lunedì 2 maggio 2005

Al passo con Cristo
di Gianteo Bordero - 28 aprile 2005
C'è un richiamo, semplice e solenne, che Papa Benedetto XVI ha espresso, sin dal momento della sua elezione, nei primi giorni del suo incarico sul soglio di Pietro. E' un richiamo che certo appartiene all'indole e all'esperienza del cardinale Joseph Ratzinger come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede; ma in esso vi è anche qualcosa di più. Vi è il segno di un'anima «ferita» dall'incontro con Cristo, il rinnovarsi - nella persona carnale di colui che è stato chiamato a guidare la Chiesa - di un rapporto d'amore tra Gesù e l'uomo iniziato duemila anni fa...CONTINUA...
I TESTI
I giovani azzurri chiedono spazio nel partito
di Gianteo Bordero - "Il Giornale - ed. Liguria" del 26 aprile 2005
E’ stata un’intensa giornata di lavoro quella dell’ultimo Consiglio Nazionale di Forza Italia Giovani, che si è svolto nella sede milanese del partito sabato 17 aprile. I membri dell’ufficio di coordinamento e i coordinatori regionali, convocati dal coordinatore nazionale Simone Baldelli, hanno svolto un’analisi a tutto campo delle cause della recente debacle elettorale delle regionali ed hanno insieme dialogato su quelle che possono essere le iniziative da mettere in atto per recuperare consenso nell’elettorato. In particolare, ci si è chiesti quale debba essere il ruolo del movimento giovanile azzurro nei dodici mesi che ci separano dalla scadenza delle elezioni politiche. Il messaggio che è venuto da molti degli interventi ascoltati è chiaro: non bisogna prendere sottogamba e minimizzare il segnale lanciato dagli elettori in occasione delle regionali; non bisogna far finta che nulla sia accaduto; Forza Italia, a tutti i livelli, deve rimboccarsi le maniche e lavorare di più a contatto con quello che, da sempre, è stato il suo elettorato di riferimento. E, soprattutto, è necessario dare spazi concreti, nel partito, alla realtà del movimento giovanile. Un movimento che, in tutti questi anni, ha sempre sostenuto operativamente, con manifestazioni, seminari di formazione, incontri e volantinaggi, l’operato del governo Berlusconi. Ora i giovani che seguirono Berlusconi sin dal suo ingresso in politica del ’94, forti dell’esperienza accumulata in questi anni, chiedono concretamente più spazio, chiedono di non essere considerati solamente – come spesso si sente dire – “la voce critica del partito”.
“Il movimento giovanile – afferma Francesco Pasquali, responsabile nazionale del settore struttura - è e si sente una risorsa da valorizzare. C’è una classe dirigente che è cresciuta in questi anni in Forza Italia; questo è un momento in cui le porte del movimento azzurro possono aprirsi a quei giovani che hanno dimostrato sul campo di avere capacità, lealtà e passione; non cogliere questa opportunità sarebbe un clamoroso spreco di energie”. Per Alessandro Lionetti, coordinatore regionale dei giovani azzurri, il problema è quello di un maggior radicamento e coordinamento organizzativo del partito sul territorio. I giovani possono svolgere, in tal senso, un ruolo di primo piano. “E’ importante – spiega – che i giovani trovino spazi all’interno del partito. Ad esempio, un primo passo potrebbe essere quello di inserire almeno uno o due giovani in più in ogni coordinamento, a tutti i livelli, facendoli partecipi e protagonisti delle decisioni del partito”. L’analisi di Alessandro Gianmoena, responsabile della formazione giovani e direttore della rivista on line “Ragionpolitica.it”, mette l’accento sullo spazio da dare alla formazione: “Forza Italia, a tutti i livelli, ha davanti a sé la sfida di scommettere di più sulla formazione politica. Noi giovani, all’interno del partito, abbiamo sempre promosso incontri e seminari di formazione. Questo – conclude - è il miglior modo per non appiattirsi sulla politica di piccolo cabotaggio e per fornire quelle chiavi di lettura del cambiamento della società che sono anche il miglior investimento sul futuro, dei giovani e del partito stesso”. Conclude il coordinatore nazionale, Simone Baldelli: “Tra i diversi compiti che noi giovani abbiamo c’è anche la responsabilità di ascoltare le ragioni di chi ci ha votato nel 2001 e non ci ha votato alle regionali. Dobbiamo fare tesoro di queste ragioni e fare in modo che il partito le ascolti, offrendo il nostro punto di vista al presidente Berlusconi e al suo nuovo governo”. Baldelli ha poi assicurato ai giovani di essere disponibile a girare l’Italia, incontrando i singoli coordinamenti per programmare le attività sul territorio e spiegare a iscritti e militanti che “la campagna elettorale non è appena finita, ma è appena cominciata”.

sabato 23 aprile 2005

Benedetto XVI, nella «vigna del Signore»
di Gianteo Bordero - 20 aprile 2005
«Cristo è la misericordia divina in persona: incontrare Cristo significa incontrare la misericordia di Dio. Il mandato di Cristo è divenuto mandato nostro attraverso l'unzione sacerdotale; siamo chiamati a promulgare - non solo a parole ma con la vita, e con i segni efficaci dei sacramenti, "l'anno di misericordia del Signore"». Rilette ora che Joseph Ratzinger è stato scelto come nuovo successore di Pietro, queste sue parole - pronunciate durante la messa «pro eligendo pontifice» - riempiono il cuore di gratitudine e mettono ancora più a fuoco la questione centrale ed essenziale di un pontificato, di ogni pontificato. Una questione che supera incommensurabilmente, col suo pondus, ogni altra questione inerente i problemi, le sfide, i nodi che un Papa si trova di fronte quando gli viene affidato il timone della Chiesa...CONTINUA...
I TESTI:

martedì 19 aprile 2005

"HABEMUS PAPAM"

"Cari fratelli e sorelle,
dopo il grande Papa Giovanni Paolo II,
i signori cardinali hanno eletto me,
semplice ed umile lavoratore nella vigna del Signore.
Mi consola il fatto che il Signore
sa lavorare e agire
anche con strumenti insufficienti.
E soprattutto mi affido alle vostre preghiere,
nella gioia del Signore risorto,
fiduciosi del suo aiuto permanente,
e di Maria, che sta dalla nostra parte"

Joseph Ratzinger, Benedetto XVI
19 aprile 2005

domenica 17 aprile 2005

La vera eredità di Giovanni Paolo II
di Gianteo Bordero - 15 aprile 2005
«Seguimi». E' questa parola, detta da Gesù risorto a Pietro e riportata dall'evangelista Giovanni, il refrain che ha segnato tutta l'omelia con cui il cardinale Ratzinger ha accompagnato l'ultimo saluto a Giovanni Paolo II, lo scorso venerdì. Il porporato tedesco e decano del collegio cardinalizio ha riletto così per immagini e capitoli, alla luce di quel «seguimi», tutta l'esistenza dell'uomo Karol Wojtyla e del Papa Giovanni Paolo II. Quel «seguimi» che esprime tutta la profondità, l'umanità e la radicalità del richiamo di Cristo nella vita degli uomini, l'invito a donare la propria esistenza per il «gregge», per l'opera di Dio in mezzo alle vicende del mondo. La particolarità e l'originalità della vocazione e della missione affidata all'apostolo Pietro, così, rappresenta in modo eminente e paradigmatico l'impatto della figura dell'uomo-Dio nell'esperienza storica degli uomini...CONTINUA...

Testi:
Il testamento di Giovanni Paolo II
L'omelia del cardinale Ratzinger ai funerali di Giovanni Paolo II

mercoledì 6 aprile 2005

Giovanni Paolo II, infaticabile testimone di Cristo
di Gianteo Bordero - 5 aprile 2005
Parlare di Giovanni Paolo II significa per me parlare di una presenza che ha accompagnato il mio cammino sin dall'infanzia. La sua figura si accompagna alle figure famigliari che me lo hanno fatto conoscere, educandomi ad ascoltarlo, seguirlo ed amarlo. Per cui, in queste ore, quello che si accalca nella mente e nel cuore non sono tanto delle analisi e dei bilanci sul suo lungo, intenso e fecondo pontificato - analisi e bilanci che solo gli anni a venire potranno aiutare a fare compiutamente - quanto dei punti di memoria, delle immagini e delle parole che hanno rappresentato delle sfide, degli aiuti, delle rotture rispetto al modo di pensare solito e acquisito...CONTINUA...
Importanza e attualità dell'anticomunismo in vista del 2006
di Gianteo Bordero - 2 aprile 2005
Con un'efficace espressione Sandro Bondi li ha definiti, durante l'ultimo Consiglio Nazionale di Forza Italia, i «signori col ditino alzato». Faceva riferimento, il coordinatore nazionale degli «azzurri», ai rappresentanti dei Ds, che proprio in quei giorni - eravamo agli inizi dello scorso febbraio - celebravano al Palalottomatica di Roma il loro Congresso. Un Congresso da molti definito come momento della «svolta riformista» del partito erede del Pci. Come non ricordare - ad esempio - le affermazioni di Fassino su Craxi e sulle elezioni irachene?...CONTINUA...