo Bordero
Capogruppo “Il Popolo della Libertà” - Sestri Levante
Visto che siamo in periodo di olive e di olio, potremmo paragonare il Bilancio Consuntivo 2009, che ci troviamo a discutere questa sera, ad una abbondante spremitura. La grande spremitura delle tasche dei cittadini sestresi, che l’anno passato si sono visti piovere sulla testa una gragnola di aumenti di tasse, canoni e quant’altro, giustificata allora dall’assessore Ceselli con la supposta necessità di attingere risorse per il Comune a causa – uso le parole dell’assessore – del “furto”, dello “scippo”, della “rapina” messi in atto dal governo nei confronti degli Enti locali. Ebbene, alle parole di Ceselli rispondono, contraddicendole, i numeri del Rendiconto 2009.
Un Rendiconto che, peraltro, ha avuto un iter travagliato. Lo prova in primo luogo il fatto che siamo qui a discuterlo praticamente a fine anno, tanto che gli stessi Revisori dei Conti, nella loro relazione, raccomandano - cito testualmente - “per la successiva annualità di effettuare una rendicontazione più tempestiva, che consenta di rispettare i termini di legge per l’approvazione del Consuntivo. Questo – proseguono i Revisori – anche ai fini di poter utilizzare l’eventuale avanzo di amministrazione non vincolato tenendo conto delle priorità in ordine al finanziamento dei debiti fuori bilancio ed al vincolo per crediti di dubbia esigibilità”.
In secondo luogo, che questo Rendiconto sia frutto di un percorso a dir poco faticoso è testimoniato dal fatto che sono state necessarie ben due stesure del Bilancio per giungere alla versione definitiva, quella che stasera siamo chiamati a votare. Nella prima versione, quella già approvata dalla Giunta e poi sostituita dalla presente, risultavano spese correnti maggiori per 350 mila euro nel settore Ambiente e Territorio, alla voce “servizio smaltimento rifiuti”. 350 mila euro che sono poi andati ad ingrossare il già copioso avanzo di amministrazione, che nella prima versione risultava essere di 3.351.000 euro, mentre nella seconda risulta essere di 3.701.000 euro. Appunto, 350 mila euro in più. A tal proposito, chiediamo all’assessore Ceselli una spiegazione in merito a tale significativa modifica che ha reso necessario annullare la prima delibera e votarne una seconda.
Parlavamo all’inizio di “spremitura”. Lo si evince proprio dal dato sull’avanzo di amministrazione, che chiude, come detto, a 3.701.000 euro, mentre nell’anno precedente risultava pari a 1.996.000 euro. Lo si evince poi dai dati sulle entrate tributarie ed extratributarie, entrambe in aumento rispetto al 2008. In particolare, per quanto riguarda le entrate tributarie, la tassa sulla spazzatura, la TARSU, passa da 2.630.000 euro a 3.208.000 euro, in conseguenza della revisione delle tariffe adottata con delibera di Giunta il 12 febbraio 2009. Per quanto riguarda le entrate extratributarie, svettano le “Sanzioni codice della Strada”, le cosiddette “multe”, che passano da 606.000 euro del 2008 a 1.269.000 euro del 2009. Un aumento cospicuo, anche al netto della riscossione coatta per contravvenzioni verbalizzate nel 2004 e prima non pagate. Sempre tra le entrate extratributarie fa la sua comparsa il Cosap, il Canone per l’occupazione del suolo pubblico, che l’anno scorso ha sostituito la Tosap, l’omonima tassa, garantendo all’Amministrazione 590.000 euro, mentre la Tosap ne portava 527.000. In totale, le entrate extratributarie passano dai 4.953.000 euro del 2008 ai 5.876.000 euro del 2009. Quasi un milione di euro in più. E il cittadino paga.
E veniamo al capitolo relativo ai trasferimenti, dove ci imbattiamo in qualche sorpresa. Vediamo ad esempio che il totale dei trasferimenti passa dai 6.171.000 del 2008 ai 5.884.000 del 2009, quindi più di 200 mila euro in meno. Ma la cosa interessante è andare a vedere la composizione e il trend di questi trasferimenti. E così scopriamo che ad aver subìto una sensibile riduzione sono i trasferimenti dalla Regione Liguria al Comune di Sestri Levante. Sia i trasferimenti correnti, che erano 1.960.000 euro nel 2008 e sono 1.674.000 nel 2009, sia i trasferimenti per funzioni delegate. In particolare, tra questi ultimi, vediamo che il contributo regionale per le politiche abitative passa dai 216 mila euro del 2008 ai 148 mila euro del 2009, il contributo regionale per l’assistenza scolastica passa da 105 mila euro a 98 mila euro, e soprattutto il contributo regionale per anziani passa dai 675 mila euro del 2008 ai 409 mila euro del 2009, 265 mila euro in meno. E mentre abbiamo più 10 mila euro di contributo regionale per minori e più 15 mila euro di contributo regionale per i disabili, per quanto riguarda il contributo regionale per attività sociale passiamo dagli 821 mila euro del 2008 ai 669 mila euro del 2009: meno 150 mila euro. Chissà che cosa ne pensa, di tutti questi tagli, l’assessore Valentina Ghio.
Una riflessione va fatta anche sui trasferimenti dallo Stato al Comune per il mancato introito dell’ICI sulla prima casa, abolita dal governo Berlusconi nel 2008. Nel 2009 l’importo certificato di tale trasferimento di risorse, come emerge dalla relazione dei Revisori dei Conti, è stato pari a 1.642.000. L’assessore Ceselli ne aveva messi a bilancio 1.500.000 mila. Quindi, rispetto alle previsioni dell’assessore, sono arrivati dal governo 142 mila euro in più. Per due anni, in questa sede, ci siamo sentiti dire e ridire dall’assessore, dal sindaco e dalla maggioranza che con l’abolizione dell’ICI sulla prima casa il governo metteva alla fame i Comuni. Noi abbiamo sempre sostenuto che non era così, e oggi ne abbiamo anche la prova provata. Se si sommano infatti a tali trasferimenti le entrate derivanti dall’ICI ancora vigente sulle seconde case, sulle attività commerciali e quant’altro, pari a 5.705.000 euro, otteniamo la cifra di 7.347.000 euro, di gran lunga superiore a quella di 6.719.000 euro che il Comune otteneva prima del 2008. Quindi potremmo perfino dire, numeri alla mano, che il Comune di Sestri Levante, dall’abolizione dell’ICI sulla prima casa, ci ha persino guadagnato. Il contrario del “furto”, il contrario dello “scippo”, il contrario della “rapina”. Semmai bisognerebbe dire un “grazie Roma” che però dubitiamo di sentire questa sera dai banchi della maggioranza.
Venendo poi alla parte relativa alle spese, si può sùbito osservare che assistiamo ad un aumento della spesa corrente e ad una contrazione della spesa in conto capitale. Per quanto riguarda la spesa corrente, il dato del 2009 consolida purtroppo una tendenza che si registra da diversi anni: nel 2007 la spesa corrente è aumentata del 7,4%, nel 2008 del 5,49%, nel 2009 un aumento più lieve dello 0,1% circa. Per quanto riguarda la spesa in conto capitale, passa dai 5.802.000 euro del 2008 ai 5.300.000 euro del 2009, con una diminuzione di 500 mila euro, pari all’8,64%. Sul totale delle spese, quelle correnti incidono per il 67,43%, quelle in conto capitale per il 18,21%. Segnaliamo dunque, per l’ennesima volta, che è necessario agire ulteriormente sul fronte del contenimento della spesa corrente, mettendo in atto politiche virtuose volte all’eliminazione degli sprechi, al risparmio, alla maggiore efficienza.
Da notare, in particolare, l’aumento delle spese correnti per prestazioni di servizi, che passano da 7.397.000 euro a 7.925.000 euro, in percentuale dal 37,7 al 40,3% sul totale delle spese correnti; la sostanziale stabilità delle spese per il personale, che passano dal 36,53% al 36,28%; l’aumento delle spese per l’acquisto di beni di consumo, da 753 mila a 833 mila euro; infine l’aumento delle spese per oneri straordinari della gestione, raddoppiate rispetto al 2008, da 137 mila a 278 mila euro.
Per quanto concerne l’esame delle funzioni di spesa corrente, osserviamo un aumento per quel che riguarda la gestione del territorio e ambiente (in particolare la gestione dei rifiuti) e una contrazione del settore sociale, con 300 mila euro in meno rispetto al 2008. Da segnalare anche lo 0,82% destinato al turismo, lo 0,17% destinato allo sviluppo economico, l’1,53% destinato al settore sportivo e ricreativo. Turismo, sviluppo economico e settore sportivo vengono penalizzati anche negli investimenti. Il settore sportivo registra, in conto capitale, 89 mila euro, pari all’1,70%, in netta diminuzione rispetto al 2008. Lo sviluppo economico e il turismo, invece, si attestano in conto capitale a quota zero virgola zero zero. Quando si dice le priorità strategiche… Segnalo, tra l’altro, che anche per quel che riguarda gli investimenti il settore sociale passa da 1.399.000 euro del 2008 a 876.000 euro del 2009, scendendo in percentuale dal 24,13 al 16,54%.
Per quanto concerne poi il conto economico, facciamo nostre le osservazioni dei Revisori dei Conti, i quali affermano che “l’equilibrio economico è un obiettivo essenziale ai fini della funzionalità dell’Ente. Il mantenimento del pareggio economico della gestione deve essere pertanto considerato un obiettivo da perseguire”.
Infine, una riflessione sull’indebitamento e sulla gestione del debito. L’indebitamento del Comune di Sestri Levante, a fine 2009, è pari a 18.787.000 euro. Ciò significa che ogni nuovo sestrese che nasce si ritrova sulle spalle un debito di più di mille euro. Credo che un’Amministrazione seria e che davvero abbia a cuore il futuro debba mettere in atto robuste politiche di riduzione di questo debito: è un atto dovuto nei confronti delle nuove generazioni. Per questo il nostro gruppo si augura che, come peraltro consigliato dai Revisori dei Conti nella loro Relazione, l’avanzo di amministrazione non vincolato possa essere utilizzato in tale direzione.
In conclusione deve essere ribadito il dato politico che emerge dal Rendiconto di Gestione 2009: il robusto aumento delle tasse e il forte aumento dell’avanzo di amministrazione. Il combinato disposto di questi due elementi ci dice che la Giunta Lavarello, in un periodo di crisi economica che ha colpito in maniera significativa anche il nostro Paese, ha scelto non soltanto di andare a tartassare i cittadini, ma lo ha fatto anche oltre il necessario. Insomma, in un momento di crisi avete spremuto i sestresi e poi vi siete tenuti i soldi lì. Credo che sia una politica che si commenta da sola. Del resto, altre politiche questa Amministrazione non sembra ontologicamente in grado di metterne in campo. Eppure sono quelle che servirebbero alla città: quelle virtuose, liberali e improntate allo sviluppo.
Gianteo Bordero
Capogruppo “Il Popolo della Libertà” - Sestri Levante
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sabato 30 ottobre 2010
SESTRI LEVANTE. AREE EX FIT, AL PEGGIO NON C'È MAI FINE
Testo dell'intervento che ho tenuto durante il Consiglio Comunale del 29 ottobre 2010 in merito alla variante al Piano di Riqualificazione Urbana delle aree ex Fit di Sestri Levante.
Vi sono due domande fondamentali che questa sera ci dobbiamo porre, in ordine alla nuova variante al Piano di Riqualificazione Urbana delle aree ex Fit sottoposta alla nostra attenzione. Due domande molto semplici e strettamente collegate tra loro. La prima: questa variante corrisponde agli interessi generali della città? La seconda: questa variante prevede più cemento o meno cemento a Sestri Levante? E’ dalla risposta a tali quesiti che credo debba dipendere il voto che il Consiglio Comunale e i gruppi che ne fanno parte esprimeranno al termine di questa discussione. Non sono domande capziose, perché è evidente che quella delle aree ex Fit e delle scelte che per tali aree sono state compiute è una questione che non soltanto riguarda una parte significativa del territorio di Sestri Levante, ma anche e soprattutto riflette l’indirizzo amministrativo che ha guidato l’azione delle Giunte che hanno governato la città negli ultimi quattordici anni. Quello che è stato realizzato a partire dall’elaborazione del PRU per le aree ex Fit reca su di sé il segno da un lato della de-industrializzazione, dall’altro lato della cementificazione e della progressiva saturazione del territorio, segnali evidenti, questi ultimi, di una preoccupante assenza di una politica ambientale degna di tal nome.
Tornando alle due domande che ho posto all’inizio, per arrivare a formulare una risposta ad esse è necessario prendere in esame i punti centrali della variante per poi inserirli in un quadro d’insieme.
Il primo punto nevralgico della delibera che andremo tra poco a votare consiste nell’inclusione dell’area comunale di Cantine Mulinetti all’interno del perimetro del PRU delle aree ex Fit. Tale scelta viene spiegata, nella Relazione Illustrativa della variante, con motivazioni – cito testualmente – “legate prioritariamente alla bonifica dell’area industriale dismessa ed alla volontà della Civica Amministrazione di realizzare un Parco con caratteristiche di elevata qualità paesaggistica e funzionale, obiettivo difficilmente raggiungibile – prosegue la Relazione – limitando la zona verde all’area ex Fit”. Alcune domande sorgono spontanee: non sarebbe stato meglio, da tutti i punti di vista, come peraltro previsto inizialmente, mettere in opera una radicale bonifica del sottosuolo di un territorio caratterizzato, come si poteva leggere nello Studio di Impatto Ambientale redatto nel 1998 dallo studio Apua, da “un forte livello di inquinamento”? Solo oggi ci si rende conto che la scelta compiuta in luogo dell’originaria previsione di modalità di bonifica ha creato, come esplicitamente scritto nella Relazione Illustrativa, “la necessità di rinunciare agli originari obiettivi e caratteri compositivi degli spazi verdi?” E ancora, solo oggi ci si rende conto – cito sempre dalla Relazione – che “la decisione di prevedere la realizzazione di un complesso sportivo in una porzione dell’area destinata a parco… ha consistentemente ridotto gli spazi disponibili per le sistemazioni del verde e creato le condizioni per un ripensamento complessivo di assetti e funzioni del cosiddetto parco urbano”? E infine, solo oggi si scopre che – leggo ancora dalla illuminante Relazione Illustrativa – “la collocazione in sicurezza dei terreni inquinati provenienti dagli scavi della UA4 sull’area destinata a parco ha creato l’ultimo e rilevante vincolo… su di una ulteriore parte dell’area destinata a parco”?
In attesa di una risposta da parte dell’Amministrazione, che certo non può fingere di essere arrivata oggi alla guida della città, quello che appare chiaro è che in seguito alle scelte operate negli anni scorsi sulle aree ex Fit non sarebbe possibile, allo stato attuale delle cose, realizzare il cosiddetto “polmone verde” della città, il tante volte annunciato parco urbano. La conferma sta nei numeri riportati dalla Relazione Illustrativa del progetto, nella parte relativa al confronto tra il PRU vigente e la variante. Nel progetto approvato nel 1999 era prevista la sistemazione di un’area di 29.765 mq a parco. Nella variante propostaci questa sera l’area destinata a parco si riduce a 22.450 mq, ricadente per 12.690 mq nel comparto ex Fit e per 9.760 mq nelle aree del sedime dell’Aurelia e di Cantine Mulinetti. Insomma, il concetto è chiaro: no Mulinetti, no Parco. E’ l’ennesima conferma del fatto che questa Amministrazione ha dato priorità assoluta non al verde e all’ambiente, come richiesto dai cittadini, bensì alla cementificazione ed alla saturazione del territorio. Non è un’opinione del sottoscritto, ma è ciò che emerge, come abbiamo visto, dagli stessi documenti allegati al progetto di variante.
Ma poi – e vengo al secondo punto nodale della delibera – è veramente il recupero di spazi per la realizzazione del Parco lo scopo della variante? Se stiamo ancora una volta a quanto scritto nella Relazione Illustrativa, la risposta è purtroppo negativa. Tant’è vero che la Relazione compie un mutamento linguistico di non poco conto, e non parla più semplicemente di “parco”, bensì di “parco-parcheggio”. E con ciò è detto tutto: non si tratta in primo luogo di realizzare quello che da molti anni la città attende – il parco appunto – e che alla città è dovuto secondo le previsioni della prima Convenzione stipulata con il proprietario delle aree ex Fit e con il soggetto attuatore del PRU. No, la priorità assoluta è quella di nuovi parcheggi, come peraltro si desume in maniera chiara anche dalla tabella contenente il cronoprogramma della variante. Avremo quindi un parcheggio alberato di interscambio con 343 posti auto e un’area sosta per camper localizzata a ridosso della ferrovia (il posto ideale e più tranquillo per sostare con un camper!).
Ma non è tutto. Perché - e così vengo al terzo punto centrale della delibera - ecco arrivare anche un’autorimessa privata in via della Chiusa, nella zona classificata come UA4. Un’autorimessa su tre livelli interrati (per un totale di 345 box) con sistemazione esterna a verde e parcheggi (86 posti auto pubblici). La destinazione d’uso di tale autorimessa – afferma la Relazione Illustrativa – “è di tipo privato, a servizio della residenza e delle attività del terziario presenti nell’area”. Credo che in questo caso si sia usata una parola sbagliata: il posteggio su tre piani non sarà “a servizio” della residenza, bensì “a pagamento” della residenza. Infatti, come è evidente, i primi beneficiari della costruzione dell’autorimessa, la cui realizzazione – guarda caso – ha la priorità nel cronoprogramma della variante, non saranno di certo i sestresi. Ancora una volta, dunque, prima il cemento, e poi, se verrà, il verde. Andando anche in questo caso a fare il raffronto tra il PRU vigente e la variante, si nota che l’introduzione della struttura interrata su tre livelli comporta ulteriore cementificazione per 10.323 mq. L’indirizzo politico è chiaro: prima la saturazione del territorio e poi, se verrà, la politica ambientale.
A meno che non si voglia spacciare per politica ambientale - e passo così al quarto punto importante - la decisione, contenuta nella variante, di ridimensionare la previsione del nuovo collettore fognario. Che non arriverà più dalle aree dell’ex Tubifera fino al cosiddetto “depuratore” di Portobello, bensì si fermerà in Piazza Bo. Il resto lo farà il vecchio collettore, con risultati che possiamo prevedere esalanti. E’ l’ennesima dimostrazione, questa, dell’attenzione che l’attuale Amministrazione riserva all’ambiente, in continuità ideale e reale con coloro che tempo addietro decisero che il luogo migliore per costruire un depuratore a Sestri Levante era nientepopodimeno che la Baia del Silenzio.
Quinto punto. I costi degli interventi previsti dalla variante che stiamo discutendo. In totale, le previsioni, come da tabella allegata agli atti, parlano di un costo complessivo di 4.043.817,32 euro. Di questi, 1.409.317,32 deriveranno da oneri di urbanizzazione e oneri aggiuntivi. 210.000 euro arriveranno poi da altre risorse private. Le risorse pubbliche previste ammontano invece a 2.424.500 euro. In considerazione delle osservazioni precedenti, mi pare che ancora una volta il rapporto costi/benefici, tra risorse pubbliche impiegate e vantaggi per la città sia purtroppo sbilanciato a sfavore dei sestresi. Del resto, è così sin dagli inizi dell’operazione sulle aree ex Fit. E’ stato così, continua ad essere così.
Non si vede dunque, in questa delibera, alcun significativo mutamento di rotta rispetto al passato. Non c’è discontinuità, non c’è un minimo di autocritica, non c’è insomma la consapevolezza del fatto che le scelte compiute sulle aree ex Fit sono state un danno, e non un vantaggio, per la città. L’unica cosa che si riesce a dire di fronte al provvedimento che tra poco voteremo è che si tratta solo nominalmente di una “variante”, mentre sostanzialmente non fa che confermare le scelte di fondo di un piano nato male e che rischia di finire peggio, propagando i suoi effetti negativi per molto tempo ancora. Immaginiamo per un attimo di essere un sestrese del futuro che fra trent’anni, in una serata come questa, transita nelle aree ormai ribattezzate, con un acronimo, CML. Immaginiamo il suo sguardo triste di fronte alle tapparelle chiuse, alle seconde case vuote, ai parcheggi deserti, all’area camper senza camper. Gli sembrerà di essere come il protagonista del più bel romanzo di Dino Buzzati “Il deserto dei Tartari”: “Là dove la strada finisce, fermo sulla riva di un mare di piombo – in questo caso di cemento – tutto così da immemorabile tempo”.
Gianteo Bordero
Capogruppo “Il Popolo della Libertà” - Sestri Levante
Vi sono due domande fondamentali che questa sera ci dobbiamo porre, in ordine alla nuova variante al Piano di Riqualificazione Urbana delle aree ex Fit sottoposta alla nostra attenzione. Due domande molto semplici e strettamente collegate tra loro. La prima: questa variante corrisponde agli interessi generali della città? La seconda: questa variante prevede più cemento o meno cemento a Sestri Levante? E’ dalla risposta a tali quesiti che credo debba dipendere il voto che il Consiglio Comunale e i gruppi che ne fanno parte esprimeranno al termine di questa discussione. Non sono domande capziose, perché è evidente che quella delle aree ex Fit e delle scelte che per tali aree sono state compiute è una questione che non soltanto riguarda una parte significativa del territorio di Sestri Levante, ma anche e soprattutto riflette l’indirizzo amministrativo che ha guidato l’azione delle Giunte che hanno governato la città negli ultimi quattordici anni. Quello che è stato realizzato a partire dall’elaborazione del PRU per le aree ex Fit reca su di sé il segno da un lato della de-industrializzazione, dall’altro lato della cementificazione e della progressiva saturazione del territorio, segnali evidenti, questi ultimi, di una preoccupante assenza di una politica ambientale degna di tal nome.
Tornando alle due domande che ho posto all’inizio, per arrivare a formulare una risposta ad esse è necessario prendere in esame i punti centrali della variante per poi inserirli in un quadro d’insieme.
Il primo punto nevralgico della delibera che andremo tra poco a votare consiste nell’inclusione dell’area comunale di Cantine Mulinetti all’interno del perimetro del PRU delle aree ex Fit. Tale scelta viene spiegata, nella Relazione Illustrativa della variante, con motivazioni – cito testualmente – “legate prioritariamente alla bonifica dell’area industriale dismessa ed alla volontà della Civica Amministrazione di realizzare un Parco con caratteristiche di elevata qualità paesaggistica e funzionale, obiettivo difficilmente raggiungibile – prosegue la Relazione – limitando la zona verde all’area ex Fit”. Alcune domande sorgono spontanee: non sarebbe stato meglio, da tutti i punti di vista, come peraltro previsto inizialmente, mettere in opera una radicale bonifica del sottosuolo di un territorio caratterizzato, come si poteva leggere nello Studio di Impatto Ambientale redatto nel 1998 dallo studio Apua, da “un forte livello di inquinamento”? Solo oggi ci si rende conto che la scelta compiuta in luogo dell’originaria previsione di modalità di bonifica ha creato, come esplicitamente scritto nella Relazione Illustrativa, “la necessità di rinunciare agli originari obiettivi e caratteri compositivi degli spazi verdi?” E ancora, solo oggi ci si rende conto – cito sempre dalla Relazione – che “la decisione di prevedere la realizzazione di un complesso sportivo in una porzione dell’area destinata a parco… ha consistentemente ridotto gli spazi disponibili per le sistemazioni del verde e creato le condizioni per un ripensamento complessivo di assetti e funzioni del cosiddetto parco urbano”? E infine, solo oggi si scopre che – leggo ancora dalla illuminante Relazione Illustrativa – “la collocazione in sicurezza dei terreni inquinati provenienti dagli scavi della UA4 sull’area destinata a parco ha creato l’ultimo e rilevante vincolo… su di una ulteriore parte dell’area destinata a parco”?
In attesa di una risposta da parte dell’Amministrazione, che certo non può fingere di essere arrivata oggi alla guida della città, quello che appare chiaro è che in seguito alle scelte operate negli anni scorsi sulle aree ex Fit non sarebbe possibile, allo stato attuale delle cose, realizzare il cosiddetto “polmone verde” della città, il tante volte annunciato parco urbano. La conferma sta nei numeri riportati dalla Relazione Illustrativa del progetto, nella parte relativa al confronto tra il PRU vigente e la variante. Nel progetto approvato nel 1999 era prevista la sistemazione di un’area di 29.765 mq a parco. Nella variante propostaci questa sera l’area destinata a parco si riduce a 22.450 mq, ricadente per 12.690 mq nel comparto ex Fit e per 9.760 mq nelle aree del sedime dell’Aurelia e di Cantine Mulinetti. Insomma, il concetto è chiaro: no Mulinetti, no Parco. E’ l’ennesima conferma del fatto che questa Amministrazione ha dato priorità assoluta non al verde e all’ambiente, come richiesto dai cittadini, bensì alla cementificazione ed alla saturazione del territorio. Non è un’opinione del sottoscritto, ma è ciò che emerge, come abbiamo visto, dagli stessi documenti allegati al progetto di variante.
Ma poi – e vengo al secondo punto nodale della delibera – è veramente il recupero di spazi per la realizzazione del Parco lo scopo della variante? Se stiamo ancora una volta a quanto scritto nella Relazione Illustrativa, la risposta è purtroppo negativa. Tant’è vero che la Relazione compie un mutamento linguistico di non poco conto, e non parla più semplicemente di “parco”, bensì di “parco-parcheggio”. E con ciò è detto tutto: non si tratta in primo luogo di realizzare quello che da molti anni la città attende – il parco appunto – e che alla città è dovuto secondo le previsioni della prima Convenzione stipulata con il proprietario delle aree ex Fit e con il soggetto attuatore del PRU. No, la priorità assoluta è quella di nuovi parcheggi, come peraltro si desume in maniera chiara anche dalla tabella contenente il cronoprogramma della variante. Avremo quindi un parcheggio alberato di interscambio con 343 posti auto e un’area sosta per camper localizzata a ridosso della ferrovia (il posto ideale e più tranquillo per sostare con un camper!).
Ma non è tutto. Perché - e così vengo al terzo punto centrale della delibera - ecco arrivare anche un’autorimessa privata in via della Chiusa, nella zona classificata come UA4. Un’autorimessa su tre livelli interrati (per un totale di 345 box) con sistemazione esterna a verde e parcheggi (86 posti auto pubblici). La destinazione d’uso di tale autorimessa – afferma la Relazione Illustrativa – “è di tipo privato, a servizio della residenza e delle attività del terziario presenti nell’area”. Credo che in questo caso si sia usata una parola sbagliata: il posteggio su tre piani non sarà “a servizio” della residenza, bensì “a pagamento” della residenza. Infatti, come è evidente, i primi beneficiari della costruzione dell’autorimessa, la cui realizzazione – guarda caso – ha la priorità nel cronoprogramma della variante, non saranno di certo i sestresi. Ancora una volta, dunque, prima il cemento, e poi, se verrà, il verde. Andando anche in questo caso a fare il raffronto tra il PRU vigente e la variante, si nota che l’introduzione della struttura interrata su tre livelli comporta ulteriore cementificazione per 10.323 mq. L’indirizzo politico è chiaro: prima la saturazione del territorio e poi, se verrà, la politica ambientale.
A meno che non si voglia spacciare per politica ambientale - e passo così al quarto punto importante - la decisione, contenuta nella variante, di ridimensionare la previsione del nuovo collettore fognario. Che non arriverà più dalle aree dell’ex Tubifera fino al cosiddetto “depuratore” di Portobello, bensì si fermerà in Piazza Bo. Il resto lo farà il vecchio collettore, con risultati che possiamo prevedere esalanti. E’ l’ennesima dimostrazione, questa, dell’attenzione che l’attuale Amministrazione riserva all’ambiente, in continuità ideale e reale con coloro che tempo addietro decisero che il luogo migliore per costruire un depuratore a Sestri Levante era nientepopodimeno che la Baia del Silenzio.
Quinto punto. I costi degli interventi previsti dalla variante che stiamo discutendo. In totale, le previsioni, come da tabella allegata agli atti, parlano di un costo complessivo di 4.043.817,32 euro. Di questi, 1.409.317,32 deriveranno da oneri di urbanizzazione e oneri aggiuntivi. 210.000 euro arriveranno poi da altre risorse private. Le risorse pubbliche previste ammontano invece a 2.424.500 euro. In considerazione delle osservazioni precedenti, mi pare che ancora una volta il rapporto costi/benefici, tra risorse pubbliche impiegate e vantaggi per la città sia purtroppo sbilanciato a sfavore dei sestresi. Del resto, è così sin dagli inizi dell’operazione sulle aree ex Fit. E’ stato così, continua ad essere così.
Non si vede dunque, in questa delibera, alcun significativo mutamento di rotta rispetto al passato. Non c’è discontinuità, non c’è un minimo di autocritica, non c’è insomma la consapevolezza del fatto che le scelte compiute sulle aree ex Fit sono state un danno, e non un vantaggio, per la città. L’unica cosa che si riesce a dire di fronte al provvedimento che tra poco voteremo è che si tratta solo nominalmente di una “variante”, mentre sostanzialmente non fa che confermare le scelte di fondo di un piano nato male e che rischia di finire peggio, propagando i suoi effetti negativi per molto tempo ancora. Immaginiamo per un attimo di essere un sestrese del futuro che fra trent’anni, in una serata come questa, transita nelle aree ormai ribattezzate, con un acronimo, CML. Immaginiamo il suo sguardo triste di fronte alle tapparelle chiuse, alle seconde case vuote, ai parcheggi deserti, all’area camper senza camper. Gli sembrerà di essere come il protagonista del più bel romanzo di Dino Buzzati “Il deserto dei Tartari”: “Là dove la strada finisce, fermo sulla riva di un mare di piombo – in questo caso di cemento – tutto così da immemorabile tempo”.
Gianteo Bordero
Capogruppo “Il Popolo della Libertà” - Sestri Levante
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martedì 21 settembre 2010
SESTRI LEVANTE. IL PDL È AL FIANCO DEI LAVORATORI DI FINCANTIERI E DELL’INDOTTO
CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
GRUPPO CONSILIARE DE “IL POPOLO DELLA LIBERTÀ”
COMUNICATO STAMPA DEL 21 SETTEMBRE 2010
L’impegno per salvare lo stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso dalla ventilata chiusura, annunciata a mezzo stampa, ha per noi una doppia valenza: da un lato si tratta di salvaguardare gli attuali livelli occupazionali, dall’altro lato di mantenere sul territorio comunale una delle ultime grandi realtà industriali presenti nella nostra regione. Ricordiamo che Sestri Levante ha già pagato un prezzo salato, nel recente passato, per lo smantellamento di fabbriche come la FIT. Non vorremmo ora che la storia si ripetesse, con l’abbattimento dei capannoni e il via libera a operazioni che poco hanno a che vedere con lo sviluppo della città.
Noi stiamo dalla parte dei lavoratori, senza se e senza ma. Sosterremo tutte quelle iniziative che riterremo ragionevoli e davvero utili per raggiungere gli obiettivi anzidetti: salvaguardare i posti di lavoro e lo stabilimento di Riva Trigoso. Ci auguriamo, come hanno chiesto l’onorevole Michele Scandroglio e il consigliere regionale Gino Garibaldi, che venga al più presto fatta chiarezza e che, come ha auspicato il ministro Maurizio Sacconi, il confronto sul futuro della Fincantieri venga rimesso nei corretti binari, che non sono quelli degli annunci e dei titoloni a tutta pagina che creano solo panico, incertezza e confusione.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
GRUPPO CONSILIARE DE “IL POPOLO DELLA LIBERTÀ”
COMUNICATO STAMPA DEL 21 SETTEMBRE 2010
L’impegno per salvare lo stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso dalla ventilata chiusura, annunciata a mezzo stampa, ha per noi una doppia valenza: da un lato si tratta di salvaguardare gli attuali livelli occupazionali, dall’altro lato di mantenere sul territorio comunale una delle ultime grandi realtà industriali presenti nella nostra regione. Ricordiamo che Sestri Levante ha già pagato un prezzo salato, nel recente passato, per lo smantellamento di fabbriche come la FIT. Non vorremmo ora che la storia si ripetesse, con l’abbattimento dei capannoni e il via libera a operazioni che poco hanno a che vedere con lo sviluppo della città.
Noi stiamo dalla parte dei lavoratori, senza se e senza ma. Sosterremo tutte quelle iniziative che riterremo ragionevoli e davvero utili per raggiungere gli obiettivi anzidetti: salvaguardare i posti di lavoro e lo stabilimento di Riva Trigoso. Ci auguriamo, come hanno chiesto l’onorevole Michele Scandroglio e il consigliere regionale Gino Garibaldi, che venga al più presto fatta chiarezza e che, come ha auspicato il ministro Maurizio Sacconi, il confronto sul futuro della Fincantieri venga rimesso nei corretti binari, che non sono quelli degli annunci e dei titoloni a tutta pagina che creano solo panico, incertezza e confusione.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
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lunedì 23 agosto 2010
SESTRI LEVANTE. IL "CASO BALIN" E LE AGGHIACCINTI DICHIARAZIONI DI UN ESPONENTE DEL PD
CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
GIANTEO BORDERO
CAPOGRUPPO CONSILIARE DE “IL POPOLO DELLA LIBERTÀ - LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 23 AGOSTO 2010
Sono a dir poco agghiaccianti le dichiarazioni del consigliere provinciale del Pd ed ex assessore a Sestri Levante, Mariangela Milanta, in merito alla possibilità che il Balin, storico locale della Bimare e fiore all’occhiello dell’offerta commerciale e turistica della città, chiuda i battenti a causa del nuovo contratto d’affitto troppo oneroso per i gestori. La Milanta, che tra le altre cose figura tra i proprietari del Balin, ha affermato su un quotidiano locale che, qualora i gestori non riuscissero a sostenere il nuovo canone di locazione e fossero costretti a gettare la spugna, “i giovani troveranno un altro bar, il Balin non è l’unico. Se la cifra chiesta non sarà accettata, lasceremo il locale chiuso per un po’ e avremo più silenzio”. Come dire: se il Balin chiude, poco male. Anzi: meglio, visto che nella mentalità dell’ex assessore ai Servizi Sociali il bar ed i suoi clienti sono evidentemente da ritenersi una fonte di disturbo.
Che cosa ne pensano delle dichiarazioni della Milanta l’assessore al Commercio, Enrico Pozzo, ed il sindaco Andrea Lavarello? Ne condividono la logica, secondo cui se le attività commerciali del centro storico chiudono la quiete ci guadagna? Attendiamo una pronta risposta da parte dei rappresentanti della Giunta, che solitamente amano riempirsi la bocca di “turismo” e “sviluppo”, ma che forse dovrebbero innanzitutto mettersi d’accordo con gli altri esponenti della loro parte politica, come la Milanta, la quale sembra pensarla in modo opposto al loro. Vogliono un centro storico deserto e muto? Se non è così, lo dimostrino con i fatti e non soltanto a parole. Mettano in campo iniziative concrete e non solo trovate estemporanee.
Da parte nostra, porremo all’attenzione del prossimo Consiglio Comunale una mozione sulla situazione del centro città, anche alla luce dell’allarme sulle difficoltà del commercio lanciato dal presidente dell’Ascom sestrese, Ermes Paterlini. In quella sede proporremo alla Giunta alcuni provvedimenti che, se adottati, potrebbero dare un po’ di respiro a coloro che, con la loro attività e la loro intrapresa, fanno sì che il centro storico viva e non assomigli ancora al triste luogo in cui il silenzio è davvero sovrano.
Gianteo Bordero
GIANTEO BORDERO
CAPOGRUPPO CONSILIARE DE “IL POPOLO DELLA LIBERTÀ - LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 23 AGOSTO 2010
Sono a dir poco agghiaccianti le dichiarazioni del consigliere provinciale del Pd ed ex assessore a Sestri Levante, Mariangela Milanta, in merito alla possibilità che il Balin, storico locale della Bimare e fiore all’occhiello dell’offerta commerciale e turistica della città, chiuda i battenti a causa del nuovo contratto d’affitto troppo oneroso per i gestori. La Milanta, che tra le altre cose figura tra i proprietari del Balin, ha affermato su un quotidiano locale che, qualora i gestori non riuscissero a sostenere il nuovo canone di locazione e fossero costretti a gettare la spugna, “i giovani troveranno un altro bar, il Balin non è l’unico. Se la cifra chiesta non sarà accettata, lasceremo il locale chiuso per un po’ e avremo più silenzio”. Come dire: se il Balin chiude, poco male. Anzi: meglio, visto che nella mentalità dell’ex assessore ai Servizi Sociali il bar ed i suoi clienti sono evidentemente da ritenersi una fonte di disturbo.
Che cosa ne pensano delle dichiarazioni della Milanta l’assessore al Commercio, Enrico Pozzo, ed il sindaco Andrea Lavarello? Ne condividono la logica, secondo cui se le attività commerciali del centro storico chiudono la quiete ci guadagna? Attendiamo una pronta risposta da parte dei rappresentanti della Giunta, che solitamente amano riempirsi la bocca di “turismo” e “sviluppo”, ma che forse dovrebbero innanzitutto mettersi d’accordo con gli altri esponenti della loro parte politica, come la Milanta, la quale sembra pensarla in modo opposto al loro. Vogliono un centro storico deserto e muto? Se non è così, lo dimostrino con i fatti e non soltanto a parole. Mettano in campo iniziative concrete e non solo trovate estemporanee.
Da parte nostra, porremo all’attenzione del prossimo Consiglio Comunale una mozione sulla situazione del centro città, anche alla luce dell’allarme sulle difficoltà del commercio lanciato dal presidente dell’Ascom sestrese, Ermes Paterlini. In quella sede proporremo alla Giunta alcuni provvedimenti che, se adottati, potrebbero dare un po’ di respiro a coloro che, con la loro attività e la loro intrapresa, fanno sì che il centro storico viva e non assomigli ancora al triste luogo in cui il silenzio è davvero sovrano.
Gianteo Bordero
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mercoledì 18 agosto 2010
SESTRI LEVANTE. ANCORA DELUDENTI I DATI SULLA RACCOLTA DIFFERENZIATA
CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 18 AGOSTO 2010
Ancora una volta i dati ufficiali relativi alla raccolta differenziata smentiscono gli annunci e i proclami della Giunta Lavarello, che si dimostra totalmente inadeguata a mettere in campo una politica ambientale degna di tal nome. Dal 2008 al 2009, infatti, la percentuale di differenziata è scesa dal 24,35% al 23,44%, confermando la tendenza negativa degli ultimi anni. Aumentano dunque i rifiuti conferiti nella discarica comunale di Ca’ da Matta (da 10.046 a 10.094 tonnellate) e diminuiscono quelli destinati all’Ecocentro di Bargone (da 3.233 a 3.090 tonnellate). Mentre i Comuni limitrofi fanno registrare significativi passi in avanti, Sestri Levante, a causa dell’incapacità amministrativa dell’attuale Giunta, continua ad arretrare.
Ricordiamo che, tra le altre cose, la gestione dei rifiuti è non soltanto il caposaldo di una politica ambientale di qualità, ma anche uno dei criteri fondamentali in base ai quali viene assegnata, ogni anno, la Bandiera Blu, un riconoscimento internazionale che di per se stesso dà lustro alla città e crea un rilevante indotto turistico. Al contrario degli altri Comuni del Tigullio, che si sono dimostrati capaci di adottare serie ed organiche scelte finalizzate ad ottenere il certificato di qualità ambientale, Sestri Levante, sotto la guida della Giunta Lavarello, è rimasta ferma al palo. Anzi, ha fatto preoccupanti passi indietro.
Tutto questo è accaduto - è importante sottolinearlo - dopo il forte aumento della tassa sui rifiuti dell’anno 2009, a cui i dati sulla differenziata si riferiscono. Tale aumento, evidentemente, è servito soltanto per fare cassa e non per mettere in atto quella svolta nello smaltimento dei rifiuti che il nostro gruppo chiede ormai da molto tempo e che i deludenti numeri ufficiali rendono ancora più urgente. E’ necessario passare dalla politica delle chiacchiere a quella dei fatti.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 18 AGOSTO 2010
Ancora una volta i dati ufficiali relativi alla raccolta differenziata smentiscono gli annunci e i proclami della Giunta Lavarello, che si dimostra totalmente inadeguata a mettere in campo una politica ambientale degna di tal nome. Dal 2008 al 2009, infatti, la percentuale di differenziata è scesa dal 24,35% al 23,44%, confermando la tendenza negativa degli ultimi anni. Aumentano dunque i rifiuti conferiti nella discarica comunale di Ca’ da Matta (da 10.046 a 10.094 tonnellate) e diminuiscono quelli destinati all’Ecocentro di Bargone (da 3.233 a 3.090 tonnellate). Mentre i Comuni limitrofi fanno registrare significativi passi in avanti, Sestri Levante, a causa dell’incapacità amministrativa dell’attuale Giunta, continua ad arretrare.
Ricordiamo che, tra le altre cose, la gestione dei rifiuti è non soltanto il caposaldo di una politica ambientale di qualità, ma anche uno dei criteri fondamentali in base ai quali viene assegnata, ogni anno, la Bandiera Blu, un riconoscimento internazionale che di per se stesso dà lustro alla città e crea un rilevante indotto turistico. Al contrario degli altri Comuni del Tigullio, che si sono dimostrati capaci di adottare serie ed organiche scelte finalizzate ad ottenere il certificato di qualità ambientale, Sestri Levante, sotto la guida della Giunta Lavarello, è rimasta ferma al palo. Anzi, ha fatto preoccupanti passi indietro.
Tutto questo è accaduto - è importante sottolinearlo - dopo il forte aumento della tassa sui rifiuti dell’anno 2009, a cui i dati sulla differenziata si riferiscono. Tale aumento, evidentemente, è servito soltanto per fare cassa e non per mettere in atto quella svolta nello smaltimento dei rifiuti che il nostro gruppo chiede ormai da molto tempo e che i deludenti numeri ufficiali rendono ancora più urgente. E’ necessario passare dalla politica delle chiacchiere a quella dei fatti.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
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sabato 19 giugno 2010
mercoledì 12 maggio 2010
ANCHE QUEST'ANNO NIENTE BANDIERA BLU PER SESTRI LEVANTE
CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 12 MAGGIO 2010
Anche quest’anno niente Bandiera Blu per Sestri Levante, mentre sia i Comuni limitrofi (Moneglia e Lavagna) che un altro Comune del Tigullio (Chiavari) riescono ad ottenere il prestigioso riconoscimento assegnato dalla Foundation for Environmental Education (FEE). Evidentemente, ancora una volta, non sono risultati soddisfacenti i dati relativi ai parametri sulla base dei quali la Bandiera Blu viene assegnata: qualità delle acque, qualità della costa, servizi e misure di sicurezza, educazione ambientale.
In aggiunta a tali parametri, ricordiamo che l’assegnazione della Bandiera si fonda anche su un’approfondita analisi che prende in esame criteri di gestione sostenibile del territorio. Essi comprendono: certificazione ambientale, depurazione delle acque reflue, raccolta differenziata dei rifiuti, iniziative ambientali e turismo.
In forza di ciò, il mancato arrivo della Bandiera Blu a Sestri Levante da un lato rappresenta l’ennesima conferma dell’inconsistenza della politica ambientale portata avanti dall’Amministrazione Lavarello, dall’altro lato rischia purtroppo di determinare una situazione di oggettivo svantaggio per la Bimare per ciò che concerne il turismo, considerato che altri Comuni della costa tigullina hanno ricevuto il riconoscimento di qualità del FEE. Da quest’ultimo punto di vista, bastava guardare i telegiornali di ieri, sia nazionali che locali, per rendersi conto dell’ampio risalto dato alle località premiate con la Bandiera.
Chiediamo perciò che la Giunta si attivi al più presto per porre in essere tutte quelle iniziative in materia ambientale (ad esempio: costruzione di un nuovo depuratore, ulteriore implementazione della raccolta differenziata, maggiore attenzione alla qualità delle acque di balneazione) finalizzate a soddisfare i parametri sulla base dei quali la Bandiera Blu viene assegnata. La bellezza di Sestri merita una politica diversa.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 12 MAGGIO 2010
Anche quest’anno niente Bandiera Blu per Sestri Levante, mentre sia i Comuni limitrofi (Moneglia e Lavagna) che un altro Comune del Tigullio (Chiavari) riescono ad ottenere il prestigioso riconoscimento assegnato dalla Foundation for Environmental Education (FEE). Evidentemente, ancora una volta, non sono risultati soddisfacenti i dati relativi ai parametri sulla base dei quali la Bandiera Blu viene assegnata: qualità delle acque, qualità della costa, servizi e misure di sicurezza, educazione ambientale.
In aggiunta a tali parametri, ricordiamo che l’assegnazione della Bandiera si fonda anche su un’approfondita analisi che prende in esame criteri di gestione sostenibile del territorio. Essi comprendono: certificazione ambientale, depurazione delle acque reflue, raccolta differenziata dei rifiuti, iniziative ambientali e turismo.
In forza di ciò, il mancato arrivo della Bandiera Blu a Sestri Levante da un lato rappresenta l’ennesima conferma dell’inconsistenza della politica ambientale portata avanti dall’Amministrazione Lavarello, dall’altro lato rischia purtroppo di determinare una situazione di oggettivo svantaggio per la Bimare per ciò che concerne il turismo, considerato che altri Comuni della costa tigullina hanno ricevuto il riconoscimento di qualità del FEE. Da quest’ultimo punto di vista, bastava guardare i telegiornali di ieri, sia nazionali che locali, per rendersi conto dell’ampio risalto dato alle località premiate con la Bandiera.
Chiediamo perciò che la Giunta si attivi al più presto per porre in essere tutte quelle iniziative in materia ambientale (ad esempio: costruzione di un nuovo depuratore, ulteriore implementazione della raccolta differenziata, maggiore attenzione alla qualità delle acque di balneazione) finalizzate a soddisfare i parametri sulla base dei quali la Bandiera Blu viene assegnata. La bellezza di Sestri merita una politica diversa.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
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martedì 11 maggio 2010
PISCINE COMUNALI DI SESTRI LEVANTE. LE PERPLESSITÀ DEL GRUPPO "PDL-LEGA"
CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DELL’11 MAGGIO 2010
L’atto di indirizzo con cui la maggioranza consiliare ha dato il via libera al passaggio di gestione delle piscine di Sestri Levante dal Circolo Nuoto Lucca alla società Mito/Julio - con annessa garanzia fideiussoria da parte del Comune non ancora quantificata ma che sicuramente si aggirerà attorno al milione di euro - rappresenta l’ennesimo capitolo di una vicenda che in questi anni ha fatto venire a galla tutto il pressapochismo amministrativo della Giunta Lavarello.
Il cambio di gestione, infatti, è dovuto a una sentenza del Tar del 2008, confermata dal Consiglio di Stato nel 2009, che ha accolto un ricorso presentato dalla società Mito/Julio e ha dichiarato illegittimo il modo in cui, nel 2006, la Giunta sestrese aveva assegnato al Circolo Nuoto Lucca la presa in carico degli impianti natatori. Tale assegnazione, infatti, aveva avuto luogo tramite procedura negoziata, senza pubblicazione di bando, dopo che l’Amministrazione aveva deciso di non aggiudicare la precedente gara d’appalto vinta dalla società Mito/Julio di Torino. Scriveva il Tar a questo proposito: “L’esito della gara (la prima gara d’appalto) appare perfettamente coerente con la disciplina della stessa come predisposta consapevolmente dall’Amministrazione”.
Quello che ha luogo oggi - cioè il cambio di gestione - è quindi frutto degli errori compiuti quattro anni fa dall’Amministrazione. Per questo il nostro gruppo ha votato contro l’atto di indirizzo presentato al Consiglio Comunale: perché ad assumersi la responsabilità politica di tale atto devono essere coloro che quattro anni fa hanno sbagliato.
Inoltre, rimangono in piedi le nostre forti perplessità in merito a tutta la “vicenda piscine”. In particolare riguardo a:
Se a tutto ciò si aggiunge l’ingiustificabile ritardo nella realizzazione del parco urbano che dovrebbe sorgere vicino all’area delle piscine, il quadro è completo. Nel marzo 2008 la Giunta Lavarello annunciava: l’avvio della realizzazione del parco “avverrà nei prossimi mesi”. Di mesi ne sono passati 25 e del parco non c’è traccia. Come si può dar credito politico, dunque, a un’Amministrazione pressappochista, confusionaria, che promette e non mantiene?
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DELL’11 MAGGIO 2010
L’atto di indirizzo con cui la maggioranza consiliare ha dato il via libera al passaggio di gestione delle piscine di Sestri Levante dal Circolo Nuoto Lucca alla società Mito/Julio - con annessa garanzia fideiussoria da parte del Comune non ancora quantificata ma che sicuramente si aggirerà attorno al milione di euro - rappresenta l’ennesimo capitolo di una vicenda che in questi anni ha fatto venire a galla tutto il pressapochismo amministrativo della Giunta Lavarello.
Il cambio di gestione, infatti, è dovuto a una sentenza del Tar del 2008, confermata dal Consiglio di Stato nel 2009, che ha accolto un ricorso presentato dalla società Mito/Julio e ha dichiarato illegittimo il modo in cui, nel 2006, la Giunta sestrese aveva assegnato al Circolo Nuoto Lucca la presa in carico degli impianti natatori. Tale assegnazione, infatti, aveva avuto luogo tramite procedura negoziata, senza pubblicazione di bando, dopo che l’Amministrazione aveva deciso di non aggiudicare la precedente gara d’appalto vinta dalla società Mito/Julio di Torino. Scriveva il Tar a questo proposito: “L’esito della gara (la prima gara d’appalto) appare perfettamente coerente con la disciplina della stessa come predisposta consapevolmente dall’Amministrazione”.
Quello che ha luogo oggi - cioè il cambio di gestione - è quindi frutto degli errori compiuti quattro anni fa dall’Amministrazione. Per questo il nostro gruppo ha votato contro l’atto di indirizzo presentato al Consiglio Comunale: perché ad assumersi la responsabilità politica di tale atto devono essere coloro che quattro anni fa hanno sbagliato.
Inoltre, rimangono in piedi le nostre forti perplessità in merito a tutta la “vicenda piscine”. In particolare riguardo a:
- la scelta di costruire un impianto coperto e non olimpionico (non utilizzabile per gare e manifestazioni ufficiali) ed uno olimpionico ma scoperto (utilizzabile solo per pochi mesi all’anno);
- la mancata copertura totale dei costi di costruzione con gli oneri di urbanizzazione derivanti dal piano ex Fit e la scelta di utilizzare a tal fine soldi pubblici;
- lo stato di incertezza nel quale ancora oggi versano i lavoratori che operano all’interno delle piscine;
- alcune bollette dell’acqua che avrebbero dovuto essere pagate dal Circolo Nuoto Lucca e che invece si trovano intestate al Comune, per un totale di 46 mila euro.
Se a tutto ciò si aggiunge l’ingiustificabile ritardo nella realizzazione del parco urbano che dovrebbe sorgere vicino all’area delle piscine, il quadro è completo. Nel marzo 2008 la Giunta Lavarello annunciava: l’avvio della realizzazione del parco “avverrà nei prossimi mesi”. Di mesi ne sono passati 25 e del parco non c’è traccia. Come si può dar credito politico, dunque, a un’Amministrazione pressappochista, confusionaria, che promette e non mantiene?
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
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venerdì 7 maggio 2010
giovedì 29 aprile 2010
IL BILANCIO 2010 DEL COMUNE DI SESTRI LEVANTE. LA GIUNTA LAVARELLO TIRA A CAMPARE
Intervento tenuto in occasione della seduta di Consiglio Comunale di Sestri Levante del 29 aprile 2010
Il Bilancio di Previsione che quest’oggi ci troviamo a discutere è, con tutta evidenza, un Bilancio deludente. Esso mostra in modo chiaro che la Giunta Lavarello “naviga a vista” e “non ha un progetto per la città”– per riprendere le parole usate qualche settimana fa dall’ormai ex consigliere comunale del Partito Democratico, Bruno Panteri, nel motivare le sue dimissioni. Che cosa emerge, infatti, analizzando il documento economico previsionale sottoposto alla nostra attenzione? Emerge una scelta amministrativa che potremmo definire, in poche parole, come la scelta del “tirare a campare”, del “galleggiare” e, per altri versi, del “vorrei, ma non posso”.
E’ emblematico, in tal senso, quanto è accaduto con il Piano delle Opere Pubbliche: un Piano che, secondo la Delibera di Giunta numero 187 del 30 ottobre 2009, avrebbe dovuto prevedere opere per un totale di 7.980.000 euro. Oggi, invece, quel Piano si riduce a un totale di euro 5.490.000. Due milioni e mezzo di euro in meno. Infatti troviamo, inserita nella Relazione Previsionale e Programmatica allegata al Bilancio, una nota in cui si spiega quanto segue: “A seguito di verifiche sulle attuali disponibilità finanziarie di Bilancio… ed ulteriori precisazioni tecniche… si rende necessaria una rivisitazione del suddetto programma”. Così, ad esempio, vengono sospese e, afferma la nota, “saranno poi inserite successivamente - speriamo, aggiungo io - in sede di quantificazione ed accertamento dell’Avanzo di Amministrazione 2009” le seguenti opere: secondo lotto della passerella sul porto; riqualificazione e difesa del litorale nella spiaggia di Ponente della zona di Sant’Anna; e ancora, realizzazione della nuova strada parco all’interno del Piano di riqualificazione delle aree ex FIT; manutenzione straordinaria dei cimiteri; e infine, asfaltatura delle strade comunali. Se a ciò si aggiunge che il terzo lotto della riqualificazione di Via Nazionale passa da 300 mila a 200 mila euro e che vengono stralciate dal Piano le opere di demolizione e messa in sicurezza della zona del Cantierino di Riva Trigoso in quanto dirottate nel progetto finanziato con fondi FAS per una parte e fatte rientrare nella competenza del Settore Urbanistica per un’altra parte, ecco che abbiamo la riduzione di 2 milioni e mezzo di euro.
Con un’incognita in più, sulla quale vorrei soffermarmi. L’incognita - chiamiamola così - è quella riguardante proprio il finanziamento FAS (Fondi per le Aree Sottoutilizzate) per il progetto di riqualificazione del fronte mare di Riva Trigoso. Come noto, il 21 aprile scorso il TAR della Liguria ha annullato la Delibera della Giunta Regionale numero 126 del 5 febbraio 2010, avente ad oggetto l’approvazione della graduatoria e la concessione di finanziamenti FAS per progetti integrati di riqualificazione urbana. In base alla citata Delibera, al Comune di Sestri Levante sarebbero dovuti giungere 4 milioni di euro.
All’indomani della decisione del Tribunale Amministrativo Regionale abbiamo letto sui quotidiani locali le dichiarazioni rassicuranti del Sindaco Lavarello, il quale ha affermato, tra le altre cose, che “il finanziamento non è messo in discussione”, poiché sarebbero solo difficoltà formali quelle derivanti dalla sentenza del TAR. In realtà, purtroppo, le cose non stanno così. E’ sufficiente leggere il testo della sentenza per rendersene conto: salta subito agli occhi, infatti, quanto scrive il Collegio giudicante spiegando le ragioni dell’annullamento della Delibera regionale, previa sospensione dell’efficacia della medesima. Il Tribunale osserva, in punta di diritto - e quindi da un punto di vista sostanziale e non meramente formale - che l’approvazione della graduatoria per l’assegnazione dei FAS non doveva essere di competenza dell’organo politico (cioè la Giunta regionale), bensì dell’apposita Commissione di valutazione, organo esclusivamente gestionale. “Oggi - cito dalla sentenza - costituisce principio cardine dell’azione dei pubblici poteri, quale diretta espressione dei canoni fissati dall’articolo 97 della Costituzione, quello della netta separazione funzionale tra l’attività di indirizzo e programmazione, riservata agli organi politici, e quella gestionale, riservata ai responsabili degli uffici e dei servizi”.
Ma, purtroppo, c’è di più. Perché il Tribunale Amministrativo lascia intendere che il problema sta a monte, e cioè nel Bando stesso per l’assegnazione dei FAS. E’ proprio il Bando, infatti, a prevedere, al punto 9.4, che - cito - “la Giunta regionale approva la graduatoria dei progetti ammissibili a finanziamento, e individua i progetti finanziati nell’ambito della dotazione finanziaria di 32 milioni di euro”. Se quindi, come pare leggendo il testo della sentenza, il nocciolo del problema sta nel Bando e non soltanto nella Delibera della Giunta regionale, è evidente che non basterà, non potrà bastare, come auspicato dal sindaco Lavarello, un semplice intervento dei dirigenti regionali per sanare la situazione. E’ probabile che la questione non possa essere risolta così facilmente. Tutto ciò potrebbe comportare l’allungamento dei tempi, il rischio di altri ricorsi e la possibilità di una diversa ripartizione dei fondi. Diciamolo chiaro: è davvero un “pasticciaccio brutto” quello compiuto dalla Giunta regionale, che mette a rischio il cospicuo finanziamento di un progetto che i cittadini rivani attendono ormai da molto tempo.
La sostanza della questione, su cui credo debba essere fatta un’attenta ponderazione da parte dell’Amministrazione comunale, è che ad oggi, dopo la sentenza del TAR, quei fondi, quei 4 milioni, non sono più nella disponibilità del Comune di Sestri Levante. Con due conseguenze di non poco conto: la prima è che il Piano delle Opere pubbliche si ridurrebbe così a 1 milione e 490 mila euro, di cui 1 milione di mutuo sempre inerente al progetto di riqualificazione del fronte mare di Riva Trigoso; la seconda - e più importante - conseguenza è che questa sera ci troviamo a votare un documento in cui vengono messi a bilancio 4 milioni di euro, cioè una parte rilevante del Bilancio stesso, che allo stato attuale non risultano più assegnati al nostro Comune. Se malauguratamente - ripeto: malauguratamente! - quei fondi non dovessero più rientrare nella disponibilità dell’Amministrazione, credo che si porrebbe un serio problema negli equilibri di Bilancio. Penso che, stanti così le cose, tutto si debba fare tranne che prendere sottogamba la questione. Per questo invito la Giunta e la maggioranza ad un’attenta riflessione su tutta la vicenda e sulle decisioni che l’Amministrazione dovrà adottare per non vedere andare in fumo il finanziamento FAS e tutto il progetto della riqualificazione del fronte mare di Riva.
Tornando al Piano delle Opere Pubbliche e al suo ridimensionamento rispetto alle previsioni originarie, alla fine dei conti risulta che, come stanziamenti di Bilancio per il Programma degli interventi per il 2010, vi sono soltanto, a livello di fondi comunali, 290 mila euro. Nella citata Delibera dell’ottobre 2009 erano 2 milioni e 980 mila euro.
E’ tutta in questi numeri la sostanza politica di un Bilancio che, come detto, rivela una Giunta che “naviga a vista” e che “vorrebbe ma non può”. L’ambizioso Piano del 2009 si è trasformato nel “pianino” del 2010, un “pianino” da “minimo sindacale”: la montagna ha partorito il topolino. Dai sogni alla realtà. E la realtà è che questa Amministrazione procede a tentoni proprio nel momento in cui la città avrebbe bisogno di una Giunta all’altezza della situazione, all’altezza delle enormi possibilità di sviluppo di Sestri, all’altezza delle aspettative dei cittadini.
Ci saremmo aspettati un Bilancio diverso. Lo dico alla luce di due elementi che avrebbero lasciato presagire una disponibilità finanziaria maggiore per il 2010 e una conseguente coraggiosa politica di investimenti e di sviluppo. Primo elemento: le risorse ottenute dalla deprecabilissima stangata fiscale dello scorso anno, con l’aumento della Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani, con l’introduzione del Canone per l’Occupazione del Suolo Pubblico in sostituzione dell’omonima Tassa, con il rincaro generalizzato delle tariffe, con l’innalzamento dei costi per il rilascio dei tesserini Ztl e via tassando. Evidentemente quanto raccolto col salasso fiscale è servito soltanto per coprire i costi del già citato “minimo sindacale”, della minima ordinaria amministrazione, e talora, purtroppo, neppure di quella. Invece che mettere in atto una robusta razionalizzazione delle spese per liberare risorse utili allo sviluppo, avevate pensato che per questo fine fosse sufficiente la solita vostra politica: la politica dell’aumento delle tasse, delle imposte, delle tariffe. Il Bilancio 2010 è la prova provata che questa politica non produce mai gli effetti sperati, quando non produce effetti contrari. Certo, quest’anno vi siete limitati ad “aggiornare” soltanto la tariffa per il rilascio dei permessi di costruire lasciando invariate le altre tasse ed imposte. E avremmo voluto vedere, dopo la stangata dello scorso anno! A tutto c’è un limite, per fortuna, anche se temiamo che dall’anno prossimo possano riprendere gli aumenti. Ad esempio quello della TARSU: quest’anno, infatti, nonostante il rincaro del 2009, la copertura del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti è scesa dal 92% all’84%. E’ dunque prevedibile che l’anno prossimo, come si suol dire, saranno nuovamente dolori…
Il secondo elemento che ci faceva sperare in un Bilancio diverso per il 2010 è la totale copertura finanziaria garantita dal Governo per il mancato introito derivante dalla lodevole abolizione dell’ICI sulla prima casa. Abbiamo ancora tutti vivo il ricordo dell’Assessore Ceselli che l’anno scorso parlava di “furto”, “scippo” e “rapina” da parte dell’Esecutivo. Bene, informo i Consiglieri che, a fronte del milione e 500 mila euro messi a bilancio nel 2009 per il rimborso ICI, il Governo ne ha fatti arrivare al Comune di Sestri Levante 1 milione e 600 mila, la stessa cifra che sarà versata anche quest’anno, come risulta dal sito del ministero dell’Interno dedicato alla Finanza Locale. Non vi è stato dunque alcun “furto”, alcuno “scippo”, alcuna “rapina”. Anzi, come avevo annunciato già in miei precedenti interventi, il Governo ha garantito ai Comuni le somme che doveva garantire.
Insomma - e concludo - non ci sono davvero più alibi attraverso i quali scaricare su altri le responsabilità di un Bilancio che non riesce a garantire alla città quello slancio, quello spirito positivo, quelle risorse necessarie per mettere pienamente a frutto le sue molteplici eccellenze o per far emergere i suoi talenti ancora inespressi. Il Bilancio 2010 è lo specchio di una Giunta che, andreottianamente, tira a campare, visto che, come diceva l’ex leader della Dc, in politica - come nella vita - “è meglio tirare a campare che tirare le cuoia”. Ma a pagare il prezzo salato di questo immobilismo, di questa mancanza di slancio innovatore, di questa assenza di una visione complessiva sul futuro del nostro territorio, è ancora una volta la città nel suo complesso, che meriterebbe ben altra Amministrazione. Sono anni, ormai, che auspichiamo un cambio di rotta, uno scatto di reni, un sussulto all’insegna dell’alta politica. Dobbiamo prendere atto, anche questa volta, che le nostre speranze sono andate, purtroppo, deluse.
Gianteo Bordero
Capogruppo consiliare "Il Popolo della Libertà - Lega Nord", Sestri Levante
Il Bilancio di Previsione che quest’oggi ci troviamo a discutere è, con tutta evidenza, un Bilancio deludente. Esso mostra in modo chiaro che la Giunta Lavarello “naviga a vista” e “non ha un progetto per la città”– per riprendere le parole usate qualche settimana fa dall’ormai ex consigliere comunale del Partito Democratico, Bruno Panteri, nel motivare le sue dimissioni. Che cosa emerge, infatti, analizzando il documento economico previsionale sottoposto alla nostra attenzione? Emerge una scelta amministrativa che potremmo definire, in poche parole, come la scelta del “tirare a campare”, del “galleggiare” e, per altri versi, del “vorrei, ma non posso”.
E’ emblematico, in tal senso, quanto è accaduto con il Piano delle Opere Pubbliche: un Piano che, secondo la Delibera di Giunta numero 187 del 30 ottobre 2009, avrebbe dovuto prevedere opere per un totale di 7.980.000 euro. Oggi, invece, quel Piano si riduce a un totale di euro 5.490.000. Due milioni e mezzo di euro in meno. Infatti troviamo, inserita nella Relazione Previsionale e Programmatica allegata al Bilancio, una nota in cui si spiega quanto segue: “A seguito di verifiche sulle attuali disponibilità finanziarie di Bilancio… ed ulteriori precisazioni tecniche… si rende necessaria una rivisitazione del suddetto programma”. Così, ad esempio, vengono sospese e, afferma la nota, “saranno poi inserite successivamente - speriamo, aggiungo io - in sede di quantificazione ed accertamento dell’Avanzo di Amministrazione 2009” le seguenti opere: secondo lotto della passerella sul porto; riqualificazione e difesa del litorale nella spiaggia di Ponente della zona di Sant’Anna; e ancora, realizzazione della nuova strada parco all’interno del Piano di riqualificazione delle aree ex FIT; manutenzione straordinaria dei cimiteri; e infine, asfaltatura delle strade comunali. Se a ciò si aggiunge che il terzo lotto della riqualificazione di Via Nazionale passa da 300 mila a 200 mila euro e che vengono stralciate dal Piano le opere di demolizione e messa in sicurezza della zona del Cantierino di Riva Trigoso in quanto dirottate nel progetto finanziato con fondi FAS per una parte e fatte rientrare nella competenza del Settore Urbanistica per un’altra parte, ecco che abbiamo la riduzione di 2 milioni e mezzo di euro.
Con un’incognita in più, sulla quale vorrei soffermarmi. L’incognita - chiamiamola così - è quella riguardante proprio il finanziamento FAS (Fondi per le Aree Sottoutilizzate) per il progetto di riqualificazione del fronte mare di Riva Trigoso. Come noto, il 21 aprile scorso il TAR della Liguria ha annullato la Delibera della Giunta Regionale numero 126 del 5 febbraio 2010, avente ad oggetto l’approvazione della graduatoria e la concessione di finanziamenti FAS per progetti integrati di riqualificazione urbana. In base alla citata Delibera, al Comune di Sestri Levante sarebbero dovuti giungere 4 milioni di euro.
All’indomani della decisione del Tribunale Amministrativo Regionale abbiamo letto sui quotidiani locali le dichiarazioni rassicuranti del Sindaco Lavarello, il quale ha affermato, tra le altre cose, che “il finanziamento non è messo in discussione”, poiché sarebbero solo difficoltà formali quelle derivanti dalla sentenza del TAR. In realtà, purtroppo, le cose non stanno così. E’ sufficiente leggere il testo della sentenza per rendersene conto: salta subito agli occhi, infatti, quanto scrive il Collegio giudicante spiegando le ragioni dell’annullamento della Delibera regionale, previa sospensione dell’efficacia della medesima. Il Tribunale osserva, in punta di diritto - e quindi da un punto di vista sostanziale e non meramente formale - che l’approvazione della graduatoria per l’assegnazione dei FAS non doveva essere di competenza dell’organo politico (cioè la Giunta regionale), bensì dell’apposita Commissione di valutazione, organo esclusivamente gestionale. “Oggi - cito dalla sentenza - costituisce principio cardine dell’azione dei pubblici poteri, quale diretta espressione dei canoni fissati dall’articolo 97 della Costituzione, quello della netta separazione funzionale tra l’attività di indirizzo e programmazione, riservata agli organi politici, e quella gestionale, riservata ai responsabili degli uffici e dei servizi”.
Ma, purtroppo, c’è di più. Perché il Tribunale Amministrativo lascia intendere che il problema sta a monte, e cioè nel Bando stesso per l’assegnazione dei FAS. E’ proprio il Bando, infatti, a prevedere, al punto 9.4, che - cito - “la Giunta regionale approva la graduatoria dei progetti ammissibili a finanziamento, e individua i progetti finanziati nell’ambito della dotazione finanziaria di 32 milioni di euro”. Se quindi, come pare leggendo il testo della sentenza, il nocciolo del problema sta nel Bando e non soltanto nella Delibera della Giunta regionale, è evidente che non basterà, non potrà bastare, come auspicato dal sindaco Lavarello, un semplice intervento dei dirigenti regionali per sanare la situazione. E’ probabile che la questione non possa essere risolta così facilmente. Tutto ciò potrebbe comportare l’allungamento dei tempi, il rischio di altri ricorsi e la possibilità di una diversa ripartizione dei fondi. Diciamolo chiaro: è davvero un “pasticciaccio brutto” quello compiuto dalla Giunta regionale, che mette a rischio il cospicuo finanziamento di un progetto che i cittadini rivani attendono ormai da molto tempo.
La sostanza della questione, su cui credo debba essere fatta un’attenta ponderazione da parte dell’Amministrazione comunale, è che ad oggi, dopo la sentenza del TAR, quei fondi, quei 4 milioni, non sono più nella disponibilità del Comune di Sestri Levante. Con due conseguenze di non poco conto: la prima è che il Piano delle Opere pubbliche si ridurrebbe così a 1 milione e 490 mila euro, di cui 1 milione di mutuo sempre inerente al progetto di riqualificazione del fronte mare di Riva Trigoso; la seconda - e più importante - conseguenza è che questa sera ci troviamo a votare un documento in cui vengono messi a bilancio 4 milioni di euro, cioè una parte rilevante del Bilancio stesso, che allo stato attuale non risultano più assegnati al nostro Comune. Se malauguratamente - ripeto: malauguratamente! - quei fondi non dovessero più rientrare nella disponibilità dell’Amministrazione, credo che si porrebbe un serio problema negli equilibri di Bilancio. Penso che, stanti così le cose, tutto si debba fare tranne che prendere sottogamba la questione. Per questo invito la Giunta e la maggioranza ad un’attenta riflessione su tutta la vicenda e sulle decisioni che l’Amministrazione dovrà adottare per non vedere andare in fumo il finanziamento FAS e tutto il progetto della riqualificazione del fronte mare di Riva.
Tornando al Piano delle Opere Pubbliche e al suo ridimensionamento rispetto alle previsioni originarie, alla fine dei conti risulta che, come stanziamenti di Bilancio per il Programma degli interventi per il 2010, vi sono soltanto, a livello di fondi comunali, 290 mila euro. Nella citata Delibera dell’ottobre 2009 erano 2 milioni e 980 mila euro.
E’ tutta in questi numeri la sostanza politica di un Bilancio che, come detto, rivela una Giunta che “naviga a vista” e che “vorrebbe ma non può”. L’ambizioso Piano del 2009 si è trasformato nel “pianino” del 2010, un “pianino” da “minimo sindacale”: la montagna ha partorito il topolino. Dai sogni alla realtà. E la realtà è che questa Amministrazione procede a tentoni proprio nel momento in cui la città avrebbe bisogno di una Giunta all’altezza della situazione, all’altezza delle enormi possibilità di sviluppo di Sestri, all’altezza delle aspettative dei cittadini.
Ci saremmo aspettati un Bilancio diverso. Lo dico alla luce di due elementi che avrebbero lasciato presagire una disponibilità finanziaria maggiore per il 2010 e una conseguente coraggiosa politica di investimenti e di sviluppo. Primo elemento: le risorse ottenute dalla deprecabilissima stangata fiscale dello scorso anno, con l’aumento della Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani, con l’introduzione del Canone per l’Occupazione del Suolo Pubblico in sostituzione dell’omonima Tassa, con il rincaro generalizzato delle tariffe, con l’innalzamento dei costi per il rilascio dei tesserini Ztl e via tassando. Evidentemente quanto raccolto col salasso fiscale è servito soltanto per coprire i costi del già citato “minimo sindacale”, della minima ordinaria amministrazione, e talora, purtroppo, neppure di quella. Invece che mettere in atto una robusta razionalizzazione delle spese per liberare risorse utili allo sviluppo, avevate pensato che per questo fine fosse sufficiente la solita vostra politica: la politica dell’aumento delle tasse, delle imposte, delle tariffe. Il Bilancio 2010 è la prova provata che questa politica non produce mai gli effetti sperati, quando non produce effetti contrari. Certo, quest’anno vi siete limitati ad “aggiornare” soltanto la tariffa per il rilascio dei permessi di costruire lasciando invariate le altre tasse ed imposte. E avremmo voluto vedere, dopo la stangata dello scorso anno! A tutto c’è un limite, per fortuna, anche se temiamo che dall’anno prossimo possano riprendere gli aumenti. Ad esempio quello della TARSU: quest’anno, infatti, nonostante il rincaro del 2009, la copertura del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti è scesa dal 92% all’84%. E’ dunque prevedibile che l’anno prossimo, come si suol dire, saranno nuovamente dolori…
Il secondo elemento che ci faceva sperare in un Bilancio diverso per il 2010 è la totale copertura finanziaria garantita dal Governo per il mancato introito derivante dalla lodevole abolizione dell’ICI sulla prima casa. Abbiamo ancora tutti vivo il ricordo dell’Assessore Ceselli che l’anno scorso parlava di “furto”, “scippo” e “rapina” da parte dell’Esecutivo. Bene, informo i Consiglieri che, a fronte del milione e 500 mila euro messi a bilancio nel 2009 per il rimborso ICI, il Governo ne ha fatti arrivare al Comune di Sestri Levante 1 milione e 600 mila, la stessa cifra che sarà versata anche quest’anno, come risulta dal sito del ministero dell’Interno dedicato alla Finanza Locale. Non vi è stato dunque alcun “furto”, alcuno “scippo”, alcuna “rapina”. Anzi, come avevo annunciato già in miei precedenti interventi, il Governo ha garantito ai Comuni le somme che doveva garantire.
Insomma - e concludo - non ci sono davvero più alibi attraverso i quali scaricare su altri le responsabilità di un Bilancio che non riesce a garantire alla città quello slancio, quello spirito positivo, quelle risorse necessarie per mettere pienamente a frutto le sue molteplici eccellenze o per far emergere i suoi talenti ancora inespressi. Il Bilancio 2010 è lo specchio di una Giunta che, andreottianamente, tira a campare, visto che, come diceva l’ex leader della Dc, in politica - come nella vita - “è meglio tirare a campare che tirare le cuoia”. Ma a pagare il prezzo salato di questo immobilismo, di questa mancanza di slancio innovatore, di questa assenza di una visione complessiva sul futuro del nostro territorio, è ancora una volta la città nel suo complesso, che meriterebbe ben altra Amministrazione. Sono anni, ormai, che auspichiamo un cambio di rotta, uno scatto di reni, un sussulto all’insegna dell’alta politica. Dobbiamo prendere atto, anche questa volta, che le nostre speranze sono andate, purtroppo, deluse.
Gianteo Bordero
Capogruppo consiliare "Il Popolo della Libertà - Lega Nord", Sestri Levante
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mercoledì 28 aprile 2010
FONDI FAS. Il PRESSAPOCHISMO DELLA REGIONE LIGURIA METTE A RISCHIO I FINANZIAMENTI PER IL NUOVO FRONTE MARE DI RIVA TRIGOSO
CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 28 APRILE 2010
Come hanno osservato in una nota i consiglieri regionali del Pdl Roberto Bagnasco, Raffaella Della Bianca, Gino Garibaldi, Franco Rocca e Matteo Rosso, la sentenza con cui il 21 aprile il TAR ha annullato la delibera della Regione Liguria che assegnava quattro milioni di euro di fondi FAS - tra gli altri - al Comune di Sestri Levante mette a nudo “la superficialità e il pressapochismo” della Giunta Burlando. A causa di questa superficialità e di questo pressapochismo cade ora nell’incertezza - checché ne dica il sindaco Lavarello - il progetto per il quale il Comune di Sestri aveva chiesto di poter accedere ai FAS, e cioè la riqualificazione del fronte mare di Riva Trigoso, da molto tempo attesa dai cittadini.
Leggendo infatti la sentenza del TAR, salta subito agli occhi quanto scrive il Collegio giudicante spiegando le ragioni dell’annullamento (previa sospensione dell’efficacia) della delibera ragionale. Il Tribunale osserva, in punta di diritto, che l’approvazione della graduatoria per l’assegnazione dei FAS non doveva essere di competenza dell’organo politico (cioè la Giunta), bensì dell’apposita Commissione di valutazione, organo esclusivamente gestionale. “Oggi - ricorda il TAR - costituisce principio cardine dell’azione dei pubblici poteri, quale diretta espressione dei canoni fissati dall’articolo 97 della Costituzione, quello della netta separazione funzionale tra l’attività di indirizzo e programmazione, riservata agli organi politici, e quella gestionale, riservata ai responsabili degli uffici e dei servizi”. E’ davvero una bella tirata d’orecchie alla Giunta regionale.
Ma, purtroppo, c’è di più. Perché il Tribunale Amministrativo spiega che il problema sta a monte, e cioè nel Bando stesso per l’assegnazione dei FAS. E’ proprio il Bando, infatti, a prevedere, al punto 9.4, che “la Giunta regionale approva la graduatoria dei progetti ammissibili a finanziamento, e individua i progetti finanziati nell’ambito della dotazione finanziaria di 32 milioni di euro”. Tutto questo lascia supporre che non basterà, come auspicato dal sindaco Lavarello, un semplice intervento dei dirigenti regionali per sanare la situazione: se, come scrive il TAR, il nocciolo del problema sta nel Bando, è probabile che la questione non possa essere risolta così facilmente. Ciò comporterà allungamento dei tempi, il rischio di altri ricorsi e la possibilità di una diversa ripartizione dei fondi. E’ davvero un “pasticciaccio brutto”, che nessuno può liquidare come un mero “errore di forma”. Perché - ricordiamolo - spesso in democrazia la forma è sostanza.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 28 APRILE 2010
Come hanno osservato in una nota i consiglieri regionali del Pdl Roberto Bagnasco, Raffaella Della Bianca, Gino Garibaldi, Franco Rocca e Matteo Rosso, la sentenza con cui il 21 aprile il TAR ha annullato la delibera della Regione Liguria che assegnava quattro milioni di euro di fondi FAS - tra gli altri - al Comune di Sestri Levante mette a nudo “la superficialità e il pressapochismo” della Giunta Burlando. A causa di questa superficialità e di questo pressapochismo cade ora nell’incertezza - checché ne dica il sindaco Lavarello - il progetto per il quale il Comune di Sestri aveva chiesto di poter accedere ai FAS, e cioè la riqualificazione del fronte mare di Riva Trigoso, da molto tempo attesa dai cittadini.
Leggendo infatti la sentenza del TAR, salta subito agli occhi quanto scrive il Collegio giudicante spiegando le ragioni dell’annullamento (previa sospensione dell’efficacia) della delibera ragionale. Il Tribunale osserva, in punta di diritto, che l’approvazione della graduatoria per l’assegnazione dei FAS non doveva essere di competenza dell’organo politico (cioè la Giunta), bensì dell’apposita Commissione di valutazione, organo esclusivamente gestionale. “Oggi - ricorda il TAR - costituisce principio cardine dell’azione dei pubblici poteri, quale diretta espressione dei canoni fissati dall’articolo 97 della Costituzione, quello della netta separazione funzionale tra l’attività di indirizzo e programmazione, riservata agli organi politici, e quella gestionale, riservata ai responsabili degli uffici e dei servizi”. E’ davvero una bella tirata d’orecchie alla Giunta regionale.
Ma, purtroppo, c’è di più. Perché il Tribunale Amministrativo spiega che il problema sta a monte, e cioè nel Bando stesso per l’assegnazione dei FAS. E’ proprio il Bando, infatti, a prevedere, al punto 9.4, che “la Giunta regionale approva la graduatoria dei progetti ammissibili a finanziamento, e individua i progetti finanziati nell’ambito della dotazione finanziaria di 32 milioni di euro”. Tutto questo lascia supporre che non basterà, come auspicato dal sindaco Lavarello, un semplice intervento dei dirigenti regionali per sanare la situazione: se, come scrive il TAR, il nocciolo del problema sta nel Bando, è probabile che la questione non possa essere risolta così facilmente. Ciò comporterà allungamento dei tempi, il rischio di altri ricorsi e la possibilità di una diversa ripartizione dei fondi. E’ davvero un “pasticciaccio brutto”, che nessuno può liquidare come un mero “errore di forma”. Perché - ricordiamolo - spesso in democrazia la forma è sostanza.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
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giovedì 25 febbraio 2010
SESTRI LEVANTE. IL CENTROSINISTRA DICE “NO” ALL’INTITOLAZIONE DI UNA VIA CITTADINA IN RICORDO DELLA CADUTA DEL MURO DI BERLINO
CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 25 FEBBRAIO 2010
Nella seduta di Consiglio Comunale del 24 febbraio, la maggioranza di centrosinistra ha respinto un nostro ordine del giorno, presentato quattro mesi fa, con il quale chiedevamo l’intitolazione di una via, strada o piazza di Sestri Levante al 9 novembre, in ricordo del giorno della caduta del muro di Berlino. Altri Comuni liguri, di cui alcuni amministrati dal centrosinistra, un identico ordine del giorno lo avevano approvato quasi all’unanimità nei mesi scorsi.
Invece a Sestri succede, nel totale e imbarazzante silenzio della componente centrista della maggioranza, ormai ridotta ad un evidente stato di ininfluenza politica, che a dettare la linea siano i nostalgici del brutto tempo che fu: quegli esponenti post (?) comunisti del Partito Democratico che non hanno mai fatto i conti fino in fondo con la tragica storia dei regimi dell’Est europeo: una storia fatta di milioni di morti, di torture, soprusi di ogni genere, massacri, processi sommari, privazione delle più elementari libertà, miseria, negazione della dignità della persona. Una storia infame, una vergogna intollerabile per chiunque abbia a cuore il primato della persona e della sua libertà.
Ci aspettavamo di sentire dalla maggioranza consiliare qualche coraggiosa parola di verità storica. Una parola che, purtroppo, non è arrivata: evidentemente in alcuni consiglieri del centrosinistra pesa ancora il fatto di essere stati dalla parte sbagliata della storia per tanti anni, di aver visto sciogliersi come neve al sole - sotto la spinta dei popoli dell’Est e di grandi guide politiche e spirituali come il presidente americano Reagan e l’indimenticato Papa Giovanni Paolo II – quei regimi un tempo ritenuti dalla sinistra italiana un modello da imitare.
Il punto più basso della discussione è stato toccato quando il sindaco Lavarello è arrivato a mettere sullo stesso piano il muro di Berlino (simbolo dell’oppressione di un popolo intero e della totale negazione della libertà) e il muro costruito negli anni scorsi dallo Stato d’Israele ai confini con la Palestina (simbolo della difesa della vita e della libertà dei cittadini israeliani dagli attacchi terroristici dei kamikaze palestinesi nemici della vita e della libertà). In sostanza, dobbiamo dedurne che per il sindaco lo Stato d’Israele, democratico e liberale, è assimilabile al regime comunista della Germania Est, totalitario e comunista. Non ci sono veramente parole per commentare simili prese di posizione. Il centrosinistra, anzi la sinistra-centro di Sestri Levante ha perso un’altra occasione per dimostrare che ai tanti cambiamenti di nome (Pci-Pds-Ds-Pd) è corrisposto un reale cambiamento politico e culturale.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 25 FEBBRAIO 2010
Nella seduta di Consiglio Comunale del 24 febbraio, la maggioranza di centrosinistra ha respinto un nostro ordine del giorno, presentato quattro mesi fa, con il quale chiedevamo l’intitolazione di una via, strada o piazza di Sestri Levante al 9 novembre, in ricordo del giorno della caduta del muro di Berlino. Altri Comuni liguri, di cui alcuni amministrati dal centrosinistra, un identico ordine del giorno lo avevano approvato quasi all’unanimità nei mesi scorsi.
Invece a Sestri succede, nel totale e imbarazzante silenzio della componente centrista della maggioranza, ormai ridotta ad un evidente stato di ininfluenza politica, che a dettare la linea siano i nostalgici del brutto tempo che fu: quegli esponenti post (?) comunisti del Partito Democratico che non hanno mai fatto i conti fino in fondo con la tragica storia dei regimi dell’Est europeo: una storia fatta di milioni di morti, di torture, soprusi di ogni genere, massacri, processi sommari, privazione delle più elementari libertà, miseria, negazione della dignità della persona. Una storia infame, una vergogna intollerabile per chiunque abbia a cuore il primato della persona e della sua libertà.
Ci aspettavamo di sentire dalla maggioranza consiliare qualche coraggiosa parola di verità storica. Una parola che, purtroppo, non è arrivata: evidentemente in alcuni consiglieri del centrosinistra pesa ancora il fatto di essere stati dalla parte sbagliata della storia per tanti anni, di aver visto sciogliersi come neve al sole - sotto la spinta dei popoli dell’Est e di grandi guide politiche e spirituali come il presidente americano Reagan e l’indimenticato Papa Giovanni Paolo II – quei regimi un tempo ritenuti dalla sinistra italiana un modello da imitare.
Il punto più basso della discussione è stato toccato quando il sindaco Lavarello è arrivato a mettere sullo stesso piano il muro di Berlino (simbolo dell’oppressione di un popolo intero e della totale negazione della libertà) e il muro costruito negli anni scorsi dallo Stato d’Israele ai confini con la Palestina (simbolo della difesa della vita e della libertà dei cittadini israeliani dagli attacchi terroristici dei kamikaze palestinesi nemici della vita e della libertà). In sostanza, dobbiamo dedurne che per il sindaco lo Stato d’Israele, democratico e liberale, è assimilabile al regime comunista della Germania Est, totalitario e comunista. Non ci sono veramente parole per commentare simili prese di posizione. Il centrosinistra, anzi la sinistra-centro di Sestri Levante ha perso un’altra occasione per dimostrare che ai tanti cambiamenti di nome (Pci-Pds-Ds-Pd) è corrisposto un reale cambiamento politico e culturale.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
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mercoledì 3 febbraio 2010
SESTRI LEVANTE. LE CONTRADDIZIONI DELL'UDC
CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
GIANTEO BORDERO
CAPOGRUPPO CONSILIARE DEL “POPOLO DELLA LIBERTÀ”
COMUNICATO STAMPA DEL 3 FEBBRAIO 2010
I numeri non sono opinabili. I risultati delle elezioni comunali a Sestri Levante dell’aprile 2008 parlano chiaro: l’Unione di Centro non avrebbe avuto diritto a un consigliere comunale. Se oggi l’Udc ha un rappresentante in Consiglio è soltanto per il passaggio al partito di Casini del consigliere Ianni, già candidato sindaco contro Lavarello, già fondatore a Sestri Levante del Circolo della Libertà berlusconiano, già tesserato di Forza Italia nonché membro del direttivo cittadino e del coordinamento provinciale del medesimo partito.
E allora vediamoli, questi numeri. Le liste che nel 2008 sostenevano Ianni, allora candidato sindaco del centrodestra, ottennero i seguenti risultati alle amministrative di aprile: il Popolo della Libertà conquistò 1.813 voti, pari al 16,6%; la Lega Nord 435 voti, pari al 4%; l’Udc 387 voti, pari al 3,5%. I conti, sulla base della legge elettorale comunale vigente, sono presto fatti: al centrodestra spettano 4 consiglieri: uno è il candidato sindaco sconfitto al ballottaggio, che entra come espressione di tutta la coalizione, mentre gli altri 3, secondo il metodo di assegnazione previsto dalla legge, vanno al Pdl. Nel caso di ipotetiche dimissioni del candidato sindaco sconfitto, la legge prevede che il posto vacante venga assegnato alla coalizione che lo ha sostenuto e, in particolare, al partito della coalizione che ne ha diritto: numeri alla mano, tale seggio andrebbe non all’Udc, ma ancora una volta al Popolo della Libertà.
Ora, si dà il caso che il recente accordo su base regionale tra l’Unione di Centro e il candidato della sinistra alla presidenza della Liguria collochi il partito a cui oggi appartiene il consigliere Ianni in una posizione opposta a quella in cui esso si trovava al momento delle elezioni comunali, nelle quali si era schierato al fianco del centrodestra. In seguito a ciò, lo schieramento di centrodestra nel Consiglio Comunale di Sestri Levante, che, come detto, in seguito al voto dell’aprile 2008 aveva ottenuto 4 consiglieri, oggi, a causa delle scelte ondivaghe e contraddittorie dell’Unione di Centro, rischia di vedere falsato il risultato elettorale di due anni fa.
Ma non è soltanto una questione partitica: è innanzitutto una questione di rispetto della volontà popolare e quindi della democrazia. La domanda sorge spontanea: il consigliere Ianni, che ha ricevuto dai cittadini di Sestri il mandato di fare opposizione alla Giunta Lavarello, pensa di poter portare avanti tale mandato di opposizione dopo che il suo attuale partito e i suoi massimi dirigenti hanno siglato un ampio patto politico regionale col centrosinistra, cioè con lo stesso schieramento a cui appartiene il sindaco di Sestri Levante? E non ritiene quantomeno anomalo che il candidato alla presidenza della Regione che egli sostiene, il già Pci-Pds-Ds Claudio Burlando, sia lo stesso a cui stanno dando il loro appoggio il sindaco Lavarello e i partiti della maggioranza consiliare di Sestri, nonché i partiti dell’estrema sinistra che sono portatori di valori opposti a quelli che a parole dice di voler promuovere l’Udc?
A Ianni vorrei ricordare quanto dichiarò in Consiglio Comunale, l’11 luglio del 2007, il consigliere Massimo Bixio - anch’egli candidato sindaco del centrodestra alle elezioni del 2003 - nel momento in cui decise di intraprendere un altro percorso politico, che lo ha poi portato ad aderire al Partito Democratico e ad entrare nella Giunta Lavarello, come assessore alla viabilità, nel mandato amministrativo che ha preso il via nel 2008: “Ho deciso - disse Bixio - di dimettermi dalla mia carica di consigliere comunale perché non mi sento più di rappresentare quell’elettorato grazie al quale sono stato seduto in questi anni in questo Consiglio Comunale”. Ianni, fino al momento del suo passaggio all’Udc, ha più volte pubblicamente deprecato, con parole dure, il cambio di schieramento di Bixio. Sarebbe interessante sapere che cosa ne pensi oggi.
Gianteo Bordero
GIANTEO BORDERO
CAPOGRUPPO CONSILIARE DEL “POPOLO DELLA LIBERTÀ”
COMUNICATO STAMPA DEL 3 FEBBRAIO 2010
I numeri non sono opinabili. I risultati delle elezioni comunali a Sestri Levante dell’aprile 2008 parlano chiaro: l’Unione di Centro non avrebbe avuto diritto a un consigliere comunale. Se oggi l’Udc ha un rappresentante in Consiglio è soltanto per il passaggio al partito di Casini del consigliere Ianni, già candidato sindaco contro Lavarello, già fondatore a Sestri Levante del Circolo della Libertà berlusconiano, già tesserato di Forza Italia nonché membro del direttivo cittadino e del coordinamento provinciale del medesimo partito.
E allora vediamoli, questi numeri. Le liste che nel 2008 sostenevano Ianni, allora candidato sindaco del centrodestra, ottennero i seguenti risultati alle amministrative di aprile: il Popolo della Libertà conquistò 1.813 voti, pari al 16,6%; la Lega Nord 435 voti, pari al 4%; l’Udc 387 voti, pari al 3,5%. I conti, sulla base della legge elettorale comunale vigente, sono presto fatti: al centrodestra spettano 4 consiglieri: uno è il candidato sindaco sconfitto al ballottaggio, che entra come espressione di tutta la coalizione, mentre gli altri 3, secondo il metodo di assegnazione previsto dalla legge, vanno al Pdl. Nel caso di ipotetiche dimissioni del candidato sindaco sconfitto, la legge prevede che il posto vacante venga assegnato alla coalizione che lo ha sostenuto e, in particolare, al partito della coalizione che ne ha diritto: numeri alla mano, tale seggio andrebbe non all’Udc, ma ancora una volta al Popolo della Libertà.
Ora, si dà il caso che il recente accordo su base regionale tra l’Unione di Centro e il candidato della sinistra alla presidenza della Liguria collochi il partito a cui oggi appartiene il consigliere Ianni in una posizione opposta a quella in cui esso si trovava al momento delle elezioni comunali, nelle quali si era schierato al fianco del centrodestra. In seguito a ciò, lo schieramento di centrodestra nel Consiglio Comunale di Sestri Levante, che, come detto, in seguito al voto dell’aprile 2008 aveva ottenuto 4 consiglieri, oggi, a causa delle scelte ondivaghe e contraddittorie dell’Unione di Centro, rischia di vedere falsato il risultato elettorale di due anni fa.
Ma non è soltanto una questione partitica: è innanzitutto una questione di rispetto della volontà popolare e quindi della democrazia. La domanda sorge spontanea: il consigliere Ianni, che ha ricevuto dai cittadini di Sestri il mandato di fare opposizione alla Giunta Lavarello, pensa di poter portare avanti tale mandato di opposizione dopo che il suo attuale partito e i suoi massimi dirigenti hanno siglato un ampio patto politico regionale col centrosinistra, cioè con lo stesso schieramento a cui appartiene il sindaco di Sestri Levante? E non ritiene quantomeno anomalo che il candidato alla presidenza della Regione che egli sostiene, il già Pci-Pds-Ds Claudio Burlando, sia lo stesso a cui stanno dando il loro appoggio il sindaco Lavarello e i partiti della maggioranza consiliare di Sestri, nonché i partiti dell’estrema sinistra che sono portatori di valori opposti a quelli che a parole dice di voler promuovere l’Udc?
A Ianni vorrei ricordare quanto dichiarò in Consiglio Comunale, l’11 luglio del 2007, il consigliere Massimo Bixio - anch’egli candidato sindaco del centrodestra alle elezioni del 2003 - nel momento in cui decise di intraprendere un altro percorso politico, che lo ha poi portato ad aderire al Partito Democratico e ad entrare nella Giunta Lavarello, come assessore alla viabilità, nel mandato amministrativo che ha preso il via nel 2008: “Ho deciso - disse Bixio - di dimettermi dalla mia carica di consigliere comunale perché non mi sento più di rappresentare quell’elettorato grazie al quale sono stato seduto in questi anni in questo Consiglio Comunale”. Ianni, fino al momento del suo passaggio all’Udc, ha più volte pubblicamente deprecato, con parole dure, il cambio di schieramento di Bixio. Sarebbe interessante sapere che cosa ne pensi oggi.
Gianteo Bordero
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lunedì 1 febbraio 2010
SESTRI LEVANTE. MOZIONE DEL CENTRODESTRA PER DIFENDERE I POSTI DI LAVORO NELLE PISCINE COMUNALI
CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
1 febbraio 2010
All’attenzione del
Presidente del Consiglio Comunale
OGGETTO: MOZIONE
I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI COMUNALI
Gianteo BORDERO, Marco CONTI, Giancarlo STAGNARO
CHIEDONO
Che venga inserita all’Ordine del Giorno della prossima seduta di Consiglio Comunale la seguente mozione:
“LE PISCINE COMUNALI E LA DIFESA DEI POSTI DI LAVORO”
E PROPONGONO
Di sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale il seguente ordine del giorno:
IL CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE
A porre in essere, in accordo con tutte le altre realtà interessate, le procedure adeguate ed opportune per risolvere questa situazione, al fine di salvaguardare il posto di lavoro di tutti coloro che prestano servizio nelle piscine comunali.
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
1 febbraio 2010
All’attenzione del
Presidente del Consiglio Comunale
OGGETTO: MOZIONE
I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI COMUNALI
Gianteo BORDERO, Marco CONTI, Giancarlo STAGNARO
CHIEDONO
Che venga inserita all’Ordine del Giorno della prossima seduta di Consiglio Comunale la seguente mozione:
“LE PISCINE COMUNALI E LA DIFESA DEI POSTI DI LAVORO”
E PROPONGONO
Di sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale il seguente ordine del giorno:
IL CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
- APPRESA dalle organizzazioni sindacali e dagli organi di stampa la situazione in cui si sono venuti a trovare i lavoratori delle piscine comunali di Sestri Levante costruite nelle aree ex Fit;
- VISTO l’annullamento, da parte del Consiglio di Stato, della gara d’appalto per la gestione degli impianti natatori, che interrompe di fatto la concessione ventennale sottoscritta dal Comune di Sestri Levante con il Circolo Nuoto Lucca;
- CONSIDERATO che la stragrande maggioranza dei lavoratori delle piscine è priva di contratto e viene retribuita soltanto attraverso rimborsi spese;
- CONSIDERATO CHE nel passaggio alla nuova gestione potrebbe essere messo a rischio il posto di lavoro di coloro che non sono contrattualizzati;
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE
A porre in essere, in accordo con tutte le altre realtà interessate, le procedure adeguate ed opportune per risolvere questa situazione, al fine di salvaguardare il posto di lavoro di tutti coloro che prestano servizio nelle piscine comunali.
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mercoledì 20 gennaio 2010
SESTRI LEVANTE. IL SILENZIO DELLA SINISTRA SULLA SORTE DEI LAVORATORI DELLE PISCINE
CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 20 GENNAIO 2010
Torniamo a chiedere all’Amministrazione comunale di Sestri Levante di attivarsi immediatamente per cercare una soluzione al non più tollerabile stato di incertezza nel quale versano i lavoratori delle piscine comunali. E’ incredibile che una Giunta di centrosinistra, che a parole si dice paladina dei lavoratori, in concreto tolleri la presenza, sul territorio comunale, di situazioni come quella che purtroppo si sta da tempo verificando negli impianti natatori sestresi.
Ci riconosciamo nei rilievi critici che sono stati mossi dal segretario territoriale della Cisl, Tiziano Roncone, a proposito della mancata contrattualizzazione di coloro che prestano servizio nelle piscine, così come non possiamo non deplorare, dopo quanto emerso sulla stampa locale nei giorni scorsi, il trattamento sbrigativo riservato ad alcuni di loro. Per questo presenteremo quest’oggi una mozione, da discutere in Consiglio Comunale, nella quale sollecitiamo l’Amministrazione a fare tutto ciò che è nelle sue facoltà e nei suoi poteri per sanare una situazione divenuta ormai insostenibile.
Accanto a ciò, continua a diventare sempre più evidente come tutto il “progetto piscine” sia nato male (a partire dalla scelta di costruire due impianti, di cui quello coperto non idoneo per gare e competizioni ufficiali di nuoto e pallanuoto) e rischi purtroppo di finire peggio (con i lavoratori già prima non “contrattualizzati” e oggi in balia degli eventi legati all’annullamento della gara d’appalto e al passaggio di gestione dal Circolo Nuoto Lucca alla società Mito).
Ricordiamo alla smemorata maggioranza che amministra la città che le piscine sorgono su un’area teatro di tante battaglie da parte dei lavoratori. Sarebbe scandaloso che chi allora metteva in atto clamorose forme di protesta per difendere la fabbrica e gli operai oggi non muovesse un dito per i lavoratori delle piscine. Ma, come è noto, quando si parla al centrosinistra sestrese di aree ex Fit si tocca un nervo scoperto, perché una zona della città che poteva essere rilanciata come volano per lo sviluppo è stata invece destinata a esclusivo spazio di proliferazione di seconde case. E tutti sanno chi porta la responsabilità politica di quella scelta sciagurata.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 20 GENNAIO 2010
Torniamo a chiedere all’Amministrazione comunale di Sestri Levante di attivarsi immediatamente per cercare una soluzione al non più tollerabile stato di incertezza nel quale versano i lavoratori delle piscine comunali. E’ incredibile che una Giunta di centrosinistra, che a parole si dice paladina dei lavoratori, in concreto tolleri la presenza, sul territorio comunale, di situazioni come quella che purtroppo si sta da tempo verificando negli impianti natatori sestresi.
Ci riconosciamo nei rilievi critici che sono stati mossi dal segretario territoriale della Cisl, Tiziano Roncone, a proposito della mancata contrattualizzazione di coloro che prestano servizio nelle piscine, così come non possiamo non deplorare, dopo quanto emerso sulla stampa locale nei giorni scorsi, il trattamento sbrigativo riservato ad alcuni di loro. Per questo presenteremo quest’oggi una mozione, da discutere in Consiglio Comunale, nella quale sollecitiamo l’Amministrazione a fare tutto ciò che è nelle sue facoltà e nei suoi poteri per sanare una situazione divenuta ormai insostenibile.
Accanto a ciò, continua a diventare sempre più evidente come tutto il “progetto piscine” sia nato male (a partire dalla scelta di costruire due impianti, di cui quello coperto non idoneo per gare e competizioni ufficiali di nuoto e pallanuoto) e rischi purtroppo di finire peggio (con i lavoratori già prima non “contrattualizzati” e oggi in balia degli eventi legati all’annullamento della gara d’appalto e al passaggio di gestione dal Circolo Nuoto Lucca alla società Mito).
Ricordiamo alla smemorata maggioranza che amministra la città che le piscine sorgono su un’area teatro di tante battaglie da parte dei lavoratori. Sarebbe scandaloso che chi allora metteva in atto clamorose forme di protesta per difendere la fabbrica e gli operai oggi non muovesse un dito per i lavoratori delle piscine. Ma, come è noto, quando si parla al centrosinistra sestrese di aree ex Fit si tocca un nervo scoperto, perché una zona della città che poteva essere rilanciata come volano per lo sviluppo è stata invece destinata a esclusivo spazio di proliferazione di seconde case. E tutti sanno chi porta la responsabilità politica di quella scelta sciagurata.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
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mercoledì 30 dicembre 2009
SESTRI LEVANTE. IL CENTRODESTRA ATTACCA LA GIUNTA LAVARELLO PER LE SCELTE AMMINISTRATIVE DEL 2009
CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 30 DICEMBRE 2009
Il bilancio dell’attività amministrativa della Giunta Lavarello per l’anno 2009 è a dir poco negativo. Alla debolezza politica dell’Amministrazione, testimoniata dal recente “rimpasto” di Giunta che ha riguardato importanti deleghe come quelle all’Ambiente, al Personale e al Turismo, si aggiunge la preoccupante mancanza di una strategia di sviluppo della città. Per dimostrare tutto ciò abbiamo focalizzato la nostra attenzione su cinque importanti capitoli dell’attività amministrativa: politica fiscale, ambiente, politica urbanistica, opere pubbliche, politica per le frazioni.
POLITICA FISCALE: TASSE, TASSE E ANCORA TASSE
A Sestri Levante il 2009 è stato, purtroppo, l’anno della stangata fiscale. Il bilancio di previsione, approvato il 30 marzo, ha fatto piovere sui cittadini una serie impressionante di aumenti di tasse e tariffe. L’Amministrazione Lavarello ha scelto di andare a mettere le mani nelle tasche dei sestresi invece che procedere ad un ripensamento complessivo della gestione della macchina comunale, tale da garantire una vera economicità della stessa e, al medesimo tempo, una vera efficienza amministrativa. Sono stati varati aumenti esponenziali della Tassa per lo smaltimento dei rifiuti (TARSU), del Canone per l’occupazione di suolo pubblico (COSAP), delle tariffe per il rilascio dei contrassegni auto per le ZTL e ZSL, delle tariffe per le concessioni cimiteriali e di quelle per i servizi pubblici a domanda individuale.
AMBIENTE: DI MALE IN PEGGIO
Anche quest’anno Sestri Levante (a differenza dei Comuni limitrofi di Lavagna e Moneglia) non ha ottenuto l’importante e prestigioso riconoscimento della Bandiera Blu, assegnato dalla Foundation for Environmental Education sulla base della valutazione, tra le altre cose, della qualità delle acque di balneazione, dell’efficienza della depurazione, del livello di raccolta differenziata dei rifiuti.
A luglio, in piena stagione balneare, l’ARPAL (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure) ha riscontrato nella Baia delle Favole un inquinamento delle acque marine, probabilmente dovuto ad uno sversamento di fogna in un canale delle acque bianche. L’Amministrazione ha perciò dovuto emanare un divieto di balneazione che si è protratto per quasi due settimane, fino a quando le analisi dell’ARPAL non hanno certificato il ritorno alla normalità.
Ad agosto, poi, sono stati diffusi i dati regionali riguardanti la raccolta differenziata dei rifiuti nei Comuni liguri. Sestri si è aggiudicata la maglia nera, risultando tra i pochissimi Comuni che, invece che implementare la differenziata nell’ultimo anno, l’hanno ridotta, passando dal 25,3% al 24,3%.
Infine, negli ultimi giorni di agosto, sia nel torrente Gromolo che nel torrente Petronio si è verificato un inquinamento delle acque dovuto a sversamento di fogna. Episodi che hanno confermato i nostri timori circa la scarsa tenuta del sistema fognario.
POLITICA URBANISTICA. VEDI ALLA VOCE “SECONDA CASA”
Continuano a crescere come funghi, sul territorio comunale, le seconde case. Basta osservare quanto sta accadendo nelle aree ex Fit per rendersene conto. Tutto questo mentre restano al palo i progetti di edilizia convenzionata, che dovrebbero garantire la prima casa a giovani residenti a Sestri Levante. Il condizionale è d’obbligo poiché, a quanto ci consta, i prezzi di tali abitazioni si aggirano su cifre di poco inferiori a quelle di mercato. Da informazioni che abbiamo ricevuto, parrebbe che alcuni giovani che si erano iscritti alle cooperative che gestiranno la costruzione di queste case abbiano deciso, venuti a conoscenza dei prezzi, di tirarsene fuori.
GRANDI OPERE? GRANDI RITARDI… E IL CITTADINO PAGA
Mentre l’Amministrazione Lavarello trascura non di rado l’ordinaria manutenzione delle strade e dei marciapiedi, e non è in grado di garantire quel decoro urbano che una città come Sestri Levante meriterebbe, le cosiddette “grandi opere” con cui la Giunta vorrebbe farsi bella di fronte ai sestresi registrano molto spesso ritardi nell’esecuzione: i cantieri protraggono i loro lavori ben oltre quanto stabilito e ciò porta ad un aggravio di costi per il contribuente. Basti pensare al nuovo cinema Conchiglia e alla copertura del nuovo posteggio di Sant’Anna. Come se non bastasse, opere di recente realizzazione già necessitano di manutenzione straordinaria dovuta a crepe nelle strutture o problemi di altro genere. Anche qui, il cittadino paga… due volte.
PER LE FRAZIONI QUINTALI DI PROPAGANDA
Sulle frazioni tanto fumo negli occhi per propagandare il niente. I 200 mila euro stanziati, e presentati con toni trionfalistici dall’assessore Ceselli, non sono una cifra straordinaria, ma solo il minimo indispensabile per effettuare interventi di ordinaria manutenzione. Una cifra, quindi, che normalmente dovrebbe essere già a bilancio. La verità è che dal ’94 ad oggi è mancato un serio e organico piano di investimenti per poter intervenire radicalmente per risolvere le problematiche delle frazioni. Si continua ad andare avanti solo con dei rattoppi. Recentemente, con un sopralluogo a San Bernardo e Costa Rossa, abbiamo raccolto testimonianze fotografiche che denunciano il “non fatto”.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 30 DICEMBRE 2009
Il bilancio dell’attività amministrativa della Giunta Lavarello per l’anno 2009 è a dir poco negativo. Alla debolezza politica dell’Amministrazione, testimoniata dal recente “rimpasto” di Giunta che ha riguardato importanti deleghe come quelle all’Ambiente, al Personale e al Turismo, si aggiunge la preoccupante mancanza di una strategia di sviluppo della città. Per dimostrare tutto ciò abbiamo focalizzato la nostra attenzione su cinque importanti capitoli dell’attività amministrativa: politica fiscale, ambiente, politica urbanistica, opere pubbliche, politica per le frazioni.
POLITICA FISCALE: TASSE, TASSE E ANCORA TASSE
A Sestri Levante il 2009 è stato, purtroppo, l’anno della stangata fiscale. Il bilancio di previsione, approvato il 30 marzo, ha fatto piovere sui cittadini una serie impressionante di aumenti di tasse e tariffe. L’Amministrazione Lavarello ha scelto di andare a mettere le mani nelle tasche dei sestresi invece che procedere ad un ripensamento complessivo della gestione della macchina comunale, tale da garantire una vera economicità della stessa e, al medesimo tempo, una vera efficienza amministrativa. Sono stati varati aumenti esponenziali della Tassa per lo smaltimento dei rifiuti (TARSU), del Canone per l’occupazione di suolo pubblico (COSAP), delle tariffe per il rilascio dei contrassegni auto per le ZTL e ZSL, delle tariffe per le concessioni cimiteriali e di quelle per i servizi pubblici a domanda individuale.
AMBIENTE: DI MALE IN PEGGIO
Anche quest’anno Sestri Levante (a differenza dei Comuni limitrofi di Lavagna e Moneglia) non ha ottenuto l’importante e prestigioso riconoscimento della Bandiera Blu, assegnato dalla Foundation for Environmental Education sulla base della valutazione, tra le altre cose, della qualità delle acque di balneazione, dell’efficienza della depurazione, del livello di raccolta differenziata dei rifiuti.
A luglio, in piena stagione balneare, l’ARPAL (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure) ha riscontrato nella Baia delle Favole un inquinamento delle acque marine, probabilmente dovuto ad uno sversamento di fogna in un canale delle acque bianche. L’Amministrazione ha perciò dovuto emanare un divieto di balneazione che si è protratto per quasi due settimane, fino a quando le analisi dell’ARPAL non hanno certificato il ritorno alla normalità.
Ad agosto, poi, sono stati diffusi i dati regionali riguardanti la raccolta differenziata dei rifiuti nei Comuni liguri. Sestri si è aggiudicata la maglia nera, risultando tra i pochissimi Comuni che, invece che implementare la differenziata nell’ultimo anno, l’hanno ridotta, passando dal 25,3% al 24,3%.
Infine, negli ultimi giorni di agosto, sia nel torrente Gromolo che nel torrente Petronio si è verificato un inquinamento delle acque dovuto a sversamento di fogna. Episodi che hanno confermato i nostri timori circa la scarsa tenuta del sistema fognario.
POLITICA URBANISTICA. VEDI ALLA VOCE “SECONDA CASA”
Continuano a crescere come funghi, sul territorio comunale, le seconde case. Basta osservare quanto sta accadendo nelle aree ex Fit per rendersene conto. Tutto questo mentre restano al palo i progetti di edilizia convenzionata, che dovrebbero garantire la prima casa a giovani residenti a Sestri Levante. Il condizionale è d’obbligo poiché, a quanto ci consta, i prezzi di tali abitazioni si aggirano su cifre di poco inferiori a quelle di mercato. Da informazioni che abbiamo ricevuto, parrebbe che alcuni giovani che si erano iscritti alle cooperative che gestiranno la costruzione di queste case abbiano deciso, venuti a conoscenza dei prezzi, di tirarsene fuori.
GRANDI OPERE? GRANDI RITARDI… E IL CITTADINO PAGA
Mentre l’Amministrazione Lavarello trascura non di rado l’ordinaria manutenzione delle strade e dei marciapiedi, e non è in grado di garantire quel decoro urbano che una città come Sestri Levante meriterebbe, le cosiddette “grandi opere” con cui la Giunta vorrebbe farsi bella di fronte ai sestresi registrano molto spesso ritardi nell’esecuzione: i cantieri protraggono i loro lavori ben oltre quanto stabilito e ciò porta ad un aggravio di costi per il contribuente. Basti pensare al nuovo cinema Conchiglia e alla copertura del nuovo posteggio di Sant’Anna. Come se non bastasse, opere di recente realizzazione già necessitano di manutenzione straordinaria dovuta a crepe nelle strutture o problemi di altro genere. Anche qui, il cittadino paga… due volte.
PER LE FRAZIONI QUINTALI DI PROPAGANDA
Sulle frazioni tanto fumo negli occhi per propagandare il niente. I 200 mila euro stanziati, e presentati con toni trionfalistici dall’assessore Ceselli, non sono una cifra straordinaria, ma solo il minimo indispensabile per effettuare interventi di ordinaria manutenzione. Una cifra, quindi, che normalmente dovrebbe essere già a bilancio. La verità è che dal ’94 ad oggi è mancato un serio e organico piano di investimenti per poter intervenire radicalmente per risolvere le problematiche delle frazioni. Si continua ad andare avanti solo con dei rattoppi. Recentemente, con un sopralluogo a San Bernardo e Costa Rossa, abbiamo raccolto testimonianze fotografiche che denunciano il “non fatto”.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
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giovedì 24 dicembre 2009
AGGRESSIONE A SILVIO BERLUSCONI. BORDERO REPLICA AL CONSIGLIERE DELLA "SINISTRA UNITA" VINCENZO GUEGLIO
pubblicata su Menabonews.it il 24 dicembre 2009
Gentile Direttore,
ho letto con interesse il comunicato stampa del Consigliere Vincenzo Gueglio riguardante la discussione che ha avuto luogo il 14 dicembre nel Consiglio Comunale di Sestri Levante, su iniziativa del nostro gruppo “Il Popolo della Libertà – Lega Nord”, in merito alla violenta aggressione subìta dal Presidente del Consiglio a Milano lo scorso 13 dicembre. Gueglio riprende le argomentazioni da lui già esposte in Consiglio al momento dell’illustrazione di un ordine del giorno alternativo a quello presentato dal nostro gruppo, nel quale chiedevamo al Sindaco e alla Giunta di “far pervenire alla presidenza del Consiglio dei Ministri un messaggio ufficiale che, facendosi interprete dei sentimenti espressi dal Consiglio Comunale, condanni fermamente l’episodio avvenuto a Milano il 13 dicembre 2009 ed esprima al Presidente del Consiglio solidarietà per la violenta aggressione subìta”. Tale ordine del giorno è stato approvato da tutto il Consiglio ad esclusione di Gueglio e di uno dei Consiglieri del Partito Democratico, Bruno Panteri, che al momento della votazione è uscito dall’aula.
Gueglio, nel suo comunicato, si arrampica sugli specchi per giustificare la decisione di non votare il nostro documento, affermando che tale scelta è stata dovuta ai toni che io avrei usato nel presentarlo: toni che non potevano non essere fermi nel condannare un gravissimo atto di violenza contro il Presidente del Consiglio democraticamente scelto dal popolo per ricoprire la quarta carica dello Stato. Come avrei potuto tacere, poi, la lunga campagna d’odio che è stata fomentata in maniera crescente negli ultimi mesi da settori della sinistra politica, mediatica e giudiziaria nei confronti del premier, accusato senza prova alcuna, ma solo sulla base di un pregiudiziale risentimento “contra personam”, delle peggiori nefandezze morali e dei peggiori crimini possibili? Negare che tale campagna abbia avuto corso è possibile soltanto a chi ancora guarda la realtà con gli occhiali deformanti dell’ideologia dell’antiberlusconismo totale, che considera l’attuale premier non un avversario politico da sconfiggere con gli strumenti della democrazia, ma un Nemico da abbattere ad ogni costo, l’incarnazione del Male assoluto - o, per dirla con le inqualificabili dichiarazioni odierne di Antonio Di Pietro - il Diavolo in persona. L’antiberlusconismo totale, come ogni ideologia, pone tra l’individuo e la realtà una nube che impedisce di cogliere le cose per quello che sono e porta con sé i germi di un avvelenamento del clima politico e civile dagli esiti devastanti.
Il punto per me inaccettabile dell’ordine del giorno che il Consigliere Gueglio ha presentato in alternativa al nostro è che in esso si fa finta che la suddetta campagna d’odio contro il Presidente del Consiglio non abbia avuto luogo, per lasciare poi intendere che vi sia stata una corresponsabilità di Berlusconi nell’aver creato il clima da cui è scaturita l’aggressione di Milano. E’ questa, ancora una volta, la teoria di Di Pietro, che subito dopo i fatti del 13 dicembre ha affermato che, in sostanza, il premier se l’era cercata. Gueglio la pensa allo stesso modo del leader dell’Italia dei Valori?
Un ultimo punto vorrei sottoporre all’attenzione del Consigliere. Il Segretario sestrese di Rifondazione Comunista, partito che alle elezioni comunali del 2008 ha sostenuto Gueglio, ha rilasciato ieri al “Corriere Mercantile” questa dichiarazione in merito a una nostra recente raccolta di firme in difesa del crocifisso: “L’iniziativa del Pdl è strumentale. Come fa a parlare di valori del cristianesimo un partito alleato con la Lega Nord, concentrato di razzismo, odio ed intolleranza verso i poveri e gli ultimi? Ipocrisia e vergogna, roba da sepolcri imbiancati, seguaci a parole di chi ha predicato amore ed umiltà, in realtà fomentatori di odio e disprezzo”. Vedremo se Gueglio prenderà le distanze da queste dichiarazioni e se, per altro verso, condannerà prontamente l’atto di vandalismo di cui è stata oggetto da parte di ignoti, la notte scorsa, per l’ennesima volta, la sede sestrese della Lega Nord - un alleato al quale va tutta la solidarietà mia personale e del gruppo consiliare, tanto per le aggressioni verbali contro il partito quanto per quelle materiali contro la sede di Viale Dante. In entrambi i casi si tratta di episodi che nulla hanno a che fare con la democrazia e con il rispetto delle idee altrui, fondamento del vivere civile.
Gianteo Bordero
(Capogruppo consiliare “Il Popolo della Libertà – Lega Nord”, Sestri Levante)
Gentile Direttore,
ho letto con interesse il comunicato stampa del Consigliere Vincenzo Gueglio riguardante la discussione che ha avuto luogo il 14 dicembre nel Consiglio Comunale di Sestri Levante, su iniziativa del nostro gruppo “Il Popolo della Libertà – Lega Nord”, in merito alla violenta aggressione subìta dal Presidente del Consiglio a Milano lo scorso 13 dicembre. Gueglio riprende le argomentazioni da lui già esposte in Consiglio al momento dell’illustrazione di un ordine del giorno alternativo a quello presentato dal nostro gruppo, nel quale chiedevamo al Sindaco e alla Giunta di “far pervenire alla presidenza del Consiglio dei Ministri un messaggio ufficiale che, facendosi interprete dei sentimenti espressi dal Consiglio Comunale, condanni fermamente l’episodio avvenuto a Milano il 13 dicembre 2009 ed esprima al Presidente del Consiglio solidarietà per la violenta aggressione subìta”. Tale ordine del giorno è stato approvato da tutto il Consiglio ad esclusione di Gueglio e di uno dei Consiglieri del Partito Democratico, Bruno Panteri, che al momento della votazione è uscito dall’aula.
Gueglio, nel suo comunicato, si arrampica sugli specchi per giustificare la decisione di non votare il nostro documento, affermando che tale scelta è stata dovuta ai toni che io avrei usato nel presentarlo: toni che non potevano non essere fermi nel condannare un gravissimo atto di violenza contro il Presidente del Consiglio democraticamente scelto dal popolo per ricoprire la quarta carica dello Stato. Come avrei potuto tacere, poi, la lunga campagna d’odio che è stata fomentata in maniera crescente negli ultimi mesi da settori della sinistra politica, mediatica e giudiziaria nei confronti del premier, accusato senza prova alcuna, ma solo sulla base di un pregiudiziale risentimento “contra personam”, delle peggiori nefandezze morali e dei peggiori crimini possibili? Negare che tale campagna abbia avuto corso è possibile soltanto a chi ancora guarda la realtà con gli occhiali deformanti dell’ideologia dell’antiberlusconismo totale, che considera l’attuale premier non un avversario politico da sconfiggere con gli strumenti della democrazia, ma un Nemico da abbattere ad ogni costo, l’incarnazione del Male assoluto - o, per dirla con le inqualificabili dichiarazioni odierne di Antonio Di Pietro - il Diavolo in persona. L’antiberlusconismo totale, come ogni ideologia, pone tra l’individuo e la realtà una nube che impedisce di cogliere le cose per quello che sono e porta con sé i germi di un avvelenamento del clima politico e civile dagli esiti devastanti.
Il punto per me inaccettabile dell’ordine del giorno che il Consigliere Gueglio ha presentato in alternativa al nostro è che in esso si fa finta che la suddetta campagna d’odio contro il Presidente del Consiglio non abbia avuto luogo, per lasciare poi intendere che vi sia stata una corresponsabilità di Berlusconi nell’aver creato il clima da cui è scaturita l’aggressione di Milano. E’ questa, ancora una volta, la teoria di Di Pietro, che subito dopo i fatti del 13 dicembre ha affermato che, in sostanza, il premier se l’era cercata. Gueglio la pensa allo stesso modo del leader dell’Italia dei Valori?
Un ultimo punto vorrei sottoporre all’attenzione del Consigliere. Il Segretario sestrese di Rifondazione Comunista, partito che alle elezioni comunali del 2008 ha sostenuto Gueglio, ha rilasciato ieri al “Corriere Mercantile” questa dichiarazione in merito a una nostra recente raccolta di firme in difesa del crocifisso: “L’iniziativa del Pdl è strumentale. Come fa a parlare di valori del cristianesimo un partito alleato con la Lega Nord, concentrato di razzismo, odio ed intolleranza verso i poveri e gli ultimi? Ipocrisia e vergogna, roba da sepolcri imbiancati, seguaci a parole di chi ha predicato amore ed umiltà, in realtà fomentatori di odio e disprezzo”. Vedremo se Gueglio prenderà le distanze da queste dichiarazioni e se, per altro verso, condannerà prontamente l’atto di vandalismo di cui è stata oggetto da parte di ignoti, la notte scorsa, per l’ennesima volta, la sede sestrese della Lega Nord - un alleato al quale va tutta la solidarietà mia personale e del gruppo consiliare, tanto per le aggressioni verbali contro il partito quanto per quelle materiali contro la sede di Viale Dante. In entrambi i casi si tratta di episodi che nulla hanno a che fare con la democrazia e con il rispetto delle idee altrui, fondamento del vivere civile.
Gianteo Bordero
(Capogruppo consiliare “Il Popolo della Libertà – Lega Nord”, Sestri Levante)
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mercoledì 16 dicembre 2009
SESTRI LEVANTE. L'AMBIGUITÀ DI CERTA SINISTRA DI FRONTE ALL'AGGRESSIONE A BERLUSCONI
CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
GRUPPO CONSILIARE
“IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 16 DICEMBRE 2009
Abbiamo accolto con soddisfazione, lunedì sera, il voto a larghissima maggioranza sul nostro ordine del giorno che chiedeva al Consiglio Comunale una ferma condanna della violenta aggressione subìta dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e un’espressione di solidarietà al premier.
Ci rammarichiamo, però, per l’astensione del consigliere de “La sinistra unita per Sestri”, Vincenzo Gueglio, e soprattutto per l’uscita dall’aula, al momento della votazione, di uno dei consiglieri del Partito Democratico, Bruno Panteri, che non ha aderito all’appello fatto pochi minuti prima dal suo capogruppo per un voto unitario del Pd all’ordine del giorno da noi presentato. Dispiace dover riscontrare una divisione - seppur piccola - anche su questi temi, che dovrebbero invece trovare unanime il Consiglio Comunale. Così non è stato, e ne prendiamo atto.
Riteniamo che, di fronte ad un atto così grave come quello della scorsa domenica, non possano esistere i distinguo, i “se”, i “ma” e i “però”: l’aggressione al presidente del Consiglio ha rappresentato un gesto criminale e perciò in alcun modo giustificabile, a meno che non si pensi, come qualche esponente nazionale dell’antiberlusconismo fanatico e totale, che il premier sia un oppressore del popolo, un dittatore al quale può essere applicata l’extrema ratio del tirannicidio.
Noi, da par nostro, siamo convinti che quanto accaduto a Milano debba essere condannato nella maniera più ferma possibile da chiunque abbia a cuore le sorti della democrazia e della libertà in Italia: il nostro paese ha già conosciuto da vicino, nei tragici anni del terrorismo, le conseguenze dell’odio politico e della criminalizzazione dell’avversario, e nessuno può augurarsi che torni nelle piazze (oggi anche telematiche) quel clima e sulle strade il sangue delle vittime del fanatismo ideologico.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
GRUPPO CONSILIARE
“IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 16 DICEMBRE 2009
Abbiamo accolto con soddisfazione, lunedì sera, il voto a larghissima maggioranza sul nostro ordine del giorno che chiedeva al Consiglio Comunale una ferma condanna della violenta aggressione subìta dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e un’espressione di solidarietà al premier.
Ci rammarichiamo, però, per l’astensione del consigliere de “La sinistra unita per Sestri”, Vincenzo Gueglio, e soprattutto per l’uscita dall’aula, al momento della votazione, di uno dei consiglieri del Partito Democratico, Bruno Panteri, che non ha aderito all’appello fatto pochi minuti prima dal suo capogruppo per un voto unitario del Pd all’ordine del giorno da noi presentato. Dispiace dover riscontrare una divisione - seppur piccola - anche su questi temi, che dovrebbero invece trovare unanime il Consiglio Comunale. Così non è stato, e ne prendiamo atto.
Riteniamo che, di fronte ad un atto così grave come quello della scorsa domenica, non possano esistere i distinguo, i “se”, i “ma” e i “però”: l’aggressione al presidente del Consiglio ha rappresentato un gesto criminale e perciò in alcun modo giustificabile, a meno che non si pensi, come qualche esponente nazionale dell’antiberlusconismo fanatico e totale, che il premier sia un oppressore del popolo, un dittatore al quale può essere applicata l’extrema ratio del tirannicidio.
Noi, da par nostro, siamo convinti che quanto accaduto a Milano debba essere condannato nella maniera più ferma possibile da chiunque abbia a cuore le sorti della democrazia e della libertà in Italia: il nostro paese ha già conosciuto da vicino, nei tragici anni del terrorismo, le conseguenze dell’odio politico e della criminalizzazione dell’avversario, e nessuno può augurarsi che torni nelle piazze (oggi anche telematiche) quel clima e sulle strade il sangue delle vittime del fanatismo ideologico.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
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lunedì 14 dicembre 2009
SESTRI LEVANTE. MOZIONE DI PDL E LEGA PER ESPRIMERE SOLIDARIETA' AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
14 DICEMBRE 2009
OGGETTO: MOZIONE URGENTE
I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI COMUNALI
Gianteo BORDERO, Marco CONTI, Giancarlo STAGNARO
CHIEDONO
Che venga inserita all’Ordine del Giorno della seduta di Consiglio Comunale del 14 dicembre 2009 la seguente mozione urgente:
“Espressione di condanna della violenta aggressione subìta dal Presidente del Consiglio dei Ministri, onorevole Silvio Berlusconi, a Milano, in data 13 dicembre 2009; espressione di solidarietà al Presidente del Consiglio dei Ministri”
E PROPONGONO
Di sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale il seguente ordine del giorno:
IL CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA
A far pervenire alla Presidenza del Consiglio dei Ministri un messaggio ufficiale che, facendosi interprete dei sentimenti espressi dal Consiglio Comunale, condanni fermamente l’episodio avvenuto a Milano il 13 dicembre 2009 ed esprima al Presidente del Consiglio solidarietà per la violenta aggressione subìta.
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
14 DICEMBRE 2009
OGGETTO: MOZIONE URGENTE
I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI COMUNALI
Gianteo BORDERO, Marco CONTI, Giancarlo STAGNARO
CHIEDONO
Che venga inserita all’Ordine del Giorno della seduta di Consiglio Comunale del 14 dicembre 2009 la seguente mozione urgente:
“Espressione di condanna della violenta aggressione subìta dal Presidente del Consiglio dei Ministri, onorevole Silvio Berlusconi, a Milano, in data 13 dicembre 2009; espressione di solidarietà al Presidente del Consiglio dei Ministri”
E PROPONGONO
Di sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale il seguente ordine del giorno:
IL CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
- Venuto a conoscenza della violenta aggressione subìta dal Presidente del Consiglio dei Ministri, onorevole Silvio Berlusconi, al termine di un comizio a Milano in data 13 dicembre 2009;
- Ritenuto ciò un grave, inqualificabile e ingiustificabile atto di violenza, tanto più deprecabile in quanto teso a colpire un rappresentante delle istituzioni democratiche della Repubblica italiana, nonché quarta carica dello Stato;
- Considerata la nota ufficiale della Presidenza della Repubblica del 13 dicembre 2009, nella quale il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, afferma: “Esprimo la più ferma condanna del grave e inconsulto gesto di aggressione nei confronti del Presidente del Consiglio - al quale va la mia personale solidarietà - e il più netto, rinnovato appello perché ogni contrasto politico e istituzionale sia ricondotto entro limiti di responsabile autocontrollo e di civile confronto, prevenendo e stroncando ogni impulso e spirale di violenza”.
- Considerate le dichiarazioni rilasciate il 13 dicembre dal Presidente del Senato, Renato Schifani, secondo cui «quello che è accaduto deve essere assolutamente condannato senza se e senza ma. Siamo davanti ad un gesto gravissimo e ad un incivile atto di intolleranza che offende il popolo italiano ed il nostro Paese».
- Considerate le dichiarazioni rilasciate il 13 dicembre dal Presidente della Camera, Gianfranco Fini, secondo cui «si tratta di un gesto gravissimo di fronte al quale tutte le forze politiche hanno il dovere di manifestare una convinta condanna esprimendo solidarietà al presidente del Consiglio».
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA
A far pervenire alla Presidenza del Consiglio dei Ministri un messaggio ufficiale che, facendosi interprete dei sentimenti espressi dal Consiglio Comunale, condanni fermamente l’episodio avvenuto a Milano il 13 dicembre 2009 ed esprima al Presidente del Consiglio solidarietà per la violenta aggressione subìta.
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