Articolo del gruppo consiliare del Popolo della Libertà di Sestri Levante, pubblicato sul numero di dicembre del giornalino comunale.
La nuova variante al Piano di Riqualificazione Urbana (PRU) delle aree ex Fit, votata dalla maggioranza in Consiglio Comunale il 29 ottobre, non corrisponde in alcun modo agli interessi generali della città. Basta analizzare i punti salienti della delibera per rendersene conto.
1) La zona di Cantine Mulinetti, peraltro giù pubblica, viene fatta entrare nel PRU in quanto altrimenti non sarebbe possibile, allo stato attuale delle cose, realizzare il parco urbano dovuto alla città secondo la Convenzione stipulata dieci anni fa con il proprietario delle aree ex Fit e con il soggetto attuatore del PRU. I terreni inizialmente individuati come sede del parco, infatti, sono stati nel frattempo occupati dal cemento. Inoltre, mentre nelle previsioni iniziali il parco doveva espandersi su 29.765 mq, nella variante l’area si riduce a 22.450 mq.
2) Lo scopo dell’operazione, in realtà, non è il verde. Tant’è vero che la Relazione illustrativa della variante non parla più semplicemente di “parco”, bensì di “parco-parcheggio”. Avremo quindi un posteggio di “interscambio” con 343 posti auto, che sostituirà l’attuale tratto stradale dell’Aurelia da Cantine Mulinetti a via Sedini, e un’area sosta per camper localizzata a ridosso della ferrovia (il posto ideale e più tranquillo per sostare con un camper!).
3) Ecco in arrivo anche un’autorimessa in via della Chiusa, nella zona adiacente alle nuove case. Un’opera su tre livelli interrati per un totale di 345 box. La destinazione d’uso di tale autorimessa – afferma la Relazione Illustrativa – “è di tipo privato, a servizio della residenza”. Qui è stata usata una parola sbagliata: il posteggio su tre piani non sarà “a servizio” della residenza, bensì “a pagamento” della residenza. L’introduzione nella variante della struttura interrata su tre livelli comporta inoltre ulteriore cementificazione per 10.323 mq. L’indirizzo politico è ancora una volta chiaro: prima il cemento e poi, se verranno, il verde e la politica ambientale.
4) A meno che non si voglia spacciare per politica ambientale la decisione, contenuta nella variante, di ridimensionare il nuovo collettore fognario. Che non arriverà più dalle aree dell’ex Tubifera fino al “depuratore” di Portobello, come inizialmente previsto, bensì si fermerà in Piazza Bo. Il resto lo farà il vecchio collettore, con risultati che possiamo prevedere esalanti.
5) I costi della variante. In totale, le previsioni parlano di un costo complessivo di 4.043.817,32 euro. Di questi, 1.409.317,32 deriveranno da oneri di urbanizzazione e oneri aggiuntivi. 210.000 euro arriveranno da altre risorse private. Le risorse pubbliche previste ammontano invece a 2.424.500 euro. Per l’ennesima volta il rapporto costi/benefici, tra risorse pubbliche impiegate e vantaggi per la città, è purtroppo sbilanciato a sfavore dei sestresi. Del resto, è così sin dagli inizi dell’operazione sulle aree ex Fit. E’ stato così, continua ad essere così.
Per questo abbiamo detto no alla variante e per questo, nei prossimi mesi, porremo in atto ogni iniziativa politica utile a contrastarla. Nel frattempo, cogliamo l’occasione per augurare a tutte le sestresi e a tutti i sestresi un buon Natale e un felice inizio di nuovo anno. Con la speranza che porti buone nuove.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
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giovedì 23 dicembre 2010
mercoledì 17 novembre 2010
COSI' IL COMUNE DI SESTRI LEVANTE HA SPREMUTO I CITTADINI
Testo dell'intervento che ho tenuto durante il Consiglio Comunale di Sestri Levante il 16 novembre 2010, in merito al Rendiconto di Gestione 2009.
Visto che siamo in periodo di olive e di olio, potremmo paragonare il Bilancio Consuntivo 2009, che ci troviamo a discutere questa sera, ad una abbondante spremitura. La grande spremitura delle tasche dei cittadini sestresi, che l’anno passato si sono visti piovere sulla testa una gragnola di aumenti di tasse, canoni e quant’altro, giustificata allora dall’assessore Ceselli con la supposta necessità di attingere risorse per il Comune a causa – uso le parole dell’assessore – del “furto”, dello “scippo”, della “rapina” messi in atto dal governo nei confronti degli Enti locali. Ebbene, alle parole di Ceselli rispondono, contraddicendole, i numeri del Rendiconto 2009.
Un Rendiconto che, peraltro, ha avuto un iter travagliato. Lo prova in primo luogo il fatto che siamo qui a discuterlo praticamente a fine anno, tanto che gli stessi Revisori dei Conti, nella loro relazione, raccomandano - cito testualmente - “per la successiva annualità di effettuare una rendicontazione più tempestiva, che consenta di rispettare i termini di legge per l’approvazione del Consuntivo. Questo – proseguono i Revisori – anche ai fini di poter utilizzare l’eventuale avanzo di amministrazione non vincolato tenendo conto delle priorità in ordine al finanziamento dei debiti fuori bilancio ed al vincolo per crediti di dubbia esigibilità”.
In secondo luogo, che questo Rendiconto sia frutto di un percorso a dir poco faticoso è testimoniato dal fatto che sono state necessarie ben due stesure del Bilancio per giungere alla versione definitiva, quella che stasera siamo chiamati a votare. Nella prima versione, quella già approvata dalla Giunta e poi sostituita dalla presente, risultavano spese correnti maggiori per 350 mila euro nel settore Ambiente e Territorio, alla voce “servizio smaltimento rifiuti”. 350 mila euro che sono poi andati ad ingrossare il già copioso avanzo di amministrazione, che nella prima versione risultava essere di 3.351.000 euro, mentre nella seconda risulta essere di 3.701.000 euro. Appunto, 350 mila euro in più. A tal proposito, chiediamo all’assessore Ceselli una spiegazione in merito a tale significativa modifica che ha reso necessario annullare la prima delibera e votarne una seconda.
Parlavamo all’inizio di “spremitura”. Lo si evince proprio dal dato sull’avanzo di amministrazione, che chiude, come detto, a 3.701.000 euro, mentre nell’anno precedente risultava pari a 1.996.000 euro. Lo si evince poi dai dati sulle entrate tributarie ed extratributarie, entrambe in aumento rispetto al 2008. In particolare, per quanto riguarda le entrate tributarie, la tassa sulla spazzatura, la TARSU, passa da 2.630.000 euro a 3.208.000 euro, in conseguenza della revisione delle tariffe adottata con delibera di Giunta il 12 febbraio 2009. Per quanto riguarda le entrate extratributarie, svettano le “Sanzioni codice della Strada”, le cosiddette “multe”, che passano da 606.000 euro del 2008 a 1.269.000 euro del 2009. Un aumento cospicuo, anche al netto della riscossione coatta per contravvenzioni verbalizzate nel 2004 e prima non pagate. Sempre tra le entrate extratributarie fa la sua comparsa il Cosap, il Canone per l’occupazione del suolo pubblico, che l’anno scorso ha sostituito la Tosap, l’omonima tassa, garantendo all’Amministrazione 590.000 euro, mentre la Tosap ne portava 527.000. In totale, le entrate extratributarie passano dai 4.953.000 euro del 2008 ai 5.876.000 euro del 2009. Quasi un milione di euro in più. E il cittadino paga.
E veniamo al capitolo relativo ai trasferimenti, dove ci imbattiamo in qualche sorpresa. Vediamo ad esempio che il totale dei trasferimenti passa dai 6.171.000 del 2008 ai 5.884.000 del 2009, quindi più di 200 mila euro in meno. Ma la cosa interessante è andare a vedere la composizione e il trend di questi trasferimenti. E così scopriamo che ad aver subìto una sensibile riduzione sono i trasferimenti dalla Regione Liguria al Comune di Sestri Levante. Sia i trasferimenti correnti, che erano 1.960.000 euro nel 2008 e sono 1.674.000 nel 2009, sia i trasferimenti per funzioni delegate. In particolare, tra questi ultimi, vediamo che il contributo regionale per le politiche abitative passa dai 216 mila euro del 2008 ai 148 mila euro del 2009, il contributo regionale per l’assistenza scolastica passa da 105 mila euro a 98 mila euro, e soprattutto il contributo regionale per anziani passa dai 675 mila euro del 2008 ai 409 mila euro del 2009, 265 mila euro in meno. E mentre abbiamo più 10 mila euro di contributo regionale per minori e più 15 mila euro di contributo regionale per i disabili, per quanto riguarda il contributo regionale per attività sociale passiamo dagli 821 mila euro del 2008 ai 669 mila euro del 2009: meno 150 mila euro. Chissà che cosa ne pensa, di tutti questi tagli, l’assessore Valentina Ghio.
Una riflessione va fatta anche sui trasferimenti dallo Stato al Comune per il mancato introito dell’ICI sulla prima casa, abolita dal governo Berlusconi nel 2008. Nel 2009 l’importo certificato di tale trasferimento di risorse, come emerge dalla relazione dei Revisori dei Conti, è stato pari a 1.642.000. L’assessore Ceselli ne aveva messi a bilancio 1.500.000 mila. Quindi, rispetto alle previsioni dell’assessore, sono arrivati dal governo 142 mila euro in più. Per due anni, in questa sede, ci siamo sentiti dire e ridire dall’assessore, dal sindaco e dalla maggioranza che con l’abolizione dell’ICI sulla prima casa il governo metteva alla fame i Comuni. Noi abbiamo sempre sostenuto che non era così, e oggi ne abbiamo anche la prova provata. Se si sommano infatti a tali trasferimenti le entrate derivanti dall’ICI ancora vigente sulle seconde case, sulle attività commerciali e quant’altro, pari a 5.705.000 euro, otteniamo la cifra di 7.347.000 euro, di gran lunga superiore a quella di 6.719.000 euro che il Comune otteneva prima del 2008. Quindi potremmo perfino dire, numeri alla mano, che il Comune di Sestri Levante, dall’abolizione dell’ICI sulla prima casa, ci ha persino guadagnato. Il contrario del “furto”, il contrario dello “scippo”, il contrario della “rapina”. Semmai bisognerebbe dire un “grazie Roma” che però dubitiamo di sentire questa sera dai banchi della maggioranza.
Venendo poi alla parte relativa alle spese, si può sùbito osservare che assistiamo ad un aumento della spesa corrente e ad una contrazione della spesa in conto capitale. Per quanto riguarda la spesa corrente, il dato del 2009 consolida purtroppo una tendenza che si registra da diversi anni: nel 2007 la spesa corrente è aumentata del 7,4%, nel 2008 del 5,49%, nel 2009 un aumento più lieve dello 0,1% circa. Per quanto riguarda la spesa in conto capitale, passa dai 5.802.000 euro del 2008 ai 5.300.000 euro del 2009, con una diminuzione di 500 mila euro, pari all’8,64%. Sul totale delle spese, quelle correnti incidono per il 67,43%, quelle in conto capitale per il 18,21%. Segnaliamo dunque, per l’ennesima volta, che è necessario agire ulteriormente sul fronte del contenimento della spesa corrente, mettendo in atto politiche virtuose volte all’eliminazione degli sprechi, al risparmio, alla maggiore efficienza.
Da notare, in particolare, l’aumento delle spese correnti per prestazioni di servizi, che passano da 7.397.000 euro a 7.925.000 euro, in percentuale dal 37,7 al 40,3% sul totale delle spese correnti; la sostanziale stabilità delle spese per il personale, che passano dal 36,53% al 36,28%; l’aumento delle spese per l’acquisto di beni di consumo, da 753 mila a 833 mila euro; infine l’aumento delle spese per oneri straordinari della gestione, raddoppiate rispetto al 2008, da 137 mila a 278 mila euro.
Per quanto concerne l’esame delle funzioni di spesa corrente, osserviamo un aumento per quel che riguarda la gestione del territorio e ambiente (in particolare la gestione dei rifiuti) e una contrazione del settore sociale, con 300 mila euro in meno rispetto al 2008. Da segnalare anche lo 0,82% destinato al turismo, lo 0,17% destinato allo sviluppo economico, l’1,53% destinato al settore sportivo e ricreativo. Turismo, sviluppo economico e settore sportivo vengono penalizzati anche negli investimenti. Il settore sportivo registra, in conto capitale, 89 mila euro, pari all’1,70%, in netta diminuzione rispetto al 2008. Lo sviluppo economico e il turismo, invece, si attestano in conto capitale a quota zero virgola zero zero. Quando si dice le priorità strategiche… Segnalo, tra l’altro, che anche per quel che riguarda gli investimenti il settore sociale passa da 1.399.000 euro del 2008 a 876.000 euro del 2009, scendendo in percentuale dal 24,13 al 16,54%.
Per quanto concerne poi il conto economico, facciamo nostre le osservazioni dei Revisori dei Conti, i quali affermano che “l’equilibrio economico è un obiettivo essenziale ai fini della funzionalità dell’Ente. Il mantenimento del pareggio economico della gestione deve essere pertanto considerato un obiettivo da perseguire”.
Infine, una riflessione sull’indebitamento e sulla gestione del debito. L’indebitamento del Comune di Sestri Levante, a fine 2009, è pari a 18.787.000 euro. Ciò significa che ogni nuovo sestrese che nasce si ritrova sulle spalle un debito di più di mille euro. Credo che un’Amministrazione seria e che davvero abbia a cuore il futuro debba mettere in atto robuste politiche di riduzione di questo debito: è un atto dovuto nei confronti delle nuove generazioni. Per questo il nostro gruppo si augura che, come peraltro consigliato dai Revisori dei Conti nella loro Relazione, l’avanzo di amministrazione non vincolato possa essere utilizzato in tale direzione.
In conclusione deve essere ribadito il dato politico che emerge dal Rendiconto di Gestione 2009: il robusto aumento delle tasse e il forte aumento dell’avanzo di amministrazione. Il combinato disposto di questi due elementi ci dice che la Giunta Lavarello, in un periodo di crisi economica che ha colpito in maniera significativa anche il nostro Paese, ha scelto non soltanto di andare a tartassare i cittadini, ma lo ha fatto anche oltre il necessario. Insomma, in un momento di crisi avete spremuto i sestresi e poi vi siete tenuti i soldi lì. Credo che sia una politica che si commenta da sola. Del resto, altre politiche questa Amministrazione non sembra ontologicamente in grado di metterne in campo. Eppure sono quelle che servirebbero alla città: quelle virtuose, liberali e improntate allo sviluppo.
Gianteo Bordero
Capogruppo “Il Popolo della Libertà” - Sestri Levante
Visto che siamo in periodo di olive e di olio, potremmo paragonare il Bilancio Consuntivo 2009, che ci troviamo a discutere questa sera, ad una abbondante spremitura. La grande spremitura delle tasche dei cittadini sestresi, che l’anno passato si sono visti piovere sulla testa una gragnola di aumenti di tasse, canoni e quant’altro, giustificata allora dall’assessore Ceselli con la supposta necessità di attingere risorse per il Comune a causa – uso le parole dell’assessore – del “furto”, dello “scippo”, della “rapina” messi in atto dal governo nei confronti degli Enti locali. Ebbene, alle parole di Ceselli rispondono, contraddicendole, i numeri del Rendiconto 2009.
Un Rendiconto che, peraltro, ha avuto un iter travagliato. Lo prova in primo luogo il fatto che siamo qui a discuterlo praticamente a fine anno, tanto che gli stessi Revisori dei Conti, nella loro relazione, raccomandano - cito testualmente - “per la successiva annualità di effettuare una rendicontazione più tempestiva, che consenta di rispettare i termini di legge per l’approvazione del Consuntivo. Questo – proseguono i Revisori – anche ai fini di poter utilizzare l’eventuale avanzo di amministrazione non vincolato tenendo conto delle priorità in ordine al finanziamento dei debiti fuori bilancio ed al vincolo per crediti di dubbia esigibilità”.
In secondo luogo, che questo Rendiconto sia frutto di un percorso a dir poco faticoso è testimoniato dal fatto che sono state necessarie ben due stesure del Bilancio per giungere alla versione definitiva, quella che stasera siamo chiamati a votare. Nella prima versione, quella già approvata dalla Giunta e poi sostituita dalla presente, risultavano spese correnti maggiori per 350 mila euro nel settore Ambiente e Territorio, alla voce “servizio smaltimento rifiuti”. 350 mila euro che sono poi andati ad ingrossare il già copioso avanzo di amministrazione, che nella prima versione risultava essere di 3.351.000 euro, mentre nella seconda risulta essere di 3.701.000 euro. Appunto, 350 mila euro in più. A tal proposito, chiediamo all’assessore Ceselli una spiegazione in merito a tale significativa modifica che ha reso necessario annullare la prima delibera e votarne una seconda.
Parlavamo all’inizio di “spremitura”. Lo si evince proprio dal dato sull’avanzo di amministrazione, che chiude, come detto, a 3.701.000 euro, mentre nell’anno precedente risultava pari a 1.996.000 euro. Lo si evince poi dai dati sulle entrate tributarie ed extratributarie, entrambe in aumento rispetto al 2008. In particolare, per quanto riguarda le entrate tributarie, la tassa sulla spazzatura, la TARSU, passa da 2.630.000 euro a 3.208.000 euro, in conseguenza della revisione delle tariffe adottata con delibera di Giunta il 12 febbraio 2009. Per quanto riguarda le entrate extratributarie, svettano le “Sanzioni codice della Strada”, le cosiddette “multe”, che passano da 606.000 euro del 2008 a 1.269.000 euro del 2009. Un aumento cospicuo, anche al netto della riscossione coatta per contravvenzioni verbalizzate nel 2004 e prima non pagate. Sempre tra le entrate extratributarie fa la sua comparsa il Cosap, il Canone per l’occupazione del suolo pubblico, che l’anno scorso ha sostituito la Tosap, l’omonima tassa, garantendo all’Amministrazione 590.000 euro, mentre la Tosap ne portava 527.000. In totale, le entrate extratributarie passano dai 4.953.000 euro del 2008 ai 5.876.000 euro del 2009. Quasi un milione di euro in più. E il cittadino paga.
E veniamo al capitolo relativo ai trasferimenti, dove ci imbattiamo in qualche sorpresa. Vediamo ad esempio che il totale dei trasferimenti passa dai 6.171.000 del 2008 ai 5.884.000 del 2009, quindi più di 200 mila euro in meno. Ma la cosa interessante è andare a vedere la composizione e il trend di questi trasferimenti. E così scopriamo che ad aver subìto una sensibile riduzione sono i trasferimenti dalla Regione Liguria al Comune di Sestri Levante. Sia i trasferimenti correnti, che erano 1.960.000 euro nel 2008 e sono 1.674.000 nel 2009, sia i trasferimenti per funzioni delegate. In particolare, tra questi ultimi, vediamo che il contributo regionale per le politiche abitative passa dai 216 mila euro del 2008 ai 148 mila euro del 2009, il contributo regionale per l’assistenza scolastica passa da 105 mila euro a 98 mila euro, e soprattutto il contributo regionale per anziani passa dai 675 mila euro del 2008 ai 409 mila euro del 2009, 265 mila euro in meno. E mentre abbiamo più 10 mila euro di contributo regionale per minori e più 15 mila euro di contributo regionale per i disabili, per quanto riguarda il contributo regionale per attività sociale passiamo dagli 821 mila euro del 2008 ai 669 mila euro del 2009: meno 150 mila euro. Chissà che cosa ne pensa, di tutti questi tagli, l’assessore Valentina Ghio.
Una riflessione va fatta anche sui trasferimenti dallo Stato al Comune per il mancato introito dell’ICI sulla prima casa, abolita dal governo Berlusconi nel 2008. Nel 2009 l’importo certificato di tale trasferimento di risorse, come emerge dalla relazione dei Revisori dei Conti, è stato pari a 1.642.000. L’assessore Ceselli ne aveva messi a bilancio 1.500.000 mila. Quindi, rispetto alle previsioni dell’assessore, sono arrivati dal governo 142 mila euro in più. Per due anni, in questa sede, ci siamo sentiti dire e ridire dall’assessore, dal sindaco e dalla maggioranza che con l’abolizione dell’ICI sulla prima casa il governo metteva alla fame i Comuni. Noi abbiamo sempre sostenuto che non era così, e oggi ne abbiamo anche la prova provata. Se si sommano infatti a tali trasferimenti le entrate derivanti dall’ICI ancora vigente sulle seconde case, sulle attività commerciali e quant’altro, pari a 5.705.000 euro, otteniamo la cifra di 7.347.000 euro, di gran lunga superiore a quella di 6.719.000 euro che il Comune otteneva prima del 2008. Quindi potremmo perfino dire, numeri alla mano, che il Comune di Sestri Levante, dall’abolizione dell’ICI sulla prima casa, ci ha persino guadagnato. Il contrario del “furto”, il contrario dello “scippo”, il contrario della “rapina”. Semmai bisognerebbe dire un “grazie Roma” che però dubitiamo di sentire questa sera dai banchi della maggioranza.
Venendo poi alla parte relativa alle spese, si può sùbito osservare che assistiamo ad un aumento della spesa corrente e ad una contrazione della spesa in conto capitale. Per quanto riguarda la spesa corrente, il dato del 2009 consolida purtroppo una tendenza che si registra da diversi anni: nel 2007 la spesa corrente è aumentata del 7,4%, nel 2008 del 5,49%, nel 2009 un aumento più lieve dello 0,1% circa. Per quanto riguarda la spesa in conto capitale, passa dai 5.802.000 euro del 2008 ai 5.300.000 euro del 2009, con una diminuzione di 500 mila euro, pari all’8,64%. Sul totale delle spese, quelle correnti incidono per il 67,43%, quelle in conto capitale per il 18,21%. Segnaliamo dunque, per l’ennesima volta, che è necessario agire ulteriormente sul fronte del contenimento della spesa corrente, mettendo in atto politiche virtuose volte all’eliminazione degli sprechi, al risparmio, alla maggiore efficienza.
Da notare, in particolare, l’aumento delle spese correnti per prestazioni di servizi, che passano da 7.397.000 euro a 7.925.000 euro, in percentuale dal 37,7 al 40,3% sul totale delle spese correnti; la sostanziale stabilità delle spese per il personale, che passano dal 36,53% al 36,28%; l’aumento delle spese per l’acquisto di beni di consumo, da 753 mila a 833 mila euro; infine l’aumento delle spese per oneri straordinari della gestione, raddoppiate rispetto al 2008, da 137 mila a 278 mila euro.
Per quanto concerne l’esame delle funzioni di spesa corrente, osserviamo un aumento per quel che riguarda la gestione del territorio e ambiente (in particolare la gestione dei rifiuti) e una contrazione del settore sociale, con 300 mila euro in meno rispetto al 2008. Da segnalare anche lo 0,82% destinato al turismo, lo 0,17% destinato allo sviluppo economico, l’1,53% destinato al settore sportivo e ricreativo. Turismo, sviluppo economico e settore sportivo vengono penalizzati anche negli investimenti. Il settore sportivo registra, in conto capitale, 89 mila euro, pari all’1,70%, in netta diminuzione rispetto al 2008. Lo sviluppo economico e il turismo, invece, si attestano in conto capitale a quota zero virgola zero zero. Quando si dice le priorità strategiche… Segnalo, tra l’altro, che anche per quel che riguarda gli investimenti il settore sociale passa da 1.399.000 euro del 2008 a 876.000 euro del 2009, scendendo in percentuale dal 24,13 al 16,54%.
Per quanto concerne poi il conto economico, facciamo nostre le osservazioni dei Revisori dei Conti, i quali affermano che “l’equilibrio economico è un obiettivo essenziale ai fini della funzionalità dell’Ente. Il mantenimento del pareggio economico della gestione deve essere pertanto considerato un obiettivo da perseguire”.
Infine, una riflessione sull’indebitamento e sulla gestione del debito. L’indebitamento del Comune di Sestri Levante, a fine 2009, è pari a 18.787.000 euro. Ciò significa che ogni nuovo sestrese che nasce si ritrova sulle spalle un debito di più di mille euro. Credo che un’Amministrazione seria e che davvero abbia a cuore il futuro debba mettere in atto robuste politiche di riduzione di questo debito: è un atto dovuto nei confronti delle nuove generazioni. Per questo il nostro gruppo si augura che, come peraltro consigliato dai Revisori dei Conti nella loro Relazione, l’avanzo di amministrazione non vincolato possa essere utilizzato in tale direzione.
In conclusione deve essere ribadito il dato politico che emerge dal Rendiconto di Gestione 2009: il robusto aumento delle tasse e il forte aumento dell’avanzo di amministrazione. Il combinato disposto di questi due elementi ci dice che la Giunta Lavarello, in un periodo di crisi economica che ha colpito in maniera significativa anche il nostro Paese, ha scelto non soltanto di andare a tartassare i cittadini, ma lo ha fatto anche oltre il necessario. Insomma, in un momento di crisi avete spremuto i sestresi e poi vi siete tenuti i soldi lì. Credo che sia una politica che si commenta da sola. Del resto, altre politiche questa Amministrazione non sembra ontologicamente in grado di metterne in campo. Eppure sono quelle che servirebbero alla città: quelle virtuose, liberali e improntate allo sviluppo.
Gianteo Bordero
Capogruppo “Il Popolo della Libertà” - Sestri Levante
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sabato 30 ottobre 2010
SESTRI LEVANTE. AREE EX FIT, AL PEGGIO NON C'È MAI FINE
Testo dell'intervento che ho tenuto durante il Consiglio Comunale del 29 ottobre 2010 in merito alla variante al Piano di Riqualificazione Urbana delle aree ex Fit di Sestri Levante.
Vi sono due domande fondamentali che questa sera ci dobbiamo porre, in ordine alla nuova variante al Piano di Riqualificazione Urbana delle aree ex Fit sottoposta alla nostra attenzione. Due domande molto semplici e strettamente collegate tra loro. La prima: questa variante corrisponde agli interessi generali della città? La seconda: questa variante prevede più cemento o meno cemento a Sestri Levante? E’ dalla risposta a tali quesiti che credo debba dipendere il voto che il Consiglio Comunale e i gruppi che ne fanno parte esprimeranno al termine di questa discussione. Non sono domande capziose, perché è evidente che quella delle aree ex Fit e delle scelte che per tali aree sono state compiute è una questione che non soltanto riguarda una parte significativa del territorio di Sestri Levante, ma anche e soprattutto riflette l’indirizzo amministrativo che ha guidato l’azione delle Giunte che hanno governato la città negli ultimi quattordici anni. Quello che è stato realizzato a partire dall’elaborazione del PRU per le aree ex Fit reca su di sé il segno da un lato della de-industrializzazione, dall’altro lato della cementificazione e della progressiva saturazione del territorio, segnali evidenti, questi ultimi, di una preoccupante assenza di una politica ambientale degna di tal nome.
Tornando alle due domande che ho posto all’inizio, per arrivare a formulare una risposta ad esse è necessario prendere in esame i punti centrali della variante per poi inserirli in un quadro d’insieme.
Il primo punto nevralgico della delibera che andremo tra poco a votare consiste nell’inclusione dell’area comunale di Cantine Mulinetti all’interno del perimetro del PRU delle aree ex Fit. Tale scelta viene spiegata, nella Relazione Illustrativa della variante, con motivazioni – cito testualmente – “legate prioritariamente alla bonifica dell’area industriale dismessa ed alla volontà della Civica Amministrazione di realizzare un Parco con caratteristiche di elevata qualità paesaggistica e funzionale, obiettivo difficilmente raggiungibile – prosegue la Relazione – limitando la zona verde all’area ex Fit”. Alcune domande sorgono spontanee: non sarebbe stato meglio, da tutti i punti di vista, come peraltro previsto inizialmente, mettere in opera una radicale bonifica del sottosuolo di un territorio caratterizzato, come si poteva leggere nello Studio di Impatto Ambientale redatto nel 1998 dallo studio Apua, da “un forte livello di inquinamento”? Solo oggi ci si rende conto che la scelta compiuta in luogo dell’originaria previsione di modalità di bonifica ha creato, come esplicitamente scritto nella Relazione Illustrativa, “la necessità di rinunciare agli originari obiettivi e caratteri compositivi degli spazi verdi?” E ancora, solo oggi ci si rende conto – cito sempre dalla Relazione – che “la decisione di prevedere la realizzazione di un complesso sportivo in una porzione dell’area destinata a parco… ha consistentemente ridotto gli spazi disponibili per le sistemazioni del verde e creato le condizioni per un ripensamento complessivo di assetti e funzioni del cosiddetto parco urbano”? E infine, solo oggi si scopre che – leggo ancora dalla illuminante Relazione Illustrativa – “la collocazione in sicurezza dei terreni inquinati provenienti dagli scavi della UA4 sull’area destinata a parco ha creato l’ultimo e rilevante vincolo… su di una ulteriore parte dell’area destinata a parco”?
In attesa di una risposta da parte dell’Amministrazione, che certo non può fingere di essere arrivata oggi alla guida della città, quello che appare chiaro è che in seguito alle scelte operate negli anni scorsi sulle aree ex Fit non sarebbe possibile, allo stato attuale delle cose, realizzare il cosiddetto “polmone verde” della città, il tante volte annunciato parco urbano. La conferma sta nei numeri riportati dalla Relazione Illustrativa del progetto, nella parte relativa al confronto tra il PRU vigente e la variante. Nel progetto approvato nel 1999 era prevista la sistemazione di un’area di 29.765 mq a parco. Nella variante propostaci questa sera l’area destinata a parco si riduce a 22.450 mq, ricadente per 12.690 mq nel comparto ex Fit e per 9.760 mq nelle aree del sedime dell’Aurelia e di Cantine Mulinetti. Insomma, il concetto è chiaro: no Mulinetti, no Parco. E’ l’ennesima conferma del fatto che questa Amministrazione ha dato priorità assoluta non al verde e all’ambiente, come richiesto dai cittadini, bensì alla cementificazione ed alla saturazione del territorio. Non è un’opinione del sottoscritto, ma è ciò che emerge, come abbiamo visto, dagli stessi documenti allegati al progetto di variante.
Ma poi – e vengo al secondo punto nodale della delibera – è veramente il recupero di spazi per la realizzazione del Parco lo scopo della variante? Se stiamo ancora una volta a quanto scritto nella Relazione Illustrativa, la risposta è purtroppo negativa. Tant’è vero che la Relazione compie un mutamento linguistico di non poco conto, e non parla più semplicemente di “parco”, bensì di “parco-parcheggio”. E con ciò è detto tutto: non si tratta in primo luogo di realizzare quello che da molti anni la città attende – il parco appunto – e che alla città è dovuto secondo le previsioni della prima Convenzione stipulata con il proprietario delle aree ex Fit e con il soggetto attuatore del PRU. No, la priorità assoluta è quella di nuovi parcheggi, come peraltro si desume in maniera chiara anche dalla tabella contenente il cronoprogramma della variante. Avremo quindi un parcheggio alberato di interscambio con 343 posti auto e un’area sosta per camper localizzata a ridosso della ferrovia (il posto ideale e più tranquillo per sostare con un camper!).
Ma non è tutto. Perché - e così vengo al terzo punto centrale della delibera - ecco arrivare anche un’autorimessa privata in via della Chiusa, nella zona classificata come UA4. Un’autorimessa su tre livelli interrati (per un totale di 345 box) con sistemazione esterna a verde e parcheggi (86 posti auto pubblici). La destinazione d’uso di tale autorimessa – afferma la Relazione Illustrativa – “è di tipo privato, a servizio della residenza e delle attività del terziario presenti nell’area”. Credo che in questo caso si sia usata una parola sbagliata: il posteggio su tre piani non sarà “a servizio” della residenza, bensì “a pagamento” della residenza. Infatti, come è evidente, i primi beneficiari della costruzione dell’autorimessa, la cui realizzazione – guarda caso – ha la priorità nel cronoprogramma della variante, non saranno di certo i sestresi. Ancora una volta, dunque, prima il cemento, e poi, se verrà, il verde. Andando anche in questo caso a fare il raffronto tra il PRU vigente e la variante, si nota che l’introduzione della struttura interrata su tre livelli comporta ulteriore cementificazione per 10.323 mq. L’indirizzo politico è chiaro: prima la saturazione del territorio e poi, se verrà, la politica ambientale.
A meno che non si voglia spacciare per politica ambientale - e passo così al quarto punto importante - la decisione, contenuta nella variante, di ridimensionare la previsione del nuovo collettore fognario. Che non arriverà più dalle aree dell’ex Tubifera fino al cosiddetto “depuratore” di Portobello, bensì si fermerà in Piazza Bo. Il resto lo farà il vecchio collettore, con risultati che possiamo prevedere esalanti. E’ l’ennesima dimostrazione, questa, dell’attenzione che l’attuale Amministrazione riserva all’ambiente, in continuità ideale e reale con coloro che tempo addietro decisero che il luogo migliore per costruire un depuratore a Sestri Levante era nientepopodimeno che la Baia del Silenzio.
Quinto punto. I costi degli interventi previsti dalla variante che stiamo discutendo. In totale, le previsioni, come da tabella allegata agli atti, parlano di un costo complessivo di 4.043.817,32 euro. Di questi, 1.409.317,32 deriveranno da oneri di urbanizzazione e oneri aggiuntivi. 210.000 euro arriveranno poi da altre risorse private. Le risorse pubbliche previste ammontano invece a 2.424.500 euro. In considerazione delle osservazioni precedenti, mi pare che ancora una volta il rapporto costi/benefici, tra risorse pubbliche impiegate e vantaggi per la città sia purtroppo sbilanciato a sfavore dei sestresi. Del resto, è così sin dagli inizi dell’operazione sulle aree ex Fit. E’ stato così, continua ad essere così.
Non si vede dunque, in questa delibera, alcun significativo mutamento di rotta rispetto al passato. Non c’è discontinuità, non c’è un minimo di autocritica, non c’è insomma la consapevolezza del fatto che le scelte compiute sulle aree ex Fit sono state un danno, e non un vantaggio, per la città. L’unica cosa che si riesce a dire di fronte al provvedimento che tra poco voteremo è che si tratta solo nominalmente di una “variante”, mentre sostanzialmente non fa che confermare le scelte di fondo di un piano nato male e che rischia di finire peggio, propagando i suoi effetti negativi per molto tempo ancora. Immaginiamo per un attimo di essere un sestrese del futuro che fra trent’anni, in una serata come questa, transita nelle aree ormai ribattezzate, con un acronimo, CML. Immaginiamo il suo sguardo triste di fronte alle tapparelle chiuse, alle seconde case vuote, ai parcheggi deserti, all’area camper senza camper. Gli sembrerà di essere come il protagonista del più bel romanzo di Dino Buzzati “Il deserto dei Tartari”: “Là dove la strada finisce, fermo sulla riva di un mare di piombo – in questo caso di cemento – tutto così da immemorabile tempo”.
Gianteo Bordero
Capogruppo “Il Popolo della Libertà” - Sestri Levante
Vi sono due domande fondamentali che questa sera ci dobbiamo porre, in ordine alla nuova variante al Piano di Riqualificazione Urbana delle aree ex Fit sottoposta alla nostra attenzione. Due domande molto semplici e strettamente collegate tra loro. La prima: questa variante corrisponde agli interessi generali della città? La seconda: questa variante prevede più cemento o meno cemento a Sestri Levante? E’ dalla risposta a tali quesiti che credo debba dipendere il voto che il Consiglio Comunale e i gruppi che ne fanno parte esprimeranno al termine di questa discussione. Non sono domande capziose, perché è evidente che quella delle aree ex Fit e delle scelte che per tali aree sono state compiute è una questione che non soltanto riguarda una parte significativa del territorio di Sestri Levante, ma anche e soprattutto riflette l’indirizzo amministrativo che ha guidato l’azione delle Giunte che hanno governato la città negli ultimi quattordici anni. Quello che è stato realizzato a partire dall’elaborazione del PRU per le aree ex Fit reca su di sé il segno da un lato della de-industrializzazione, dall’altro lato della cementificazione e della progressiva saturazione del territorio, segnali evidenti, questi ultimi, di una preoccupante assenza di una politica ambientale degna di tal nome.
Tornando alle due domande che ho posto all’inizio, per arrivare a formulare una risposta ad esse è necessario prendere in esame i punti centrali della variante per poi inserirli in un quadro d’insieme.
Il primo punto nevralgico della delibera che andremo tra poco a votare consiste nell’inclusione dell’area comunale di Cantine Mulinetti all’interno del perimetro del PRU delle aree ex Fit. Tale scelta viene spiegata, nella Relazione Illustrativa della variante, con motivazioni – cito testualmente – “legate prioritariamente alla bonifica dell’area industriale dismessa ed alla volontà della Civica Amministrazione di realizzare un Parco con caratteristiche di elevata qualità paesaggistica e funzionale, obiettivo difficilmente raggiungibile – prosegue la Relazione – limitando la zona verde all’area ex Fit”. Alcune domande sorgono spontanee: non sarebbe stato meglio, da tutti i punti di vista, come peraltro previsto inizialmente, mettere in opera una radicale bonifica del sottosuolo di un territorio caratterizzato, come si poteva leggere nello Studio di Impatto Ambientale redatto nel 1998 dallo studio Apua, da “un forte livello di inquinamento”? Solo oggi ci si rende conto che la scelta compiuta in luogo dell’originaria previsione di modalità di bonifica ha creato, come esplicitamente scritto nella Relazione Illustrativa, “la necessità di rinunciare agli originari obiettivi e caratteri compositivi degli spazi verdi?” E ancora, solo oggi ci si rende conto – cito sempre dalla Relazione – che “la decisione di prevedere la realizzazione di un complesso sportivo in una porzione dell’area destinata a parco… ha consistentemente ridotto gli spazi disponibili per le sistemazioni del verde e creato le condizioni per un ripensamento complessivo di assetti e funzioni del cosiddetto parco urbano”? E infine, solo oggi si scopre che – leggo ancora dalla illuminante Relazione Illustrativa – “la collocazione in sicurezza dei terreni inquinati provenienti dagli scavi della UA4 sull’area destinata a parco ha creato l’ultimo e rilevante vincolo… su di una ulteriore parte dell’area destinata a parco”?
In attesa di una risposta da parte dell’Amministrazione, che certo non può fingere di essere arrivata oggi alla guida della città, quello che appare chiaro è che in seguito alle scelte operate negli anni scorsi sulle aree ex Fit non sarebbe possibile, allo stato attuale delle cose, realizzare il cosiddetto “polmone verde” della città, il tante volte annunciato parco urbano. La conferma sta nei numeri riportati dalla Relazione Illustrativa del progetto, nella parte relativa al confronto tra il PRU vigente e la variante. Nel progetto approvato nel 1999 era prevista la sistemazione di un’area di 29.765 mq a parco. Nella variante propostaci questa sera l’area destinata a parco si riduce a 22.450 mq, ricadente per 12.690 mq nel comparto ex Fit e per 9.760 mq nelle aree del sedime dell’Aurelia e di Cantine Mulinetti. Insomma, il concetto è chiaro: no Mulinetti, no Parco. E’ l’ennesima conferma del fatto che questa Amministrazione ha dato priorità assoluta non al verde e all’ambiente, come richiesto dai cittadini, bensì alla cementificazione ed alla saturazione del territorio. Non è un’opinione del sottoscritto, ma è ciò che emerge, come abbiamo visto, dagli stessi documenti allegati al progetto di variante.
Ma poi – e vengo al secondo punto nodale della delibera – è veramente il recupero di spazi per la realizzazione del Parco lo scopo della variante? Se stiamo ancora una volta a quanto scritto nella Relazione Illustrativa, la risposta è purtroppo negativa. Tant’è vero che la Relazione compie un mutamento linguistico di non poco conto, e non parla più semplicemente di “parco”, bensì di “parco-parcheggio”. E con ciò è detto tutto: non si tratta in primo luogo di realizzare quello che da molti anni la città attende – il parco appunto – e che alla città è dovuto secondo le previsioni della prima Convenzione stipulata con il proprietario delle aree ex Fit e con il soggetto attuatore del PRU. No, la priorità assoluta è quella di nuovi parcheggi, come peraltro si desume in maniera chiara anche dalla tabella contenente il cronoprogramma della variante. Avremo quindi un parcheggio alberato di interscambio con 343 posti auto e un’area sosta per camper localizzata a ridosso della ferrovia (il posto ideale e più tranquillo per sostare con un camper!).
Ma non è tutto. Perché - e così vengo al terzo punto centrale della delibera - ecco arrivare anche un’autorimessa privata in via della Chiusa, nella zona classificata come UA4. Un’autorimessa su tre livelli interrati (per un totale di 345 box) con sistemazione esterna a verde e parcheggi (86 posti auto pubblici). La destinazione d’uso di tale autorimessa – afferma la Relazione Illustrativa – “è di tipo privato, a servizio della residenza e delle attività del terziario presenti nell’area”. Credo che in questo caso si sia usata una parola sbagliata: il posteggio su tre piani non sarà “a servizio” della residenza, bensì “a pagamento” della residenza. Infatti, come è evidente, i primi beneficiari della costruzione dell’autorimessa, la cui realizzazione – guarda caso – ha la priorità nel cronoprogramma della variante, non saranno di certo i sestresi. Ancora una volta, dunque, prima il cemento, e poi, se verrà, il verde. Andando anche in questo caso a fare il raffronto tra il PRU vigente e la variante, si nota che l’introduzione della struttura interrata su tre livelli comporta ulteriore cementificazione per 10.323 mq. L’indirizzo politico è chiaro: prima la saturazione del territorio e poi, se verrà, la politica ambientale.
A meno che non si voglia spacciare per politica ambientale - e passo così al quarto punto importante - la decisione, contenuta nella variante, di ridimensionare la previsione del nuovo collettore fognario. Che non arriverà più dalle aree dell’ex Tubifera fino al cosiddetto “depuratore” di Portobello, bensì si fermerà in Piazza Bo. Il resto lo farà il vecchio collettore, con risultati che possiamo prevedere esalanti. E’ l’ennesima dimostrazione, questa, dell’attenzione che l’attuale Amministrazione riserva all’ambiente, in continuità ideale e reale con coloro che tempo addietro decisero che il luogo migliore per costruire un depuratore a Sestri Levante era nientepopodimeno che la Baia del Silenzio.
Quinto punto. I costi degli interventi previsti dalla variante che stiamo discutendo. In totale, le previsioni, come da tabella allegata agli atti, parlano di un costo complessivo di 4.043.817,32 euro. Di questi, 1.409.317,32 deriveranno da oneri di urbanizzazione e oneri aggiuntivi. 210.000 euro arriveranno poi da altre risorse private. Le risorse pubbliche previste ammontano invece a 2.424.500 euro. In considerazione delle osservazioni precedenti, mi pare che ancora una volta il rapporto costi/benefici, tra risorse pubbliche impiegate e vantaggi per la città sia purtroppo sbilanciato a sfavore dei sestresi. Del resto, è così sin dagli inizi dell’operazione sulle aree ex Fit. E’ stato così, continua ad essere così.
Non si vede dunque, in questa delibera, alcun significativo mutamento di rotta rispetto al passato. Non c’è discontinuità, non c’è un minimo di autocritica, non c’è insomma la consapevolezza del fatto che le scelte compiute sulle aree ex Fit sono state un danno, e non un vantaggio, per la città. L’unica cosa che si riesce a dire di fronte al provvedimento che tra poco voteremo è che si tratta solo nominalmente di una “variante”, mentre sostanzialmente non fa che confermare le scelte di fondo di un piano nato male e che rischia di finire peggio, propagando i suoi effetti negativi per molto tempo ancora. Immaginiamo per un attimo di essere un sestrese del futuro che fra trent’anni, in una serata come questa, transita nelle aree ormai ribattezzate, con un acronimo, CML. Immaginiamo il suo sguardo triste di fronte alle tapparelle chiuse, alle seconde case vuote, ai parcheggi deserti, all’area camper senza camper. Gli sembrerà di essere come il protagonista del più bel romanzo di Dino Buzzati “Il deserto dei Tartari”: “Là dove la strada finisce, fermo sulla riva di un mare di piombo – in questo caso di cemento – tutto così da immemorabile tempo”.
Gianteo Bordero
Capogruppo “Il Popolo della Libertà” - Sestri Levante
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lunedì 23 agosto 2010
SESTRI LEVANTE. IL "CASO BALIN" E LE AGGHIACCINTI DICHIARAZIONI DI UN ESPONENTE DEL PD
CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
GIANTEO BORDERO
CAPOGRUPPO CONSILIARE DE “IL POPOLO DELLA LIBERTÀ - LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 23 AGOSTO 2010
Sono a dir poco agghiaccianti le dichiarazioni del consigliere provinciale del Pd ed ex assessore a Sestri Levante, Mariangela Milanta, in merito alla possibilità che il Balin, storico locale della Bimare e fiore all’occhiello dell’offerta commerciale e turistica della città, chiuda i battenti a causa del nuovo contratto d’affitto troppo oneroso per i gestori. La Milanta, che tra le altre cose figura tra i proprietari del Balin, ha affermato su un quotidiano locale che, qualora i gestori non riuscissero a sostenere il nuovo canone di locazione e fossero costretti a gettare la spugna, “i giovani troveranno un altro bar, il Balin non è l’unico. Se la cifra chiesta non sarà accettata, lasceremo il locale chiuso per un po’ e avremo più silenzio”. Come dire: se il Balin chiude, poco male. Anzi: meglio, visto che nella mentalità dell’ex assessore ai Servizi Sociali il bar ed i suoi clienti sono evidentemente da ritenersi una fonte di disturbo.
Che cosa ne pensano delle dichiarazioni della Milanta l’assessore al Commercio, Enrico Pozzo, ed il sindaco Andrea Lavarello? Ne condividono la logica, secondo cui se le attività commerciali del centro storico chiudono la quiete ci guadagna? Attendiamo una pronta risposta da parte dei rappresentanti della Giunta, che solitamente amano riempirsi la bocca di “turismo” e “sviluppo”, ma che forse dovrebbero innanzitutto mettersi d’accordo con gli altri esponenti della loro parte politica, come la Milanta, la quale sembra pensarla in modo opposto al loro. Vogliono un centro storico deserto e muto? Se non è così, lo dimostrino con i fatti e non soltanto a parole. Mettano in campo iniziative concrete e non solo trovate estemporanee.
Da parte nostra, porremo all’attenzione del prossimo Consiglio Comunale una mozione sulla situazione del centro città, anche alla luce dell’allarme sulle difficoltà del commercio lanciato dal presidente dell’Ascom sestrese, Ermes Paterlini. In quella sede proporremo alla Giunta alcuni provvedimenti che, se adottati, potrebbero dare un po’ di respiro a coloro che, con la loro attività e la loro intrapresa, fanno sì che il centro storico viva e non assomigli ancora al triste luogo in cui il silenzio è davvero sovrano.
Gianteo Bordero
GIANTEO BORDERO
CAPOGRUPPO CONSILIARE DE “IL POPOLO DELLA LIBERTÀ - LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 23 AGOSTO 2010
Sono a dir poco agghiaccianti le dichiarazioni del consigliere provinciale del Pd ed ex assessore a Sestri Levante, Mariangela Milanta, in merito alla possibilità che il Balin, storico locale della Bimare e fiore all’occhiello dell’offerta commerciale e turistica della città, chiuda i battenti a causa del nuovo contratto d’affitto troppo oneroso per i gestori. La Milanta, che tra le altre cose figura tra i proprietari del Balin, ha affermato su un quotidiano locale che, qualora i gestori non riuscissero a sostenere il nuovo canone di locazione e fossero costretti a gettare la spugna, “i giovani troveranno un altro bar, il Balin non è l’unico. Se la cifra chiesta non sarà accettata, lasceremo il locale chiuso per un po’ e avremo più silenzio”. Come dire: se il Balin chiude, poco male. Anzi: meglio, visto che nella mentalità dell’ex assessore ai Servizi Sociali il bar ed i suoi clienti sono evidentemente da ritenersi una fonte di disturbo.
Che cosa ne pensano delle dichiarazioni della Milanta l’assessore al Commercio, Enrico Pozzo, ed il sindaco Andrea Lavarello? Ne condividono la logica, secondo cui se le attività commerciali del centro storico chiudono la quiete ci guadagna? Attendiamo una pronta risposta da parte dei rappresentanti della Giunta, che solitamente amano riempirsi la bocca di “turismo” e “sviluppo”, ma che forse dovrebbero innanzitutto mettersi d’accordo con gli altri esponenti della loro parte politica, come la Milanta, la quale sembra pensarla in modo opposto al loro. Vogliono un centro storico deserto e muto? Se non è così, lo dimostrino con i fatti e non soltanto a parole. Mettano in campo iniziative concrete e non solo trovate estemporanee.
Da parte nostra, porremo all’attenzione del prossimo Consiglio Comunale una mozione sulla situazione del centro città, anche alla luce dell’allarme sulle difficoltà del commercio lanciato dal presidente dell’Ascom sestrese, Ermes Paterlini. In quella sede proporremo alla Giunta alcuni provvedimenti che, se adottati, potrebbero dare un po’ di respiro a coloro che, con la loro attività e la loro intrapresa, fanno sì che il centro storico viva e non assomigli ancora al triste luogo in cui il silenzio è davvero sovrano.
Gianteo Bordero
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mercoledì 18 agosto 2010
SESTRI LEVANTE. ANCORA DELUDENTI I DATI SULLA RACCOLTA DIFFERENZIATA
CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 18 AGOSTO 2010
Ancora una volta i dati ufficiali relativi alla raccolta differenziata smentiscono gli annunci e i proclami della Giunta Lavarello, che si dimostra totalmente inadeguata a mettere in campo una politica ambientale degna di tal nome. Dal 2008 al 2009, infatti, la percentuale di differenziata è scesa dal 24,35% al 23,44%, confermando la tendenza negativa degli ultimi anni. Aumentano dunque i rifiuti conferiti nella discarica comunale di Ca’ da Matta (da 10.046 a 10.094 tonnellate) e diminuiscono quelli destinati all’Ecocentro di Bargone (da 3.233 a 3.090 tonnellate). Mentre i Comuni limitrofi fanno registrare significativi passi in avanti, Sestri Levante, a causa dell’incapacità amministrativa dell’attuale Giunta, continua ad arretrare.
Ricordiamo che, tra le altre cose, la gestione dei rifiuti è non soltanto il caposaldo di una politica ambientale di qualità, ma anche uno dei criteri fondamentali in base ai quali viene assegnata, ogni anno, la Bandiera Blu, un riconoscimento internazionale che di per se stesso dà lustro alla città e crea un rilevante indotto turistico. Al contrario degli altri Comuni del Tigullio, che si sono dimostrati capaci di adottare serie ed organiche scelte finalizzate ad ottenere il certificato di qualità ambientale, Sestri Levante, sotto la guida della Giunta Lavarello, è rimasta ferma al palo. Anzi, ha fatto preoccupanti passi indietro.
Tutto questo è accaduto - è importante sottolinearlo - dopo il forte aumento della tassa sui rifiuti dell’anno 2009, a cui i dati sulla differenziata si riferiscono. Tale aumento, evidentemente, è servito soltanto per fare cassa e non per mettere in atto quella svolta nello smaltimento dei rifiuti che il nostro gruppo chiede ormai da molto tempo e che i deludenti numeri ufficiali rendono ancora più urgente. E’ necessario passare dalla politica delle chiacchiere a quella dei fatti.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 18 AGOSTO 2010
Ancora una volta i dati ufficiali relativi alla raccolta differenziata smentiscono gli annunci e i proclami della Giunta Lavarello, che si dimostra totalmente inadeguata a mettere in campo una politica ambientale degna di tal nome. Dal 2008 al 2009, infatti, la percentuale di differenziata è scesa dal 24,35% al 23,44%, confermando la tendenza negativa degli ultimi anni. Aumentano dunque i rifiuti conferiti nella discarica comunale di Ca’ da Matta (da 10.046 a 10.094 tonnellate) e diminuiscono quelli destinati all’Ecocentro di Bargone (da 3.233 a 3.090 tonnellate). Mentre i Comuni limitrofi fanno registrare significativi passi in avanti, Sestri Levante, a causa dell’incapacità amministrativa dell’attuale Giunta, continua ad arretrare.
Ricordiamo che, tra le altre cose, la gestione dei rifiuti è non soltanto il caposaldo di una politica ambientale di qualità, ma anche uno dei criteri fondamentali in base ai quali viene assegnata, ogni anno, la Bandiera Blu, un riconoscimento internazionale che di per se stesso dà lustro alla città e crea un rilevante indotto turistico. Al contrario degli altri Comuni del Tigullio, che si sono dimostrati capaci di adottare serie ed organiche scelte finalizzate ad ottenere il certificato di qualità ambientale, Sestri Levante, sotto la guida della Giunta Lavarello, è rimasta ferma al palo. Anzi, ha fatto preoccupanti passi indietro.
Tutto questo è accaduto - è importante sottolinearlo - dopo il forte aumento della tassa sui rifiuti dell’anno 2009, a cui i dati sulla differenziata si riferiscono. Tale aumento, evidentemente, è servito soltanto per fare cassa e non per mettere in atto quella svolta nello smaltimento dei rifiuti che il nostro gruppo chiede ormai da molto tempo e che i deludenti numeri ufficiali rendono ancora più urgente. E’ necessario passare dalla politica delle chiacchiere a quella dei fatti.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
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sabato 19 giugno 2010
mercoledì 12 maggio 2010
ANCHE QUEST'ANNO NIENTE BANDIERA BLU PER SESTRI LEVANTE
CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 12 MAGGIO 2010
Anche quest’anno niente Bandiera Blu per Sestri Levante, mentre sia i Comuni limitrofi (Moneglia e Lavagna) che un altro Comune del Tigullio (Chiavari) riescono ad ottenere il prestigioso riconoscimento assegnato dalla Foundation for Environmental Education (FEE). Evidentemente, ancora una volta, non sono risultati soddisfacenti i dati relativi ai parametri sulla base dei quali la Bandiera Blu viene assegnata: qualità delle acque, qualità della costa, servizi e misure di sicurezza, educazione ambientale.
In aggiunta a tali parametri, ricordiamo che l’assegnazione della Bandiera si fonda anche su un’approfondita analisi che prende in esame criteri di gestione sostenibile del territorio. Essi comprendono: certificazione ambientale, depurazione delle acque reflue, raccolta differenziata dei rifiuti, iniziative ambientali e turismo.
In forza di ciò, il mancato arrivo della Bandiera Blu a Sestri Levante da un lato rappresenta l’ennesima conferma dell’inconsistenza della politica ambientale portata avanti dall’Amministrazione Lavarello, dall’altro lato rischia purtroppo di determinare una situazione di oggettivo svantaggio per la Bimare per ciò che concerne il turismo, considerato che altri Comuni della costa tigullina hanno ricevuto il riconoscimento di qualità del FEE. Da quest’ultimo punto di vista, bastava guardare i telegiornali di ieri, sia nazionali che locali, per rendersi conto dell’ampio risalto dato alle località premiate con la Bandiera.
Chiediamo perciò che la Giunta si attivi al più presto per porre in essere tutte quelle iniziative in materia ambientale (ad esempio: costruzione di un nuovo depuratore, ulteriore implementazione della raccolta differenziata, maggiore attenzione alla qualità delle acque di balneazione) finalizzate a soddisfare i parametri sulla base dei quali la Bandiera Blu viene assegnata. La bellezza di Sestri merita una politica diversa.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 12 MAGGIO 2010
Anche quest’anno niente Bandiera Blu per Sestri Levante, mentre sia i Comuni limitrofi (Moneglia e Lavagna) che un altro Comune del Tigullio (Chiavari) riescono ad ottenere il prestigioso riconoscimento assegnato dalla Foundation for Environmental Education (FEE). Evidentemente, ancora una volta, non sono risultati soddisfacenti i dati relativi ai parametri sulla base dei quali la Bandiera Blu viene assegnata: qualità delle acque, qualità della costa, servizi e misure di sicurezza, educazione ambientale.
In aggiunta a tali parametri, ricordiamo che l’assegnazione della Bandiera si fonda anche su un’approfondita analisi che prende in esame criteri di gestione sostenibile del territorio. Essi comprendono: certificazione ambientale, depurazione delle acque reflue, raccolta differenziata dei rifiuti, iniziative ambientali e turismo.
In forza di ciò, il mancato arrivo della Bandiera Blu a Sestri Levante da un lato rappresenta l’ennesima conferma dell’inconsistenza della politica ambientale portata avanti dall’Amministrazione Lavarello, dall’altro lato rischia purtroppo di determinare una situazione di oggettivo svantaggio per la Bimare per ciò che concerne il turismo, considerato che altri Comuni della costa tigullina hanno ricevuto il riconoscimento di qualità del FEE. Da quest’ultimo punto di vista, bastava guardare i telegiornali di ieri, sia nazionali che locali, per rendersi conto dell’ampio risalto dato alle località premiate con la Bandiera.
Chiediamo perciò che la Giunta si attivi al più presto per porre in essere tutte quelle iniziative in materia ambientale (ad esempio: costruzione di un nuovo depuratore, ulteriore implementazione della raccolta differenziata, maggiore attenzione alla qualità delle acque di balneazione) finalizzate a soddisfare i parametri sulla base dei quali la Bandiera Blu viene assegnata. La bellezza di Sestri merita una politica diversa.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
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martedì 11 maggio 2010
PISCINE COMUNALI DI SESTRI LEVANTE. LE PERPLESSITÀ DEL GRUPPO "PDL-LEGA"
CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DELL’11 MAGGIO 2010
L’atto di indirizzo con cui la maggioranza consiliare ha dato il via libera al passaggio di gestione delle piscine di Sestri Levante dal Circolo Nuoto Lucca alla società Mito/Julio - con annessa garanzia fideiussoria da parte del Comune non ancora quantificata ma che sicuramente si aggirerà attorno al milione di euro - rappresenta l’ennesimo capitolo di una vicenda che in questi anni ha fatto venire a galla tutto il pressapochismo amministrativo della Giunta Lavarello.
Il cambio di gestione, infatti, è dovuto a una sentenza del Tar del 2008, confermata dal Consiglio di Stato nel 2009, che ha accolto un ricorso presentato dalla società Mito/Julio e ha dichiarato illegittimo il modo in cui, nel 2006, la Giunta sestrese aveva assegnato al Circolo Nuoto Lucca la presa in carico degli impianti natatori. Tale assegnazione, infatti, aveva avuto luogo tramite procedura negoziata, senza pubblicazione di bando, dopo che l’Amministrazione aveva deciso di non aggiudicare la precedente gara d’appalto vinta dalla società Mito/Julio di Torino. Scriveva il Tar a questo proposito: “L’esito della gara (la prima gara d’appalto) appare perfettamente coerente con la disciplina della stessa come predisposta consapevolmente dall’Amministrazione”.
Quello che ha luogo oggi - cioè il cambio di gestione - è quindi frutto degli errori compiuti quattro anni fa dall’Amministrazione. Per questo il nostro gruppo ha votato contro l’atto di indirizzo presentato al Consiglio Comunale: perché ad assumersi la responsabilità politica di tale atto devono essere coloro che quattro anni fa hanno sbagliato.
Inoltre, rimangono in piedi le nostre forti perplessità in merito a tutta la “vicenda piscine”. In particolare riguardo a:
Se a tutto ciò si aggiunge l’ingiustificabile ritardo nella realizzazione del parco urbano che dovrebbe sorgere vicino all’area delle piscine, il quadro è completo. Nel marzo 2008 la Giunta Lavarello annunciava: l’avvio della realizzazione del parco “avverrà nei prossimi mesi”. Di mesi ne sono passati 25 e del parco non c’è traccia. Come si può dar credito politico, dunque, a un’Amministrazione pressappochista, confusionaria, che promette e non mantiene?
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DELL’11 MAGGIO 2010
L’atto di indirizzo con cui la maggioranza consiliare ha dato il via libera al passaggio di gestione delle piscine di Sestri Levante dal Circolo Nuoto Lucca alla società Mito/Julio - con annessa garanzia fideiussoria da parte del Comune non ancora quantificata ma che sicuramente si aggirerà attorno al milione di euro - rappresenta l’ennesimo capitolo di una vicenda che in questi anni ha fatto venire a galla tutto il pressapochismo amministrativo della Giunta Lavarello.
Il cambio di gestione, infatti, è dovuto a una sentenza del Tar del 2008, confermata dal Consiglio di Stato nel 2009, che ha accolto un ricorso presentato dalla società Mito/Julio e ha dichiarato illegittimo il modo in cui, nel 2006, la Giunta sestrese aveva assegnato al Circolo Nuoto Lucca la presa in carico degli impianti natatori. Tale assegnazione, infatti, aveva avuto luogo tramite procedura negoziata, senza pubblicazione di bando, dopo che l’Amministrazione aveva deciso di non aggiudicare la precedente gara d’appalto vinta dalla società Mito/Julio di Torino. Scriveva il Tar a questo proposito: “L’esito della gara (la prima gara d’appalto) appare perfettamente coerente con la disciplina della stessa come predisposta consapevolmente dall’Amministrazione”.
Quello che ha luogo oggi - cioè il cambio di gestione - è quindi frutto degli errori compiuti quattro anni fa dall’Amministrazione. Per questo il nostro gruppo ha votato contro l’atto di indirizzo presentato al Consiglio Comunale: perché ad assumersi la responsabilità politica di tale atto devono essere coloro che quattro anni fa hanno sbagliato.
Inoltre, rimangono in piedi le nostre forti perplessità in merito a tutta la “vicenda piscine”. In particolare riguardo a:
- la scelta di costruire un impianto coperto e non olimpionico (non utilizzabile per gare e manifestazioni ufficiali) ed uno olimpionico ma scoperto (utilizzabile solo per pochi mesi all’anno);
- la mancata copertura totale dei costi di costruzione con gli oneri di urbanizzazione derivanti dal piano ex Fit e la scelta di utilizzare a tal fine soldi pubblici;
- lo stato di incertezza nel quale ancora oggi versano i lavoratori che operano all’interno delle piscine;
- alcune bollette dell’acqua che avrebbero dovuto essere pagate dal Circolo Nuoto Lucca e che invece si trovano intestate al Comune, per un totale di 46 mila euro.
Se a tutto ciò si aggiunge l’ingiustificabile ritardo nella realizzazione del parco urbano che dovrebbe sorgere vicino all’area delle piscine, il quadro è completo. Nel marzo 2008 la Giunta Lavarello annunciava: l’avvio della realizzazione del parco “avverrà nei prossimi mesi”. Di mesi ne sono passati 25 e del parco non c’è traccia. Come si può dar credito politico, dunque, a un’Amministrazione pressappochista, confusionaria, che promette e non mantiene?
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
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venerdì 7 maggio 2010
giovedì 29 aprile 2010
IL BILANCIO 2010 DEL COMUNE DI SESTRI LEVANTE. LA GIUNTA LAVARELLO TIRA A CAMPARE
Intervento tenuto in occasione della seduta di Consiglio Comunale di Sestri Levante del 29 aprile 2010
Il Bilancio di Previsione che quest’oggi ci troviamo a discutere è, con tutta evidenza, un Bilancio deludente. Esso mostra in modo chiaro che la Giunta Lavarello “naviga a vista” e “non ha un progetto per la città”– per riprendere le parole usate qualche settimana fa dall’ormai ex consigliere comunale del Partito Democratico, Bruno Panteri, nel motivare le sue dimissioni. Che cosa emerge, infatti, analizzando il documento economico previsionale sottoposto alla nostra attenzione? Emerge una scelta amministrativa che potremmo definire, in poche parole, come la scelta del “tirare a campare”, del “galleggiare” e, per altri versi, del “vorrei, ma non posso”.
E’ emblematico, in tal senso, quanto è accaduto con il Piano delle Opere Pubbliche: un Piano che, secondo la Delibera di Giunta numero 187 del 30 ottobre 2009, avrebbe dovuto prevedere opere per un totale di 7.980.000 euro. Oggi, invece, quel Piano si riduce a un totale di euro 5.490.000. Due milioni e mezzo di euro in meno. Infatti troviamo, inserita nella Relazione Previsionale e Programmatica allegata al Bilancio, una nota in cui si spiega quanto segue: “A seguito di verifiche sulle attuali disponibilità finanziarie di Bilancio… ed ulteriori precisazioni tecniche… si rende necessaria una rivisitazione del suddetto programma”. Così, ad esempio, vengono sospese e, afferma la nota, “saranno poi inserite successivamente - speriamo, aggiungo io - in sede di quantificazione ed accertamento dell’Avanzo di Amministrazione 2009” le seguenti opere: secondo lotto della passerella sul porto; riqualificazione e difesa del litorale nella spiaggia di Ponente della zona di Sant’Anna; e ancora, realizzazione della nuova strada parco all’interno del Piano di riqualificazione delle aree ex FIT; manutenzione straordinaria dei cimiteri; e infine, asfaltatura delle strade comunali. Se a ciò si aggiunge che il terzo lotto della riqualificazione di Via Nazionale passa da 300 mila a 200 mila euro e che vengono stralciate dal Piano le opere di demolizione e messa in sicurezza della zona del Cantierino di Riva Trigoso in quanto dirottate nel progetto finanziato con fondi FAS per una parte e fatte rientrare nella competenza del Settore Urbanistica per un’altra parte, ecco che abbiamo la riduzione di 2 milioni e mezzo di euro.
Con un’incognita in più, sulla quale vorrei soffermarmi. L’incognita - chiamiamola così - è quella riguardante proprio il finanziamento FAS (Fondi per le Aree Sottoutilizzate) per il progetto di riqualificazione del fronte mare di Riva Trigoso. Come noto, il 21 aprile scorso il TAR della Liguria ha annullato la Delibera della Giunta Regionale numero 126 del 5 febbraio 2010, avente ad oggetto l’approvazione della graduatoria e la concessione di finanziamenti FAS per progetti integrati di riqualificazione urbana. In base alla citata Delibera, al Comune di Sestri Levante sarebbero dovuti giungere 4 milioni di euro.
All’indomani della decisione del Tribunale Amministrativo Regionale abbiamo letto sui quotidiani locali le dichiarazioni rassicuranti del Sindaco Lavarello, il quale ha affermato, tra le altre cose, che “il finanziamento non è messo in discussione”, poiché sarebbero solo difficoltà formali quelle derivanti dalla sentenza del TAR. In realtà, purtroppo, le cose non stanno così. E’ sufficiente leggere il testo della sentenza per rendersene conto: salta subito agli occhi, infatti, quanto scrive il Collegio giudicante spiegando le ragioni dell’annullamento della Delibera regionale, previa sospensione dell’efficacia della medesima. Il Tribunale osserva, in punta di diritto - e quindi da un punto di vista sostanziale e non meramente formale - che l’approvazione della graduatoria per l’assegnazione dei FAS non doveva essere di competenza dell’organo politico (cioè la Giunta regionale), bensì dell’apposita Commissione di valutazione, organo esclusivamente gestionale. “Oggi - cito dalla sentenza - costituisce principio cardine dell’azione dei pubblici poteri, quale diretta espressione dei canoni fissati dall’articolo 97 della Costituzione, quello della netta separazione funzionale tra l’attività di indirizzo e programmazione, riservata agli organi politici, e quella gestionale, riservata ai responsabili degli uffici e dei servizi”.
Ma, purtroppo, c’è di più. Perché il Tribunale Amministrativo lascia intendere che il problema sta a monte, e cioè nel Bando stesso per l’assegnazione dei FAS. E’ proprio il Bando, infatti, a prevedere, al punto 9.4, che - cito - “la Giunta regionale approva la graduatoria dei progetti ammissibili a finanziamento, e individua i progetti finanziati nell’ambito della dotazione finanziaria di 32 milioni di euro”. Se quindi, come pare leggendo il testo della sentenza, il nocciolo del problema sta nel Bando e non soltanto nella Delibera della Giunta regionale, è evidente che non basterà, non potrà bastare, come auspicato dal sindaco Lavarello, un semplice intervento dei dirigenti regionali per sanare la situazione. E’ probabile che la questione non possa essere risolta così facilmente. Tutto ciò potrebbe comportare l’allungamento dei tempi, il rischio di altri ricorsi e la possibilità di una diversa ripartizione dei fondi. Diciamolo chiaro: è davvero un “pasticciaccio brutto” quello compiuto dalla Giunta regionale, che mette a rischio il cospicuo finanziamento di un progetto che i cittadini rivani attendono ormai da molto tempo.
La sostanza della questione, su cui credo debba essere fatta un’attenta ponderazione da parte dell’Amministrazione comunale, è che ad oggi, dopo la sentenza del TAR, quei fondi, quei 4 milioni, non sono più nella disponibilità del Comune di Sestri Levante. Con due conseguenze di non poco conto: la prima è che il Piano delle Opere pubbliche si ridurrebbe così a 1 milione e 490 mila euro, di cui 1 milione di mutuo sempre inerente al progetto di riqualificazione del fronte mare di Riva Trigoso; la seconda - e più importante - conseguenza è che questa sera ci troviamo a votare un documento in cui vengono messi a bilancio 4 milioni di euro, cioè una parte rilevante del Bilancio stesso, che allo stato attuale non risultano più assegnati al nostro Comune. Se malauguratamente - ripeto: malauguratamente! - quei fondi non dovessero più rientrare nella disponibilità dell’Amministrazione, credo che si porrebbe un serio problema negli equilibri di Bilancio. Penso che, stanti così le cose, tutto si debba fare tranne che prendere sottogamba la questione. Per questo invito la Giunta e la maggioranza ad un’attenta riflessione su tutta la vicenda e sulle decisioni che l’Amministrazione dovrà adottare per non vedere andare in fumo il finanziamento FAS e tutto il progetto della riqualificazione del fronte mare di Riva.
Tornando al Piano delle Opere Pubbliche e al suo ridimensionamento rispetto alle previsioni originarie, alla fine dei conti risulta che, come stanziamenti di Bilancio per il Programma degli interventi per il 2010, vi sono soltanto, a livello di fondi comunali, 290 mila euro. Nella citata Delibera dell’ottobre 2009 erano 2 milioni e 980 mila euro.
E’ tutta in questi numeri la sostanza politica di un Bilancio che, come detto, rivela una Giunta che “naviga a vista” e che “vorrebbe ma non può”. L’ambizioso Piano del 2009 si è trasformato nel “pianino” del 2010, un “pianino” da “minimo sindacale”: la montagna ha partorito il topolino. Dai sogni alla realtà. E la realtà è che questa Amministrazione procede a tentoni proprio nel momento in cui la città avrebbe bisogno di una Giunta all’altezza della situazione, all’altezza delle enormi possibilità di sviluppo di Sestri, all’altezza delle aspettative dei cittadini.
Ci saremmo aspettati un Bilancio diverso. Lo dico alla luce di due elementi che avrebbero lasciato presagire una disponibilità finanziaria maggiore per il 2010 e una conseguente coraggiosa politica di investimenti e di sviluppo. Primo elemento: le risorse ottenute dalla deprecabilissima stangata fiscale dello scorso anno, con l’aumento della Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani, con l’introduzione del Canone per l’Occupazione del Suolo Pubblico in sostituzione dell’omonima Tassa, con il rincaro generalizzato delle tariffe, con l’innalzamento dei costi per il rilascio dei tesserini Ztl e via tassando. Evidentemente quanto raccolto col salasso fiscale è servito soltanto per coprire i costi del già citato “minimo sindacale”, della minima ordinaria amministrazione, e talora, purtroppo, neppure di quella. Invece che mettere in atto una robusta razionalizzazione delle spese per liberare risorse utili allo sviluppo, avevate pensato che per questo fine fosse sufficiente la solita vostra politica: la politica dell’aumento delle tasse, delle imposte, delle tariffe. Il Bilancio 2010 è la prova provata che questa politica non produce mai gli effetti sperati, quando non produce effetti contrari. Certo, quest’anno vi siete limitati ad “aggiornare” soltanto la tariffa per il rilascio dei permessi di costruire lasciando invariate le altre tasse ed imposte. E avremmo voluto vedere, dopo la stangata dello scorso anno! A tutto c’è un limite, per fortuna, anche se temiamo che dall’anno prossimo possano riprendere gli aumenti. Ad esempio quello della TARSU: quest’anno, infatti, nonostante il rincaro del 2009, la copertura del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti è scesa dal 92% all’84%. E’ dunque prevedibile che l’anno prossimo, come si suol dire, saranno nuovamente dolori…
Il secondo elemento che ci faceva sperare in un Bilancio diverso per il 2010 è la totale copertura finanziaria garantita dal Governo per il mancato introito derivante dalla lodevole abolizione dell’ICI sulla prima casa. Abbiamo ancora tutti vivo il ricordo dell’Assessore Ceselli che l’anno scorso parlava di “furto”, “scippo” e “rapina” da parte dell’Esecutivo. Bene, informo i Consiglieri che, a fronte del milione e 500 mila euro messi a bilancio nel 2009 per il rimborso ICI, il Governo ne ha fatti arrivare al Comune di Sestri Levante 1 milione e 600 mila, la stessa cifra che sarà versata anche quest’anno, come risulta dal sito del ministero dell’Interno dedicato alla Finanza Locale. Non vi è stato dunque alcun “furto”, alcuno “scippo”, alcuna “rapina”. Anzi, come avevo annunciato già in miei precedenti interventi, il Governo ha garantito ai Comuni le somme che doveva garantire.
Insomma - e concludo - non ci sono davvero più alibi attraverso i quali scaricare su altri le responsabilità di un Bilancio che non riesce a garantire alla città quello slancio, quello spirito positivo, quelle risorse necessarie per mettere pienamente a frutto le sue molteplici eccellenze o per far emergere i suoi talenti ancora inespressi. Il Bilancio 2010 è lo specchio di una Giunta che, andreottianamente, tira a campare, visto che, come diceva l’ex leader della Dc, in politica - come nella vita - “è meglio tirare a campare che tirare le cuoia”. Ma a pagare il prezzo salato di questo immobilismo, di questa mancanza di slancio innovatore, di questa assenza di una visione complessiva sul futuro del nostro territorio, è ancora una volta la città nel suo complesso, che meriterebbe ben altra Amministrazione. Sono anni, ormai, che auspichiamo un cambio di rotta, uno scatto di reni, un sussulto all’insegna dell’alta politica. Dobbiamo prendere atto, anche questa volta, che le nostre speranze sono andate, purtroppo, deluse.
Gianteo Bordero
Capogruppo consiliare "Il Popolo della Libertà - Lega Nord", Sestri Levante
Il Bilancio di Previsione che quest’oggi ci troviamo a discutere è, con tutta evidenza, un Bilancio deludente. Esso mostra in modo chiaro che la Giunta Lavarello “naviga a vista” e “non ha un progetto per la città”– per riprendere le parole usate qualche settimana fa dall’ormai ex consigliere comunale del Partito Democratico, Bruno Panteri, nel motivare le sue dimissioni. Che cosa emerge, infatti, analizzando il documento economico previsionale sottoposto alla nostra attenzione? Emerge una scelta amministrativa che potremmo definire, in poche parole, come la scelta del “tirare a campare”, del “galleggiare” e, per altri versi, del “vorrei, ma non posso”.
E’ emblematico, in tal senso, quanto è accaduto con il Piano delle Opere Pubbliche: un Piano che, secondo la Delibera di Giunta numero 187 del 30 ottobre 2009, avrebbe dovuto prevedere opere per un totale di 7.980.000 euro. Oggi, invece, quel Piano si riduce a un totale di euro 5.490.000. Due milioni e mezzo di euro in meno. Infatti troviamo, inserita nella Relazione Previsionale e Programmatica allegata al Bilancio, una nota in cui si spiega quanto segue: “A seguito di verifiche sulle attuali disponibilità finanziarie di Bilancio… ed ulteriori precisazioni tecniche… si rende necessaria una rivisitazione del suddetto programma”. Così, ad esempio, vengono sospese e, afferma la nota, “saranno poi inserite successivamente - speriamo, aggiungo io - in sede di quantificazione ed accertamento dell’Avanzo di Amministrazione 2009” le seguenti opere: secondo lotto della passerella sul porto; riqualificazione e difesa del litorale nella spiaggia di Ponente della zona di Sant’Anna; e ancora, realizzazione della nuova strada parco all’interno del Piano di riqualificazione delle aree ex FIT; manutenzione straordinaria dei cimiteri; e infine, asfaltatura delle strade comunali. Se a ciò si aggiunge che il terzo lotto della riqualificazione di Via Nazionale passa da 300 mila a 200 mila euro e che vengono stralciate dal Piano le opere di demolizione e messa in sicurezza della zona del Cantierino di Riva Trigoso in quanto dirottate nel progetto finanziato con fondi FAS per una parte e fatte rientrare nella competenza del Settore Urbanistica per un’altra parte, ecco che abbiamo la riduzione di 2 milioni e mezzo di euro.
Con un’incognita in più, sulla quale vorrei soffermarmi. L’incognita - chiamiamola così - è quella riguardante proprio il finanziamento FAS (Fondi per le Aree Sottoutilizzate) per il progetto di riqualificazione del fronte mare di Riva Trigoso. Come noto, il 21 aprile scorso il TAR della Liguria ha annullato la Delibera della Giunta Regionale numero 126 del 5 febbraio 2010, avente ad oggetto l’approvazione della graduatoria e la concessione di finanziamenti FAS per progetti integrati di riqualificazione urbana. In base alla citata Delibera, al Comune di Sestri Levante sarebbero dovuti giungere 4 milioni di euro.
All’indomani della decisione del Tribunale Amministrativo Regionale abbiamo letto sui quotidiani locali le dichiarazioni rassicuranti del Sindaco Lavarello, il quale ha affermato, tra le altre cose, che “il finanziamento non è messo in discussione”, poiché sarebbero solo difficoltà formali quelle derivanti dalla sentenza del TAR. In realtà, purtroppo, le cose non stanno così. E’ sufficiente leggere il testo della sentenza per rendersene conto: salta subito agli occhi, infatti, quanto scrive il Collegio giudicante spiegando le ragioni dell’annullamento della Delibera regionale, previa sospensione dell’efficacia della medesima. Il Tribunale osserva, in punta di diritto - e quindi da un punto di vista sostanziale e non meramente formale - che l’approvazione della graduatoria per l’assegnazione dei FAS non doveva essere di competenza dell’organo politico (cioè la Giunta regionale), bensì dell’apposita Commissione di valutazione, organo esclusivamente gestionale. “Oggi - cito dalla sentenza - costituisce principio cardine dell’azione dei pubblici poteri, quale diretta espressione dei canoni fissati dall’articolo 97 della Costituzione, quello della netta separazione funzionale tra l’attività di indirizzo e programmazione, riservata agli organi politici, e quella gestionale, riservata ai responsabili degli uffici e dei servizi”.
Ma, purtroppo, c’è di più. Perché il Tribunale Amministrativo lascia intendere che il problema sta a monte, e cioè nel Bando stesso per l’assegnazione dei FAS. E’ proprio il Bando, infatti, a prevedere, al punto 9.4, che - cito - “la Giunta regionale approva la graduatoria dei progetti ammissibili a finanziamento, e individua i progetti finanziati nell’ambito della dotazione finanziaria di 32 milioni di euro”. Se quindi, come pare leggendo il testo della sentenza, il nocciolo del problema sta nel Bando e non soltanto nella Delibera della Giunta regionale, è evidente che non basterà, non potrà bastare, come auspicato dal sindaco Lavarello, un semplice intervento dei dirigenti regionali per sanare la situazione. E’ probabile che la questione non possa essere risolta così facilmente. Tutto ciò potrebbe comportare l’allungamento dei tempi, il rischio di altri ricorsi e la possibilità di una diversa ripartizione dei fondi. Diciamolo chiaro: è davvero un “pasticciaccio brutto” quello compiuto dalla Giunta regionale, che mette a rischio il cospicuo finanziamento di un progetto che i cittadini rivani attendono ormai da molto tempo.
La sostanza della questione, su cui credo debba essere fatta un’attenta ponderazione da parte dell’Amministrazione comunale, è che ad oggi, dopo la sentenza del TAR, quei fondi, quei 4 milioni, non sono più nella disponibilità del Comune di Sestri Levante. Con due conseguenze di non poco conto: la prima è che il Piano delle Opere pubbliche si ridurrebbe così a 1 milione e 490 mila euro, di cui 1 milione di mutuo sempre inerente al progetto di riqualificazione del fronte mare di Riva Trigoso; la seconda - e più importante - conseguenza è che questa sera ci troviamo a votare un documento in cui vengono messi a bilancio 4 milioni di euro, cioè una parte rilevante del Bilancio stesso, che allo stato attuale non risultano più assegnati al nostro Comune. Se malauguratamente - ripeto: malauguratamente! - quei fondi non dovessero più rientrare nella disponibilità dell’Amministrazione, credo che si porrebbe un serio problema negli equilibri di Bilancio. Penso che, stanti così le cose, tutto si debba fare tranne che prendere sottogamba la questione. Per questo invito la Giunta e la maggioranza ad un’attenta riflessione su tutta la vicenda e sulle decisioni che l’Amministrazione dovrà adottare per non vedere andare in fumo il finanziamento FAS e tutto il progetto della riqualificazione del fronte mare di Riva.
Tornando al Piano delle Opere Pubbliche e al suo ridimensionamento rispetto alle previsioni originarie, alla fine dei conti risulta che, come stanziamenti di Bilancio per il Programma degli interventi per il 2010, vi sono soltanto, a livello di fondi comunali, 290 mila euro. Nella citata Delibera dell’ottobre 2009 erano 2 milioni e 980 mila euro.
E’ tutta in questi numeri la sostanza politica di un Bilancio che, come detto, rivela una Giunta che “naviga a vista” e che “vorrebbe ma non può”. L’ambizioso Piano del 2009 si è trasformato nel “pianino” del 2010, un “pianino” da “minimo sindacale”: la montagna ha partorito il topolino. Dai sogni alla realtà. E la realtà è che questa Amministrazione procede a tentoni proprio nel momento in cui la città avrebbe bisogno di una Giunta all’altezza della situazione, all’altezza delle enormi possibilità di sviluppo di Sestri, all’altezza delle aspettative dei cittadini.
Ci saremmo aspettati un Bilancio diverso. Lo dico alla luce di due elementi che avrebbero lasciato presagire una disponibilità finanziaria maggiore per il 2010 e una conseguente coraggiosa politica di investimenti e di sviluppo. Primo elemento: le risorse ottenute dalla deprecabilissima stangata fiscale dello scorso anno, con l’aumento della Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani, con l’introduzione del Canone per l’Occupazione del Suolo Pubblico in sostituzione dell’omonima Tassa, con il rincaro generalizzato delle tariffe, con l’innalzamento dei costi per il rilascio dei tesserini Ztl e via tassando. Evidentemente quanto raccolto col salasso fiscale è servito soltanto per coprire i costi del già citato “minimo sindacale”, della minima ordinaria amministrazione, e talora, purtroppo, neppure di quella. Invece che mettere in atto una robusta razionalizzazione delle spese per liberare risorse utili allo sviluppo, avevate pensato che per questo fine fosse sufficiente la solita vostra politica: la politica dell’aumento delle tasse, delle imposte, delle tariffe. Il Bilancio 2010 è la prova provata che questa politica non produce mai gli effetti sperati, quando non produce effetti contrari. Certo, quest’anno vi siete limitati ad “aggiornare” soltanto la tariffa per il rilascio dei permessi di costruire lasciando invariate le altre tasse ed imposte. E avremmo voluto vedere, dopo la stangata dello scorso anno! A tutto c’è un limite, per fortuna, anche se temiamo che dall’anno prossimo possano riprendere gli aumenti. Ad esempio quello della TARSU: quest’anno, infatti, nonostante il rincaro del 2009, la copertura del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti è scesa dal 92% all’84%. E’ dunque prevedibile che l’anno prossimo, come si suol dire, saranno nuovamente dolori…
Il secondo elemento che ci faceva sperare in un Bilancio diverso per il 2010 è la totale copertura finanziaria garantita dal Governo per il mancato introito derivante dalla lodevole abolizione dell’ICI sulla prima casa. Abbiamo ancora tutti vivo il ricordo dell’Assessore Ceselli che l’anno scorso parlava di “furto”, “scippo” e “rapina” da parte dell’Esecutivo. Bene, informo i Consiglieri che, a fronte del milione e 500 mila euro messi a bilancio nel 2009 per il rimborso ICI, il Governo ne ha fatti arrivare al Comune di Sestri Levante 1 milione e 600 mila, la stessa cifra che sarà versata anche quest’anno, come risulta dal sito del ministero dell’Interno dedicato alla Finanza Locale. Non vi è stato dunque alcun “furto”, alcuno “scippo”, alcuna “rapina”. Anzi, come avevo annunciato già in miei precedenti interventi, il Governo ha garantito ai Comuni le somme che doveva garantire.
Insomma - e concludo - non ci sono davvero più alibi attraverso i quali scaricare su altri le responsabilità di un Bilancio che non riesce a garantire alla città quello slancio, quello spirito positivo, quelle risorse necessarie per mettere pienamente a frutto le sue molteplici eccellenze o per far emergere i suoi talenti ancora inespressi. Il Bilancio 2010 è lo specchio di una Giunta che, andreottianamente, tira a campare, visto che, come diceva l’ex leader della Dc, in politica - come nella vita - “è meglio tirare a campare che tirare le cuoia”. Ma a pagare il prezzo salato di questo immobilismo, di questa mancanza di slancio innovatore, di questa assenza di una visione complessiva sul futuro del nostro territorio, è ancora una volta la città nel suo complesso, che meriterebbe ben altra Amministrazione. Sono anni, ormai, che auspichiamo un cambio di rotta, uno scatto di reni, un sussulto all’insegna dell’alta politica. Dobbiamo prendere atto, anche questa volta, che le nostre speranze sono andate, purtroppo, deluse.
Gianteo Bordero
Capogruppo consiliare "Il Popolo della Libertà - Lega Nord", Sestri Levante
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mercoledì 28 aprile 2010
FONDI FAS. Il PRESSAPOCHISMO DELLA REGIONE LIGURIA METTE A RISCHIO I FINANZIAMENTI PER IL NUOVO FRONTE MARE DI RIVA TRIGOSO
CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 28 APRILE 2010
Come hanno osservato in una nota i consiglieri regionali del Pdl Roberto Bagnasco, Raffaella Della Bianca, Gino Garibaldi, Franco Rocca e Matteo Rosso, la sentenza con cui il 21 aprile il TAR ha annullato la delibera della Regione Liguria che assegnava quattro milioni di euro di fondi FAS - tra gli altri - al Comune di Sestri Levante mette a nudo “la superficialità e il pressapochismo” della Giunta Burlando. A causa di questa superficialità e di questo pressapochismo cade ora nell’incertezza - checché ne dica il sindaco Lavarello - il progetto per il quale il Comune di Sestri aveva chiesto di poter accedere ai FAS, e cioè la riqualificazione del fronte mare di Riva Trigoso, da molto tempo attesa dai cittadini.
Leggendo infatti la sentenza del TAR, salta subito agli occhi quanto scrive il Collegio giudicante spiegando le ragioni dell’annullamento (previa sospensione dell’efficacia) della delibera ragionale. Il Tribunale osserva, in punta di diritto, che l’approvazione della graduatoria per l’assegnazione dei FAS non doveva essere di competenza dell’organo politico (cioè la Giunta), bensì dell’apposita Commissione di valutazione, organo esclusivamente gestionale. “Oggi - ricorda il TAR - costituisce principio cardine dell’azione dei pubblici poteri, quale diretta espressione dei canoni fissati dall’articolo 97 della Costituzione, quello della netta separazione funzionale tra l’attività di indirizzo e programmazione, riservata agli organi politici, e quella gestionale, riservata ai responsabili degli uffici e dei servizi”. E’ davvero una bella tirata d’orecchie alla Giunta regionale.
Ma, purtroppo, c’è di più. Perché il Tribunale Amministrativo spiega che il problema sta a monte, e cioè nel Bando stesso per l’assegnazione dei FAS. E’ proprio il Bando, infatti, a prevedere, al punto 9.4, che “la Giunta regionale approva la graduatoria dei progetti ammissibili a finanziamento, e individua i progetti finanziati nell’ambito della dotazione finanziaria di 32 milioni di euro”. Tutto questo lascia supporre che non basterà, come auspicato dal sindaco Lavarello, un semplice intervento dei dirigenti regionali per sanare la situazione: se, come scrive il TAR, il nocciolo del problema sta nel Bando, è probabile che la questione non possa essere risolta così facilmente. Ciò comporterà allungamento dei tempi, il rischio di altri ricorsi e la possibilità di una diversa ripartizione dei fondi. E’ davvero un “pasticciaccio brutto”, che nessuno può liquidare come un mero “errore di forma”. Perché - ricordiamolo - spesso in democrazia la forma è sostanza.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 28 APRILE 2010
Come hanno osservato in una nota i consiglieri regionali del Pdl Roberto Bagnasco, Raffaella Della Bianca, Gino Garibaldi, Franco Rocca e Matteo Rosso, la sentenza con cui il 21 aprile il TAR ha annullato la delibera della Regione Liguria che assegnava quattro milioni di euro di fondi FAS - tra gli altri - al Comune di Sestri Levante mette a nudo “la superficialità e il pressapochismo” della Giunta Burlando. A causa di questa superficialità e di questo pressapochismo cade ora nell’incertezza - checché ne dica il sindaco Lavarello - il progetto per il quale il Comune di Sestri aveva chiesto di poter accedere ai FAS, e cioè la riqualificazione del fronte mare di Riva Trigoso, da molto tempo attesa dai cittadini.
Leggendo infatti la sentenza del TAR, salta subito agli occhi quanto scrive il Collegio giudicante spiegando le ragioni dell’annullamento (previa sospensione dell’efficacia) della delibera ragionale. Il Tribunale osserva, in punta di diritto, che l’approvazione della graduatoria per l’assegnazione dei FAS non doveva essere di competenza dell’organo politico (cioè la Giunta), bensì dell’apposita Commissione di valutazione, organo esclusivamente gestionale. “Oggi - ricorda il TAR - costituisce principio cardine dell’azione dei pubblici poteri, quale diretta espressione dei canoni fissati dall’articolo 97 della Costituzione, quello della netta separazione funzionale tra l’attività di indirizzo e programmazione, riservata agli organi politici, e quella gestionale, riservata ai responsabili degli uffici e dei servizi”. E’ davvero una bella tirata d’orecchie alla Giunta regionale.
Ma, purtroppo, c’è di più. Perché il Tribunale Amministrativo spiega che il problema sta a monte, e cioè nel Bando stesso per l’assegnazione dei FAS. E’ proprio il Bando, infatti, a prevedere, al punto 9.4, che “la Giunta regionale approva la graduatoria dei progetti ammissibili a finanziamento, e individua i progetti finanziati nell’ambito della dotazione finanziaria di 32 milioni di euro”. Tutto questo lascia supporre che non basterà, come auspicato dal sindaco Lavarello, un semplice intervento dei dirigenti regionali per sanare la situazione: se, come scrive il TAR, il nocciolo del problema sta nel Bando, è probabile che la questione non possa essere risolta così facilmente. Ciò comporterà allungamento dei tempi, il rischio di altri ricorsi e la possibilità di una diversa ripartizione dei fondi. E’ davvero un “pasticciaccio brutto”, che nessuno può liquidare come un mero “errore di forma”. Perché - ricordiamolo - spesso in democrazia la forma è sostanza.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
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lunedì 1 febbraio 2010
SESTRI LEVANTE. MOZIONE DEL CENTRODESTRA PER DIFENDERE I POSTI DI LAVORO NELLE PISCINE COMUNALI
CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
1 febbraio 2010
All’attenzione del
Presidente del Consiglio Comunale
OGGETTO: MOZIONE
I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI COMUNALI
Gianteo BORDERO, Marco CONTI, Giancarlo STAGNARO
CHIEDONO
Che venga inserita all’Ordine del Giorno della prossima seduta di Consiglio Comunale la seguente mozione:
“LE PISCINE COMUNALI E LA DIFESA DEI POSTI DI LAVORO”
E PROPONGONO
Di sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale il seguente ordine del giorno:
IL CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE
A porre in essere, in accordo con tutte le altre realtà interessate, le procedure adeguate ed opportune per risolvere questa situazione, al fine di salvaguardare il posto di lavoro di tutti coloro che prestano servizio nelle piscine comunali.
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
1 febbraio 2010
All’attenzione del
Presidente del Consiglio Comunale
OGGETTO: MOZIONE
I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI COMUNALI
Gianteo BORDERO, Marco CONTI, Giancarlo STAGNARO
CHIEDONO
Che venga inserita all’Ordine del Giorno della prossima seduta di Consiglio Comunale la seguente mozione:
“LE PISCINE COMUNALI E LA DIFESA DEI POSTI DI LAVORO”
E PROPONGONO
Di sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale il seguente ordine del giorno:
IL CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
- APPRESA dalle organizzazioni sindacali e dagli organi di stampa la situazione in cui si sono venuti a trovare i lavoratori delle piscine comunali di Sestri Levante costruite nelle aree ex Fit;
- VISTO l’annullamento, da parte del Consiglio di Stato, della gara d’appalto per la gestione degli impianti natatori, che interrompe di fatto la concessione ventennale sottoscritta dal Comune di Sestri Levante con il Circolo Nuoto Lucca;
- CONSIDERATO che la stragrande maggioranza dei lavoratori delle piscine è priva di contratto e viene retribuita soltanto attraverso rimborsi spese;
- CONSIDERATO CHE nel passaggio alla nuova gestione potrebbe essere messo a rischio il posto di lavoro di coloro che non sono contrattualizzati;
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE
A porre in essere, in accordo con tutte le altre realtà interessate, le procedure adeguate ed opportune per risolvere questa situazione, al fine di salvaguardare il posto di lavoro di tutti coloro che prestano servizio nelle piscine comunali.
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mercoledì 20 gennaio 2010
SESTRI LEVANTE. IL SILENZIO DELLA SINISTRA SULLA SORTE DEI LAVORATORI DELLE PISCINE
CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 20 GENNAIO 2010
Torniamo a chiedere all’Amministrazione comunale di Sestri Levante di attivarsi immediatamente per cercare una soluzione al non più tollerabile stato di incertezza nel quale versano i lavoratori delle piscine comunali. E’ incredibile che una Giunta di centrosinistra, che a parole si dice paladina dei lavoratori, in concreto tolleri la presenza, sul territorio comunale, di situazioni come quella che purtroppo si sta da tempo verificando negli impianti natatori sestresi.
Ci riconosciamo nei rilievi critici che sono stati mossi dal segretario territoriale della Cisl, Tiziano Roncone, a proposito della mancata contrattualizzazione di coloro che prestano servizio nelle piscine, così come non possiamo non deplorare, dopo quanto emerso sulla stampa locale nei giorni scorsi, il trattamento sbrigativo riservato ad alcuni di loro. Per questo presenteremo quest’oggi una mozione, da discutere in Consiglio Comunale, nella quale sollecitiamo l’Amministrazione a fare tutto ciò che è nelle sue facoltà e nei suoi poteri per sanare una situazione divenuta ormai insostenibile.
Accanto a ciò, continua a diventare sempre più evidente come tutto il “progetto piscine” sia nato male (a partire dalla scelta di costruire due impianti, di cui quello coperto non idoneo per gare e competizioni ufficiali di nuoto e pallanuoto) e rischi purtroppo di finire peggio (con i lavoratori già prima non “contrattualizzati” e oggi in balia degli eventi legati all’annullamento della gara d’appalto e al passaggio di gestione dal Circolo Nuoto Lucca alla società Mito).
Ricordiamo alla smemorata maggioranza che amministra la città che le piscine sorgono su un’area teatro di tante battaglie da parte dei lavoratori. Sarebbe scandaloso che chi allora metteva in atto clamorose forme di protesta per difendere la fabbrica e gli operai oggi non muovesse un dito per i lavoratori delle piscine. Ma, come è noto, quando si parla al centrosinistra sestrese di aree ex Fit si tocca un nervo scoperto, perché una zona della città che poteva essere rilanciata come volano per lo sviluppo è stata invece destinata a esclusivo spazio di proliferazione di seconde case. E tutti sanno chi porta la responsabilità politica di quella scelta sciagurata.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 20 GENNAIO 2010
Torniamo a chiedere all’Amministrazione comunale di Sestri Levante di attivarsi immediatamente per cercare una soluzione al non più tollerabile stato di incertezza nel quale versano i lavoratori delle piscine comunali. E’ incredibile che una Giunta di centrosinistra, che a parole si dice paladina dei lavoratori, in concreto tolleri la presenza, sul territorio comunale, di situazioni come quella che purtroppo si sta da tempo verificando negli impianti natatori sestresi.
Ci riconosciamo nei rilievi critici che sono stati mossi dal segretario territoriale della Cisl, Tiziano Roncone, a proposito della mancata contrattualizzazione di coloro che prestano servizio nelle piscine, così come non possiamo non deplorare, dopo quanto emerso sulla stampa locale nei giorni scorsi, il trattamento sbrigativo riservato ad alcuni di loro. Per questo presenteremo quest’oggi una mozione, da discutere in Consiglio Comunale, nella quale sollecitiamo l’Amministrazione a fare tutto ciò che è nelle sue facoltà e nei suoi poteri per sanare una situazione divenuta ormai insostenibile.
Accanto a ciò, continua a diventare sempre più evidente come tutto il “progetto piscine” sia nato male (a partire dalla scelta di costruire due impianti, di cui quello coperto non idoneo per gare e competizioni ufficiali di nuoto e pallanuoto) e rischi purtroppo di finire peggio (con i lavoratori già prima non “contrattualizzati” e oggi in balia degli eventi legati all’annullamento della gara d’appalto e al passaggio di gestione dal Circolo Nuoto Lucca alla società Mito).
Ricordiamo alla smemorata maggioranza che amministra la città che le piscine sorgono su un’area teatro di tante battaglie da parte dei lavoratori. Sarebbe scandaloso che chi allora metteva in atto clamorose forme di protesta per difendere la fabbrica e gli operai oggi non muovesse un dito per i lavoratori delle piscine. Ma, come è noto, quando si parla al centrosinistra sestrese di aree ex Fit si tocca un nervo scoperto, perché una zona della città che poteva essere rilanciata come volano per lo sviluppo è stata invece destinata a esclusivo spazio di proliferazione di seconde case. E tutti sanno chi porta la responsabilità politica di quella scelta sciagurata.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
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mercoledì 30 dicembre 2009
SESTRI LEVANTE. IL CENTRODESTRA ATTACCA LA GIUNTA LAVARELLO PER LE SCELTE AMMINISTRATIVE DEL 2009
CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 30 DICEMBRE 2009
Il bilancio dell’attività amministrativa della Giunta Lavarello per l’anno 2009 è a dir poco negativo. Alla debolezza politica dell’Amministrazione, testimoniata dal recente “rimpasto” di Giunta che ha riguardato importanti deleghe come quelle all’Ambiente, al Personale e al Turismo, si aggiunge la preoccupante mancanza di una strategia di sviluppo della città. Per dimostrare tutto ciò abbiamo focalizzato la nostra attenzione su cinque importanti capitoli dell’attività amministrativa: politica fiscale, ambiente, politica urbanistica, opere pubbliche, politica per le frazioni.
POLITICA FISCALE: TASSE, TASSE E ANCORA TASSE
A Sestri Levante il 2009 è stato, purtroppo, l’anno della stangata fiscale. Il bilancio di previsione, approvato il 30 marzo, ha fatto piovere sui cittadini una serie impressionante di aumenti di tasse e tariffe. L’Amministrazione Lavarello ha scelto di andare a mettere le mani nelle tasche dei sestresi invece che procedere ad un ripensamento complessivo della gestione della macchina comunale, tale da garantire una vera economicità della stessa e, al medesimo tempo, una vera efficienza amministrativa. Sono stati varati aumenti esponenziali della Tassa per lo smaltimento dei rifiuti (TARSU), del Canone per l’occupazione di suolo pubblico (COSAP), delle tariffe per il rilascio dei contrassegni auto per le ZTL e ZSL, delle tariffe per le concessioni cimiteriali e di quelle per i servizi pubblici a domanda individuale.
AMBIENTE: DI MALE IN PEGGIO
Anche quest’anno Sestri Levante (a differenza dei Comuni limitrofi di Lavagna e Moneglia) non ha ottenuto l’importante e prestigioso riconoscimento della Bandiera Blu, assegnato dalla Foundation for Environmental Education sulla base della valutazione, tra le altre cose, della qualità delle acque di balneazione, dell’efficienza della depurazione, del livello di raccolta differenziata dei rifiuti.
A luglio, in piena stagione balneare, l’ARPAL (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure) ha riscontrato nella Baia delle Favole un inquinamento delle acque marine, probabilmente dovuto ad uno sversamento di fogna in un canale delle acque bianche. L’Amministrazione ha perciò dovuto emanare un divieto di balneazione che si è protratto per quasi due settimane, fino a quando le analisi dell’ARPAL non hanno certificato il ritorno alla normalità.
Ad agosto, poi, sono stati diffusi i dati regionali riguardanti la raccolta differenziata dei rifiuti nei Comuni liguri. Sestri si è aggiudicata la maglia nera, risultando tra i pochissimi Comuni che, invece che implementare la differenziata nell’ultimo anno, l’hanno ridotta, passando dal 25,3% al 24,3%.
Infine, negli ultimi giorni di agosto, sia nel torrente Gromolo che nel torrente Petronio si è verificato un inquinamento delle acque dovuto a sversamento di fogna. Episodi che hanno confermato i nostri timori circa la scarsa tenuta del sistema fognario.
POLITICA URBANISTICA. VEDI ALLA VOCE “SECONDA CASA”
Continuano a crescere come funghi, sul territorio comunale, le seconde case. Basta osservare quanto sta accadendo nelle aree ex Fit per rendersene conto. Tutto questo mentre restano al palo i progetti di edilizia convenzionata, che dovrebbero garantire la prima casa a giovani residenti a Sestri Levante. Il condizionale è d’obbligo poiché, a quanto ci consta, i prezzi di tali abitazioni si aggirano su cifre di poco inferiori a quelle di mercato. Da informazioni che abbiamo ricevuto, parrebbe che alcuni giovani che si erano iscritti alle cooperative che gestiranno la costruzione di queste case abbiano deciso, venuti a conoscenza dei prezzi, di tirarsene fuori.
GRANDI OPERE? GRANDI RITARDI… E IL CITTADINO PAGA
Mentre l’Amministrazione Lavarello trascura non di rado l’ordinaria manutenzione delle strade e dei marciapiedi, e non è in grado di garantire quel decoro urbano che una città come Sestri Levante meriterebbe, le cosiddette “grandi opere” con cui la Giunta vorrebbe farsi bella di fronte ai sestresi registrano molto spesso ritardi nell’esecuzione: i cantieri protraggono i loro lavori ben oltre quanto stabilito e ciò porta ad un aggravio di costi per il contribuente. Basti pensare al nuovo cinema Conchiglia e alla copertura del nuovo posteggio di Sant’Anna. Come se non bastasse, opere di recente realizzazione già necessitano di manutenzione straordinaria dovuta a crepe nelle strutture o problemi di altro genere. Anche qui, il cittadino paga… due volte.
PER LE FRAZIONI QUINTALI DI PROPAGANDA
Sulle frazioni tanto fumo negli occhi per propagandare il niente. I 200 mila euro stanziati, e presentati con toni trionfalistici dall’assessore Ceselli, non sono una cifra straordinaria, ma solo il minimo indispensabile per effettuare interventi di ordinaria manutenzione. Una cifra, quindi, che normalmente dovrebbe essere già a bilancio. La verità è che dal ’94 ad oggi è mancato un serio e organico piano di investimenti per poter intervenire radicalmente per risolvere le problematiche delle frazioni. Si continua ad andare avanti solo con dei rattoppi. Recentemente, con un sopralluogo a San Bernardo e Costa Rossa, abbiamo raccolto testimonianze fotografiche che denunciano il “non fatto”.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 30 DICEMBRE 2009
Il bilancio dell’attività amministrativa della Giunta Lavarello per l’anno 2009 è a dir poco negativo. Alla debolezza politica dell’Amministrazione, testimoniata dal recente “rimpasto” di Giunta che ha riguardato importanti deleghe come quelle all’Ambiente, al Personale e al Turismo, si aggiunge la preoccupante mancanza di una strategia di sviluppo della città. Per dimostrare tutto ciò abbiamo focalizzato la nostra attenzione su cinque importanti capitoli dell’attività amministrativa: politica fiscale, ambiente, politica urbanistica, opere pubbliche, politica per le frazioni.
POLITICA FISCALE: TASSE, TASSE E ANCORA TASSE
A Sestri Levante il 2009 è stato, purtroppo, l’anno della stangata fiscale. Il bilancio di previsione, approvato il 30 marzo, ha fatto piovere sui cittadini una serie impressionante di aumenti di tasse e tariffe. L’Amministrazione Lavarello ha scelto di andare a mettere le mani nelle tasche dei sestresi invece che procedere ad un ripensamento complessivo della gestione della macchina comunale, tale da garantire una vera economicità della stessa e, al medesimo tempo, una vera efficienza amministrativa. Sono stati varati aumenti esponenziali della Tassa per lo smaltimento dei rifiuti (TARSU), del Canone per l’occupazione di suolo pubblico (COSAP), delle tariffe per il rilascio dei contrassegni auto per le ZTL e ZSL, delle tariffe per le concessioni cimiteriali e di quelle per i servizi pubblici a domanda individuale.
AMBIENTE: DI MALE IN PEGGIO
Anche quest’anno Sestri Levante (a differenza dei Comuni limitrofi di Lavagna e Moneglia) non ha ottenuto l’importante e prestigioso riconoscimento della Bandiera Blu, assegnato dalla Foundation for Environmental Education sulla base della valutazione, tra le altre cose, della qualità delle acque di balneazione, dell’efficienza della depurazione, del livello di raccolta differenziata dei rifiuti.
A luglio, in piena stagione balneare, l’ARPAL (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure) ha riscontrato nella Baia delle Favole un inquinamento delle acque marine, probabilmente dovuto ad uno sversamento di fogna in un canale delle acque bianche. L’Amministrazione ha perciò dovuto emanare un divieto di balneazione che si è protratto per quasi due settimane, fino a quando le analisi dell’ARPAL non hanno certificato il ritorno alla normalità.
Ad agosto, poi, sono stati diffusi i dati regionali riguardanti la raccolta differenziata dei rifiuti nei Comuni liguri. Sestri si è aggiudicata la maglia nera, risultando tra i pochissimi Comuni che, invece che implementare la differenziata nell’ultimo anno, l’hanno ridotta, passando dal 25,3% al 24,3%.
Infine, negli ultimi giorni di agosto, sia nel torrente Gromolo che nel torrente Petronio si è verificato un inquinamento delle acque dovuto a sversamento di fogna. Episodi che hanno confermato i nostri timori circa la scarsa tenuta del sistema fognario.
POLITICA URBANISTICA. VEDI ALLA VOCE “SECONDA CASA”
Continuano a crescere come funghi, sul territorio comunale, le seconde case. Basta osservare quanto sta accadendo nelle aree ex Fit per rendersene conto. Tutto questo mentre restano al palo i progetti di edilizia convenzionata, che dovrebbero garantire la prima casa a giovani residenti a Sestri Levante. Il condizionale è d’obbligo poiché, a quanto ci consta, i prezzi di tali abitazioni si aggirano su cifre di poco inferiori a quelle di mercato. Da informazioni che abbiamo ricevuto, parrebbe che alcuni giovani che si erano iscritti alle cooperative che gestiranno la costruzione di queste case abbiano deciso, venuti a conoscenza dei prezzi, di tirarsene fuori.
GRANDI OPERE? GRANDI RITARDI… E IL CITTADINO PAGA
Mentre l’Amministrazione Lavarello trascura non di rado l’ordinaria manutenzione delle strade e dei marciapiedi, e non è in grado di garantire quel decoro urbano che una città come Sestri Levante meriterebbe, le cosiddette “grandi opere” con cui la Giunta vorrebbe farsi bella di fronte ai sestresi registrano molto spesso ritardi nell’esecuzione: i cantieri protraggono i loro lavori ben oltre quanto stabilito e ciò porta ad un aggravio di costi per il contribuente. Basti pensare al nuovo cinema Conchiglia e alla copertura del nuovo posteggio di Sant’Anna. Come se non bastasse, opere di recente realizzazione già necessitano di manutenzione straordinaria dovuta a crepe nelle strutture o problemi di altro genere. Anche qui, il cittadino paga… due volte.
PER LE FRAZIONI QUINTALI DI PROPAGANDA
Sulle frazioni tanto fumo negli occhi per propagandare il niente. I 200 mila euro stanziati, e presentati con toni trionfalistici dall’assessore Ceselli, non sono una cifra straordinaria, ma solo il minimo indispensabile per effettuare interventi di ordinaria manutenzione. Una cifra, quindi, che normalmente dovrebbe essere già a bilancio. La verità è che dal ’94 ad oggi è mancato un serio e organico piano di investimenti per poter intervenire radicalmente per risolvere le problematiche delle frazioni. Si continua ad andare avanti solo con dei rattoppi. Recentemente, con un sopralluogo a San Bernardo e Costa Rossa, abbiamo raccolto testimonianze fotografiche che denunciano il “non fatto”.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
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sabato 12 dicembre 2009
SESTRI LEVANTE. IL CENTRODESTRA AL FIANCO DEI LAVORATORI DELLE PISCINE COMUNALI
CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 12 DICEMBRE 2009
Ormai ci siamo abituati: ogni volta che a Sestri Levante si parla delle piscine costruite nelle aree ex Fit bisogna prepararsi al peggio. Dopo i ritardi nella costruzione e i problemi strutturali riscontrati già prima dell’inaugurazione, dopo l’annullamento, da parte del Consiglio di Stato, della gara d’appalto per la gestione degli impianti, ecco oggi arrivare una nuova brutta notizia: diciotto lavoratori che prestano servizio nelle piscine sono privi di regolare contratto e vengono retribuiti soltanto attraverso rimborsi spese.
E’ un dato allarmante, che richiede un subitaneo intervento da parte delle istituzioni affinché, nel passaggio alla nuova gestione, non siano messi a rischio molti posti di lavoro. Per questo ci associamo alla richiesta avanzata dal segretario della CISL Tigullio, Tiziano Roncone, e chiediamo anche noi che la regolarizzazione dei lavoratori avvenga nel più breve tempo possibile, senza indugi e tentennamenti da parte di alcuno degli attori in gioco. Ci auguriamo, in tal senso, che anche da parte del Sindaco vi sia un interessamento immediato e una risposta pronta a tale situazione.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 12 DICEMBRE 2009
Ormai ci siamo abituati: ogni volta che a Sestri Levante si parla delle piscine costruite nelle aree ex Fit bisogna prepararsi al peggio. Dopo i ritardi nella costruzione e i problemi strutturali riscontrati già prima dell’inaugurazione, dopo l’annullamento, da parte del Consiglio di Stato, della gara d’appalto per la gestione degli impianti, ecco oggi arrivare una nuova brutta notizia: diciotto lavoratori che prestano servizio nelle piscine sono privi di regolare contratto e vengono retribuiti soltanto attraverso rimborsi spese.
E’ un dato allarmante, che richiede un subitaneo intervento da parte delle istituzioni affinché, nel passaggio alla nuova gestione, non siano messi a rischio molti posti di lavoro. Per questo ci associamo alla richiesta avanzata dal segretario della CISL Tigullio, Tiziano Roncone, e chiediamo anche noi che la regolarizzazione dei lavoratori avvenga nel più breve tempo possibile, senza indugi e tentennamenti da parte di alcuno degli attori in gioco. Ci auguriamo, in tal senso, che anche da parte del Sindaco vi sia un interessamento immediato e una risposta pronta a tale situazione.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
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sabato 28 novembre 2009
INTERVENTO SULL'ASSESTAMENTO DEL BILANCIO 2009 DEL COMUNE DI SESTRI LEVANTE
Ci troviamo convocati in tutta fretta questo sabato mattina perché il 30 novembre scadono i termini per l’approvazione dell’assestamento generale di bilancio. Ricordo che l’ultima seduta di Consiglio Comunale si è svolta il 5 di novembre. Sono quindi venti i giorni in cui non abbiamo ricevuto alcuna convocazione, segno che, evidentemente, il percorso che ha portato all’assestamento di bilancio è stato piuttosto dissestato.
Infatti abbiamo ricevuto la convocazione per il Consiglio Comunale di stamane soltanto nella giornata di martedì, e quindi soltanto quattro giorni prima dell’odierna adunanza. E qui vorrei sottolineare un fatto curioso: ci è sempre stato ripetuto, da un anno e mezzo a questa parte, che le convocazioni debbono giungere ai consiglieri almeno 5 giorni prima della seduta. Perciò martedì, incuriositi dal repentino cambiamento dei termini, abbiamo chiesto spiegazioni alla Segretaria, la quale ci ha risposto che, trattandosi di convocazione straordinaria – e non ordinaria – i giorni che potevano intercorrere tra la convocazione ed il Consiglio erano soltanto 3, così come recita il Regolamento per lo svolgimento del Consiglio Comunale. Quindi dovremmo dedurne che – bontà vostra –, essendo in questo caso stati 4 i giorni a nostra disposizione, ci è stato generosamente elargito un giorno in più.
Ma la verità, signora Presidente e colleghi Consiglieri, è che ormai l’Amministrazione naviga a vista, e il fatto che si sia arrivati temporalmente con l’acqua alla gola per far pervenire ai Consiglieri il documento di assestamento è il sintomo che con l’acqua alla gola questa Giunta ci si trova anche politicamente. Io le chiedo, Assessore Ceselli, così come chiedo ai Consiglieri della maggioranza, se voi consideriate un atto di rispetto nei confronti del Consiglio, e in particolar modo nei confronti dei Consiglieri della minoranza, far pervenire un documento così importante per la vita amministrativa di un Comune, come l’assestamento di bilancio, soltanto quattro giorni prima della seduta. Noi, da parte nostra, lo riteniamo un atto di mancanza di rispetto nei confronti del Consiglio e dei Consiglieri. Così come riteniamo una mancanza di rispetto nei confronti della minoranza l’aver escluso dall’odierna discussione le mozioni ancora pendenti dalla precedente seduta di Consiglio e le nuove mozioni e interrogazioni da noi presentate nel mese di novembre.
Il fatto che ciò sia avvenuto è un ulteriore segnale di un modo di procedere che ci lascia perplessi. Vi siete ridotti ad approvare di fretta l’assestamento di bilancio e vi siete dimenticati che esistevano anche le mozioni dell’opposizione. Come si suol dire, la fretta è cattiva consigliera. E lo è stata anche in questa occasione.
Con soli quattro – ma in realtà tre e mezzo – giorni a disposizione abbiamo quindi dovuto nottetempo immergerci, nostro malgrado, nell’analisi della documentazione che ci è pervenuta. E dobbiamo sùbito dire che non è stato un bel vedere. In otto mesi, cioè dal momento dell’approvazione del Bilancio di Previsione, siamo arrivati alla variazione numero 1400. Complimenti, Assessore Ceselli, è davvero un bel traguardo. Ma in negativo. Perché è il segno che anche per ciò che riguarda la gestione del bilancio, così come per tanti altri capitoli dell’Amministrazione, questa Giunta procede a tentoni, naviga a vista, e soprattutto con un preoccupante deficit di programmazione.
1400 variazioni di bilancio non sono più semplici variazioni: sono un nuovo bilancio. E per studiare un nuovo bilancio sarebbero stati necessari venti giorni come previsto dal Regolamento, e non i tre e mezzo che – ripeto, bontà vostra – ci avete concesso. Ma ormai al vostro modo di procedere abbiamo fatto il callo, e per questo diremo ancora più convintamente “no” a questo assestamento di bilancio che ci avete presentato.
Forse pensando di compiere un numero d’alta scuola propagandistica, ieri l’Assessore Ceselli si è premurato di diffondere sulla stampa locale quello che ormai è il suo cavallo di battaglia: i minori trasferimenti statali per il mancato introito dell’ICI sulla prima casa. Mi dispiace per lei, Assessore Ceselli, ma è un cavallo di battaglia che ormai sta tirando le cuoia. E vedremo perché. Dicevamo che, nella convinzione di fornire ai giornalisti uno scoop, l’Assessore ha snocciolato le cifre di quello che egli continua a definire «un furto, uno scippo, una rapina» da parte del governo. Il vero scoop, invece, è che l’Assessore Ceselli non è d’accordo neanche con se stesso. Su un quotidiano, infatti, leggiamo la dichiarazione dell’assessore secondo cui “la cifra confermata dei trasferimenti è 1.124.000 euro”. Apriamo un altro quotidiano e scopriamo che “la cifra confermata dei trasferimenti è 1.271.210,47 euro”.
In attesa che l’Assessore si metta d’accordo con se stesso, prendiamo in esame la parte dell’assestamento relativa alle entrate. E con sorpresa possiamo sùbito osservare che l’introito dell’ICI che è ancora di spettanza comunale, rispetto alle previsioni di bilancio subisce un aumento di ben 116 mila e rotti euro. Così le entrate derivanti dall’Imposta Comunale sugli Immobili (e cioè, tolta la prima casa, sulle abitazioni affittate a residenti come prima casa, sui locali destinati ad uso commerciale e artigianale, sulle unità immobiliari destinate ad alberghi e pensioni) ammontano, per il 2009, a 5.316.753,46 euro. Non è poco.
Veniamo ai trasferimenti statali, e diciamo una volta per tutte come stanno le cose. Tali trasferimenti ammontano, ad oggi, a 1.271.210,47 euro. Dice l’Assessore ai giornali: mancano all’appello 371.427 euro per arrivare alla cifra di 1.642.737 euro. Una cifra che, leggendo il bilancio di previsione, semplicemente non esiste. Ma tutto fa brodo per fare propaganda. Esiste semmai la cifra tonda tonda di 1.500.000 euro, ed è quanto l’Assessore aveva messo a bilancio alla voce “Trasferimento statale per minore gettito ICI”.
Il problema è che quella cifra, a bilancio, non aveva motivo di esserci, come spiegherò. Sicché non siamo di fronte ad un furto da parte del governo, bensì, semplicemente, ad un esercizio di finanza creativa da parte dell’Assessore. Per spiegarmi mi rifarò alle dichiarazioni dello stesso Assessore Ceselli in occasione della discussione sul bilancio di previsione, il 30 marzo 2009. Disse: «In piena corsa di bilancio del 2008 (siamo a giugno inoltrato con bilanci già abbondantemente impegnati) appare sul sito delle spettanze del 2008 per trasferimento gettito ICI un acconto del 50% di quanto dovuto, acconto pari a 652.531,20 euro e si evince che il trasferimento quindi nell’anno sarà pari a 1.305.000 euro circa. Il Comune però incassava dall’ICI in questione circa 1,5 milioni di euro con un taglio secco di 200 mila Euro. Bene, questo è “furto” e non a caso utilizzo questo termine». Proseguì l’Assessore: «A bilancio 2008 chiuso, primi giorni di gennaio 2009, sul sito delle spettanze del Ministero dell’Interno come per incanto – la racconto come una favola ma non lo è - la seconda rata del 2008 che doveva ammontare a 652.531,20 viene materializzata in euro 584.065,08, quindi altri 68.466,12 euro in meno e qui passa il termine giuridico di “scippo” del governo Berlusconi ai danni del Comune di Sestri Levante». E concluse: «Il bilancio 2009, quindi, viene costruito con le premesse che a fronte di un gettito ICI storico di 1,5 milioni di Euro, il Comune di Sestri Levante riceverà solo 1.236.596,28 con uno scippo di 263.403,72 e così avviene. Lo schema di bilancio passa in Giunta il 12 febbraio, ebbene, indovinate un po’? Fine settimana scorsa, 27 marzo 2009, gli uffici verificano il sito del Ministero dell’Interno e al Comune di Sestri Levante nelle spettanze ICI si materializza una vera e propria rapina: altri 112.020,20 Euro in meno, per un totale di 375.423,92 euro in meno rispetto a quanto dovuto».
Ora, Assessore, la domanda sorge spontanea: se Lei sapeva già a fine 2008 che l’introito per il mancato gettito ICI sarebbe stato inferiore al previsto, perché ha comunque messo a bilancio, per il 2009, la cifra di 1.500.000 euro? Avevo già formulato tale obiezione nel corso della discussione del bilancio di previsione e poi in altra occasione, senza però ricevere risposta alcuna.
Ma non è tutto. Nell’archivio del sito internet della Finanza Locale sono raccolti tutti i comunicati relativi alla questione dei trasferimenti per il mancato gettito ICI. Bene. La decisione del Governo Berlusconi di abolire l’ICI sulla prima casa è del 27 maggio 2008. Il 19 giugno il ministro dell’Interno emana un decreto nel quale si stabilisce che «Ai comuni, a titolo di anticipazione della compensazione per i minori introiti correlati al pagamento ICI, da effettuare da parte dei contribuenti entro il 16 giugno 2008, sono erogati rimborsi in misura pari al 50% dell'importo attestato con la certificazione resa in base al DM 15 febbraio 2008 al Ministero dell'Interno, quale gettito riscosso a titolo di ICI per gli immobili adibiti a prima casa di abitazione per l'anno 2007». Sulla base di tale decreto, il 7 luglio 2008 il Governo paga al Comune, quale contributo compensativo per i minori introiti dell’ICI sulla prima casa, 652.531,20 euro. Segue un altro decreto del ministro dell’Interno del 23 agosto 2008, nel quale vengono stabiliti i criteri ai fini della determinazione e attribuzione delle risorse compensative ai Comuni per il minore gettito ICI. Il 18 dicembre 2008, poi, un comunicato del ministero informa che «In data 12 e 13 dicembre scorso sono state disposte le ulteriori erogazioni per trasferimenti compensativi, per l’anno 2008, in relazione alle minori entrate ICI da abitazione principale, tenendo conto:
Tutto questo per ribadire la domanda che ho ricordato prima all’Assessore: perché Lei ha messo a bilancio, per il 2009, 1.500.000 euro, se era già chiaro che un calo, seppur lieve, vi sarebbe stato? Forse per avere a bilancio più entrate e coprire così maggiori spese nel momento in cui le entrate tributarie ed extratributarie erano già “a tappo”, come si suol dire, in seguito alla maxi stangata da Lei fatta cadere sui sestresi quest’anno? Ricordiamolo: passaggio dalla TOSAP (Tassa occupazione suolo pubblico) al COSAP (Canone Occupazione suolo pubblico) con relativo salasso per i cittadini; e aumento della TARSU, la tassa sui rifiuti solidi urbani, solo per citare gli aumenti più rilevanti.
Di fronte a tutto ciò, viene spontaneo ringraziare il governo per aver sottratto al Comune di Sestri Levante non i soldi dell’ICI, bensì la possibilità di usare un’altra leva fiscale per mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Del resto, i precedenti dell’Assessore Ceselli in materia di ICI non erano granché confortanti: correva l’anno 2004 e al suo primo bilancio di previsione, tanto per mostrare di che pasta era fatto, l’Assessore pensò bene di: aumentare dal 4,5 al 4,75 per mille l’ICI sulla prima casa; di aumentare dal 4,5 al 6 per mille l’ICI sugli immobili affittati a residenti come prima casa; di aumentare dal 5,5 al 6,5 per mille l’ICI per i locali destinati ad uso commerciale e artigianale; infine, di aumentare dal 5,5 al 5,75 per mille l’ICI per le unità immobiliari destinate ad alberghi e pensioni. A causa di questi aumenti, nel primo mandato amministrativo della Giunta Lavarello, l’introito comunale per l’ICI è passato da 5.660.000 del 2003 a 6.650.000 euro del 2007, ultimo anno prima dell’abolizione dell’ICI sulla prima casa.
Tornando all’assestamento, che cosa vediamo, alla fine? Vediamo che comunque le entrate sono ancora in aumento: +96.000 euro di avanzo, +121.000 euro di ICI, + 20.000 euro di contributo ordinario da parte dello Stato, +65.000 euro di sanzioni amministrative, cioè di multe, +50.360 euro per alienazioni patrimoniali, +70.000 euro di trasferimenti dalla Provincia. In totale, si passa dalla previsione di 30.355.826 euro all’assestamento di 30.588.543 euro: +232.000 euro in più di entrate. Come faccia l’Assessore a piangere miseria rimane un mistero. Forse il suo sogno nascosto è, come ha detto nello scorso Consiglio Comunale l’amico Marco Conti, avere una macchina stampa-soldi per poter meglio spendere e spandere a destra e a manca, soprattutto a manca. Ma così, almeno, battendo moneta, eviterebbe di continuare a tartassare i cittadini sestresi.
Gianteo Bordero
Infatti abbiamo ricevuto la convocazione per il Consiglio Comunale di stamane soltanto nella giornata di martedì, e quindi soltanto quattro giorni prima dell’odierna adunanza. E qui vorrei sottolineare un fatto curioso: ci è sempre stato ripetuto, da un anno e mezzo a questa parte, che le convocazioni debbono giungere ai consiglieri almeno 5 giorni prima della seduta. Perciò martedì, incuriositi dal repentino cambiamento dei termini, abbiamo chiesto spiegazioni alla Segretaria, la quale ci ha risposto che, trattandosi di convocazione straordinaria – e non ordinaria – i giorni che potevano intercorrere tra la convocazione ed il Consiglio erano soltanto 3, così come recita il Regolamento per lo svolgimento del Consiglio Comunale. Quindi dovremmo dedurne che – bontà vostra –, essendo in questo caso stati 4 i giorni a nostra disposizione, ci è stato generosamente elargito un giorno in più.
Ma la verità, signora Presidente e colleghi Consiglieri, è che ormai l’Amministrazione naviga a vista, e il fatto che si sia arrivati temporalmente con l’acqua alla gola per far pervenire ai Consiglieri il documento di assestamento è il sintomo che con l’acqua alla gola questa Giunta ci si trova anche politicamente. Io le chiedo, Assessore Ceselli, così come chiedo ai Consiglieri della maggioranza, se voi consideriate un atto di rispetto nei confronti del Consiglio, e in particolar modo nei confronti dei Consiglieri della minoranza, far pervenire un documento così importante per la vita amministrativa di un Comune, come l’assestamento di bilancio, soltanto quattro giorni prima della seduta. Noi, da parte nostra, lo riteniamo un atto di mancanza di rispetto nei confronti del Consiglio e dei Consiglieri. Così come riteniamo una mancanza di rispetto nei confronti della minoranza l’aver escluso dall’odierna discussione le mozioni ancora pendenti dalla precedente seduta di Consiglio e le nuove mozioni e interrogazioni da noi presentate nel mese di novembre.
Il fatto che ciò sia avvenuto è un ulteriore segnale di un modo di procedere che ci lascia perplessi. Vi siete ridotti ad approvare di fretta l’assestamento di bilancio e vi siete dimenticati che esistevano anche le mozioni dell’opposizione. Come si suol dire, la fretta è cattiva consigliera. E lo è stata anche in questa occasione.
Con soli quattro – ma in realtà tre e mezzo – giorni a disposizione abbiamo quindi dovuto nottetempo immergerci, nostro malgrado, nell’analisi della documentazione che ci è pervenuta. E dobbiamo sùbito dire che non è stato un bel vedere. In otto mesi, cioè dal momento dell’approvazione del Bilancio di Previsione, siamo arrivati alla variazione numero 1400. Complimenti, Assessore Ceselli, è davvero un bel traguardo. Ma in negativo. Perché è il segno che anche per ciò che riguarda la gestione del bilancio, così come per tanti altri capitoli dell’Amministrazione, questa Giunta procede a tentoni, naviga a vista, e soprattutto con un preoccupante deficit di programmazione.
1400 variazioni di bilancio non sono più semplici variazioni: sono un nuovo bilancio. E per studiare un nuovo bilancio sarebbero stati necessari venti giorni come previsto dal Regolamento, e non i tre e mezzo che – ripeto, bontà vostra – ci avete concesso. Ma ormai al vostro modo di procedere abbiamo fatto il callo, e per questo diremo ancora più convintamente “no” a questo assestamento di bilancio che ci avete presentato.
Forse pensando di compiere un numero d’alta scuola propagandistica, ieri l’Assessore Ceselli si è premurato di diffondere sulla stampa locale quello che ormai è il suo cavallo di battaglia: i minori trasferimenti statali per il mancato introito dell’ICI sulla prima casa. Mi dispiace per lei, Assessore Ceselli, ma è un cavallo di battaglia che ormai sta tirando le cuoia. E vedremo perché. Dicevamo che, nella convinzione di fornire ai giornalisti uno scoop, l’Assessore ha snocciolato le cifre di quello che egli continua a definire «un furto, uno scippo, una rapina» da parte del governo. Il vero scoop, invece, è che l’Assessore Ceselli non è d’accordo neanche con se stesso. Su un quotidiano, infatti, leggiamo la dichiarazione dell’assessore secondo cui “la cifra confermata dei trasferimenti è 1.124.000 euro”. Apriamo un altro quotidiano e scopriamo che “la cifra confermata dei trasferimenti è 1.271.210,47 euro”.
In attesa che l’Assessore si metta d’accordo con se stesso, prendiamo in esame la parte dell’assestamento relativa alle entrate. E con sorpresa possiamo sùbito osservare che l’introito dell’ICI che è ancora di spettanza comunale, rispetto alle previsioni di bilancio subisce un aumento di ben 116 mila e rotti euro. Così le entrate derivanti dall’Imposta Comunale sugli Immobili (e cioè, tolta la prima casa, sulle abitazioni affittate a residenti come prima casa, sui locali destinati ad uso commerciale e artigianale, sulle unità immobiliari destinate ad alberghi e pensioni) ammontano, per il 2009, a 5.316.753,46 euro. Non è poco.
Veniamo ai trasferimenti statali, e diciamo una volta per tutte come stanno le cose. Tali trasferimenti ammontano, ad oggi, a 1.271.210,47 euro. Dice l’Assessore ai giornali: mancano all’appello 371.427 euro per arrivare alla cifra di 1.642.737 euro. Una cifra che, leggendo il bilancio di previsione, semplicemente non esiste. Ma tutto fa brodo per fare propaganda. Esiste semmai la cifra tonda tonda di 1.500.000 euro, ed è quanto l’Assessore aveva messo a bilancio alla voce “Trasferimento statale per minore gettito ICI”.
Il problema è che quella cifra, a bilancio, non aveva motivo di esserci, come spiegherò. Sicché non siamo di fronte ad un furto da parte del governo, bensì, semplicemente, ad un esercizio di finanza creativa da parte dell’Assessore. Per spiegarmi mi rifarò alle dichiarazioni dello stesso Assessore Ceselli in occasione della discussione sul bilancio di previsione, il 30 marzo 2009. Disse: «In piena corsa di bilancio del 2008 (siamo a giugno inoltrato con bilanci già abbondantemente impegnati) appare sul sito delle spettanze del 2008 per trasferimento gettito ICI un acconto del 50% di quanto dovuto, acconto pari a 652.531,20 euro e si evince che il trasferimento quindi nell’anno sarà pari a 1.305.000 euro circa. Il Comune però incassava dall’ICI in questione circa 1,5 milioni di euro con un taglio secco di 200 mila Euro. Bene, questo è “furto” e non a caso utilizzo questo termine». Proseguì l’Assessore: «A bilancio 2008 chiuso, primi giorni di gennaio 2009, sul sito delle spettanze del Ministero dell’Interno come per incanto – la racconto come una favola ma non lo è - la seconda rata del 2008 che doveva ammontare a 652.531,20 viene materializzata in euro 584.065,08, quindi altri 68.466,12 euro in meno e qui passa il termine giuridico di “scippo” del governo Berlusconi ai danni del Comune di Sestri Levante». E concluse: «Il bilancio 2009, quindi, viene costruito con le premesse che a fronte di un gettito ICI storico di 1,5 milioni di Euro, il Comune di Sestri Levante riceverà solo 1.236.596,28 con uno scippo di 263.403,72 e così avviene. Lo schema di bilancio passa in Giunta il 12 febbraio, ebbene, indovinate un po’? Fine settimana scorsa, 27 marzo 2009, gli uffici verificano il sito del Ministero dell’Interno e al Comune di Sestri Levante nelle spettanze ICI si materializza una vera e propria rapina: altri 112.020,20 Euro in meno, per un totale di 375.423,92 euro in meno rispetto a quanto dovuto».
Ora, Assessore, la domanda sorge spontanea: se Lei sapeva già a fine 2008 che l’introito per il mancato gettito ICI sarebbe stato inferiore al previsto, perché ha comunque messo a bilancio, per il 2009, la cifra di 1.500.000 euro? Avevo già formulato tale obiezione nel corso della discussione del bilancio di previsione e poi in altra occasione, senza però ricevere risposta alcuna.
Ma non è tutto. Nell’archivio del sito internet della Finanza Locale sono raccolti tutti i comunicati relativi alla questione dei trasferimenti per il mancato gettito ICI. Bene. La decisione del Governo Berlusconi di abolire l’ICI sulla prima casa è del 27 maggio 2008. Il 19 giugno il ministro dell’Interno emana un decreto nel quale si stabilisce che «Ai comuni, a titolo di anticipazione della compensazione per i minori introiti correlati al pagamento ICI, da effettuare da parte dei contribuenti entro il 16 giugno 2008, sono erogati rimborsi in misura pari al 50% dell'importo attestato con la certificazione resa in base al DM 15 febbraio 2008 al Ministero dell'Interno, quale gettito riscosso a titolo di ICI per gli immobili adibiti a prima casa di abitazione per l'anno 2007». Sulla base di tale decreto, il 7 luglio 2008 il Governo paga al Comune, quale contributo compensativo per i minori introiti dell’ICI sulla prima casa, 652.531,20 euro. Segue un altro decreto del ministro dell’Interno del 23 agosto 2008, nel quale vengono stabiliti i criteri ai fini della determinazione e attribuzione delle risorse compensative ai Comuni per il minore gettito ICI. Il 18 dicembre 2008, poi, un comunicato del ministero informa che «In data 12 e 13 dicembre scorso sono state disposte le ulteriori erogazioni per trasferimenti compensativi, per l’anno 2008, in relazione alle minori entrate ICI da abitazione principale, tenendo conto:
- di quanto complessivamente attestato dai comuni;
- degli stanziamenti di fondi;
- dei criteri per la determinazione del riparto fra i comuni;
- dell’anticipo già erogato nello scorso mese di luglio.
Tutto questo per ribadire la domanda che ho ricordato prima all’Assessore: perché Lei ha messo a bilancio, per il 2009, 1.500.000 euro, se era già chiaro che un calo, seppur lieve, vi sarebbe stato? Forse per avere a bilancio più entrate e coprire così maggiori spese nel momento in cui le entrate tributarie ed extratributarie erano già “a tappo”, come si suol dire, in seguito alla maxi stangata da Lei fatta cadere sui sestresi quest’anno? Ricordiamolo: passaggio dalla TOSAP (Tassa occupazione suolo pubblico) al COSAP (Canone Occupazione suolo pubblico) con relativo salasso per i cittadini; e aumento della TARSU, la tassa sui rifiuti solidi urbani, solo per citare gli aumenti più rilevanti.
Di fronte a tutto ciò, viene spontaneo ringraziare il governo per aver sottratto al Comune di Sestri Levante non i soldi dell’ICI, bensì la possibilità di usare un’altra leva fiscale per mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Del resto, i precedenti dell’Assessore Ceselli in materia di ICI non erano granché confortanti: correva l’anno 2004 e al suo primo bilancio di previsione, tanto per mostrare di che pasta era fatto, l’Assessore pensò bene di: aumentare dal 4,5 al 4,75 per mille l’ICI sulla prima casa; di aumentare dal 4,5 al 6 per mille l’ICI sugli immobili affittati a residenti come prima casa; di aumentare dal 5,5 al 6,5 per mille l’ICI per i locali destinati ad uso commerciale e artigianale; infine, di aumentare dal 5,5 al 5,75 per mille l’ICI per le unità immobiliari destinate ad alberghi e pensioni. A causa di questi aumenti, nel primo mandato amministrativo della Giunta Lavarello, l’introito comunale per l’ICI è passato da 5.660.000 del 2003 a 6.650.000 euro del 2007, ultimo anno prima dell’abolizione dell’ICI sulla prima casa.
Tornando all’assestamento, che cosa vediamo, alla fine? Vediamo che comunque le entrate sono ancora in aumento: +96.000 euro di avanzo, +121.000 euro di ICI, + 20.000 euro di contributo ordinario da parte dello Stato, +65.000 euro di sanzioni amministrative, cioè di multe, +50.360 euro per alienazioni patrimoniali, +70.000 euro di trasferimenti dalla Provincia. In totale, si passa dalla previsione di 30.355.826 euro all’assestamento di 30.588.543 euro: +232.000 euro in più di entrate. Come faccia l’Assessore a piangere miseria rimane un mistero. Forse il suo sogno nascosto è, come ha detto nello scorso Consiglio Comunale l’amico Marco Conti, avere una macchina stampa-soldi per poter meglio spendere e spandere a destra e a manca, soprattutto a manca. Ma così, almeno, battendo moneta, eviterebbe di continuare a tartassare i cittadini sestresi.
Gianteo Bordero
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giovedì 26 novembre 2009
FONDAZIONE MEDIATERRANEO. 7 ANNI DI AFFITTI NON PAGATI AL COMUNE DI SESTRI LEVANTE
CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 26 NOVEMBRE 2009
Chissà se il sindaco Lavarello e il direttore generale della Fondazione Mediaterraneo, il dottor Barreca, avranno informato i partecipanti al Forum sull’infanzia, svoltosi venerdì scorso presso l’ex Convento dell’Annunziata, del fatto che tale struttura non possiede, ad oggi, il certificato di agibilità. Visti i precedenti, dubitiamo che l’abbiano fatto: per sette anni, infatti, sulla mancanza dell’agibilità dell’Annunziata sia l’Amministrazione sestrese che la dirigenza della Fondazione hanno fatto calare una spessa coltre di silenzio, come del resto hanno taciuto sul fatto che tale assenza di agibilità è stata utilizzata come cavillo per evitare il versamento al Comune, da parte di Mediaterraneo, dei dovuti canoni di locazione, per un totale di oltre 730.000 euro (tutto questo - ricordiamo - mentre la Fondazione incassava gli affitti dalle società private che operano all’interno dell’ex Convento dell’Annunziata). Su questa incresciosa vicenda è in corso un’indagine della Corte dei Conti, a testimonianza della gravità dell’accaduto e a conferma del fatto che la gestione di Mediaterraneo, in tutti questi anni, ha lasciato quanto meno a desiderare.
Tale indagine dovrebbe spingere i protagonisti della vicenda alla cautela e alla moderazione, e invece ci tocca leggere sui quotidiani locali i fervorini del dottor Barreca contro le forze politiche che non erano presenti al convegno di venerdì. Ricordiamo al direttore generale di Mediaterraneo che in Consiglio Comunale, il 9 giugno, non abbiamo fatto mancare il nostro voto favorevole alla mozione finalizzata all’istituzione, a Sestri Levante, di un Centro per la tutela dei diritti dell’infanzia nei paesi dell’area del Mediterraneo: si trattava di una proposta che abbiamo ritenuto seria e che invece si è conclusa, come al solito, soltanto nell’ennesimo convegno presso i locali della Fondazione – un’iniziativa a cui la mozione non faceva alcun cenno.
A chi ci critica in maniera demagogica vogliamo ribadire che, quando riteniamo una proposta utile per la città, non abbiamo difficoltà ad approvarla. Ma quello che non possiamo fare è mettere la testa sotto la sabbia e fare finta che la conduzione della Fondazione sia all’altezza della situazione. Anzi: dobbiamo qui ripetere con chiarezza che una revisione radicale della gestione di Mediaterraneo sarà tra i primi punti all’ordine del giorno nella nostra agenda amministrativa. Oltre a sanare la questione degli affitti non pagati, vogliamo che la Fondazione e l’ex Convento dell’Annunziata diventino veramente - e non soltanto a chiacchiere - il fiore all’occhiello della città, il motore della promozione di un modello di turismo ambientale alternativo all’attuale modello di turismo caotico e da seconda casa che nulla di buono ha portato a Sestri Levante negli ultimi dieci anni.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 26 NOVEMBRE 2009
Chissà se il sindaco Lavarello e il direttore generale della Fondazione Mediaterraneo, il dottor Barreca, avranno informato i partecipanti al Forum sull’infanzia, svoltosi venerdì scorso presso l’ex Convento dell’Annunziata, del fatto che tale struttura non possiede, ad oggi, il certificato di agibilità. Visti i precedenti, dubitiamo che l’abbiano fatto: per sette anni, infatti, sulla mancanza dell’agibilità dell’Annunziata sia l’Amministrazione sestrese che la dirigenza della Fondazione hanno fatto calare una spessa coltre di silenzio, come del resto hanno taciuto sul fatto che tale assenza di agibilità è stata utilizzata come cavillo per evitare il versamento al Comune, da parte di Mediaterraneo, dei dovuti canoni di locazione, per un totale di oltre 730.000 euro (tutto questo - ricordiamo - mentre la Fondazione incassava gli affitti dalle società private che operano all’interno dell’ex Convento dell’Annunziata). Su questa incresciosa vicenda è in corso un’indagine della Corte dei Conti, a testimonianza della gravità dell’accaduto e a conferma del fatto che la gestione di Mediaterraneo, in tutti questi anni, ha lasciato quanto meno a desiderare.
Tale indagine dovrebbe spingere i protagonisti della vicenda alla cautela e alla moderazione, e invece ci tocca leggere sui quotidiani locali i fervorini del dottor Barreca contro le forze politiche che non erano presenti al convegno di venerdì. Ricordiamo al direttore generale di Mediaterraneo che in Consiglio Comunale, il 9 giugno, non abbiamo fatto mancare il nostro voto favorevole alla mozione finalizzata all’istituzione, a Sestri Levante, di un Centro per la tutela dei diritti dell’infanzia nei paesi dell’area del Mediterraneo: si trattava di una proposta che abbiamo ritenuto seria e che invece si è conclusa, come al solito, soltanto nell’ennesimo convegno presso i locali della Fondazione – un’iniziativa a cui la mozione non faceva alcun cenno.
A chi ci critica in maniera demagogica vogliamo ribadire che, quando riteniamo una proposta utile per la città, non abbiamo difficoltà ad approvarla. Ma quello che non possiamo fare è mettere la testa sotto la sabbia e fare finta che la conduzione della Fondazione sia all’altezza della situazione. Anzi: dobbiamo qui ripetere con chiarezza che una revisione radicale della gestione di Mediaterraneo sarà tra i primi punti all’ordine del giorno nella nostra agenda amministrativa. Oltre a sanare la questione degli affitti non pagati, vogliamo che la Fondazione e l’ex Convento dell’Annunziata diventino veramente - e non soltanto a chiacchiere - il fiore all’occhiello della città, il motore della promozione di un modello di turismo ambientale alternativo all’attuale modello di turismo caotico e da seconda casa che nulla di buono ha portato a Sestri Levante negli ultimi dieci anni.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
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martedì 17 novembre 2009
SESTRI LEVANTE. IL COMUNE CANCELLA L'INDENNITÀ DI RISCHIO AI SUOI IMPIEGATI
CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 17 NOVEMBRE 2009
Mettere i dipendenti comunali nelle migliori condizioni per poter svolgere il loro lavoro fa parte dell’abc amministrativo, che dovrebbe caratterizzare qualsiasi Giunta. Invece, come al solito, a Sestri Levante si va in controtendenza. Dopo la pessima gestione, l’anno scorso, della vicenda delle progressioni orizzontali di carriera, ecco oggi l’incomprensibile decisione dell’Amministrazione Lavarello di tagliare le indennità di rischio ai dipendenti, riconosciute ormai da anni.
La scelta della Giunta è tanto più grave quanto più si tiene conto che le risorse di bilancio necessarie per addivenire ad un soddisfacente accordo con i dipendenti ci sono eccome. Non si vada dunque a raccontare agli impiegati comunali e alla cittadinanza la solita storiella della mancanza di fondi, visto che i denari spuntano miracolosamente dal cilindro magico dell’Amministrazione quando in ballo vi sono capitoli di spesa che evidentemente stanno più a cuore al Sindaco e ai suoi Assessori. Quando, ad esempio, si vanno a progettare opere faraoniche (e in alcuni casi inutili) come quelle di recente sottoposte all’attenzione del Consiglio Comunale, che comportano impegni di spesa plurimilionarii.
La situazione dei rapporti tra dipendenti comunali e Amministrazione, a quanto abbiamo appreso, è a dir poco tesa, e il malcontento regna sovrano a causa delle avventate decisioni della Giunta. In attesa di conoscere lo sviluppo degli eventi, e augurandoci che da parte del Sindaco vi sia un sussulto di buon senso in grado di evitare il peggio, chiediamo al primo cittadino se egli non ritenga necessario, dopo i fatti dello scorso anno e quelli di questi giorni, ritirare la delega al Personale all’Assessore Ceselli, che si è dimostrato palesemente non all’altezza della situazione e non in grado di garantire un proficuo rapporto tra dipendenti comunali e Amministrazione.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
COMUNICATO STAMPA DEL 17 NOVEMBRE 2009
Mettere i dipendenti comunali nelle migliori condizioni per poter svolgere il loro lavoro fa parte dell’abc amministrativo, che dovrebbe caratterizzare qualsiasi Giunta. Invece, come al solito, a Sestri Levante si va in controtendenza. Dopo la pessima gestione, l’anno scorso, della vicenda delle progressioni orizzontali di carriera, ecco oggi l’incomprensibile decisione dell’Amministrazione Lavarello di tagliare le indennità di rischio ai dipendenti, riconosciute ormai da anni.
La scelta della Giunta è tanto più grave quanto più si tiene conto che le risorse di bilancio necessarie per addivenire ad un soddisfacente accordo con i dipendenti ci sono eccome. Non si vada dunque a raccontare agli impiegati comunali e alla cittadinanza la solita storiella della mancanza di fondi, visto che i denari spuntano miracolosamente dal cilindro magico dell’Amministrazione quando in ballo vi sono capitoli di spesa che evidentemente stanno più a cuore al Sindaco e ai suoi Assessori. Quando, ad esempio, si vanno a progettare opere faraoniche (e in alcuni casi inutili) come quelle di recente sottoposte all’attenzione del Consiglio Comunale, che comportano impegni di spesa plurimilionarii.
La situazione dei rapporti tra dipendenti comunali e Amministrazione, a quanto abbiamo appreso, è a dir poco tesa, e il malcontento regna sovrano a causa delle avventate decisioni della Giunta. In attesa di conoscere lo sviluppo degli eventi, e augurandoci che da parte del Sindaco vi sia un sussulto di buon senso in grado di evitare il peggio, chiediamo al primo cittadino se egli non ritenga necessario, dopo i fatti dello scorso anno e quelli di questi giorni, ritirare la delega al Personale all’Assessore Ceselli, che si è dimostrato palesemente non all’altezza della situazione e non in grado di garantire un proficuo rapporto tra dipendenti comunali e Amministrazione.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
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lunedì 9 novembre 2009
UNA VIA PER IL "9 NOVEMBRE, GIORNO DELLA LIBERTÀ"
CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
9 NOVEMBRE 2009
OGGETTO: MOZIONE
I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI COMUNALI
Gianteo BORDERO, Marco CONTI, Giancarlo STAGNARO
CHIEDONO
Che venga inserita all’Ordine del Giorno della prossima seduta di Consiglio Comunale la seguente mozione:
«IL VENTENNALE DELLA CADUTA DEL MURO DI BERLINO – INTITOLAZIONE DI UNA VIA AL 9 NOVEMBRE, GIORNO DELLA LIBERTÀ»
E PROPONGONO
Di sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale il seguente ordine del giorno:
IL CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
PREMESSO CHE:
CONSIDERATO CHE:
RILEVATO CHE:
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA:
GRUPPO CONSILIARE “IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD”
9 NOVEMBRE 2009
OGGETTO: MOZIONE
I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI COMUNALI
Gianteo BORDERO, Marco CONTI, Giancarlo STAGNARO
CHIEDONO
Che venga inserita all’Ordine del Giorno della prossima seduta di Consiglio Comunale la seguente mozione:
«IL VENTENNALE DELLA CADUTA DEL MURO DI BERLINO – INTITOLAZIONE DI UNA VIA AL 9 NOVEMBRE, GIORNO DELLA LIBERTÀ»
E PROPONGONO
Di sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale il seguente ordine del giorno:
IL CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
PREMESSO CHE:
- Il 9 novembre 1989 cadeva il Muro di Berlino, concreta rappresentazione di quella “Cortina di ferro” che materialmente divideva in due una città, ma in realtà separava l’Europa da se stessa.
- Il 9 novembre 2009 è ricorso il ventennale di quell’evento storico.
CONSIDERATO CHE:
- Il Muro di Berlino venne eretto in una sola notte il 13 agosto del 1961 per ordine dell’Unione Sovietica di Nikita Kruscev: una barriera di filo spinato alta quattro metri, che seguiva i contorni del settore sovietico della città e divideva strade, quartieri, giardini, case e cimiteri. Presto il reticolato lasciò il posto a chilometri di blocchi di calcestruzzo costellati da torri di avvistamento, radar e centinaia di postazioni di mitragliatrici con le bocche puntate verso l’Ovest della città;
- I soldati della Germania Orientale che presidiavano il confine sparavano su chiunque tentasse di oltrepassare la barriera di filo spinato al punto che oltrepassare il confine era un’impresa impossibile;
- Nonostante ciò i tentativi di fuga erano all’ordine del giorno e più di 260 persone morirono dal 1961 al 1989 sotto il fuoco dei Vopos, i “Poliziotti del Popolo”, per aver tentato di passare al di là del Muro in cerca della libertà;
- Finalmente verso la fine degli anni ‘80 le manifestazioni popolari sorte in maniera spontanea nei paesi dell’Est europeo spinsero migliaia di giovani a sfidare i regimi comunisti rivendicando riforme in senso democratico;
- Il 9 novembre del 1989 si sbriciolava il Muro di Berlino e dopo 28 lunghi anni finiva l’incubo di Berlino e dell’Europa.
RILEVATO CHE:
- La Legge 15 aprile 2005 n. 61 ha finalmente riconosciuto il 9 novembre “Giorno della libertà”, quale ricorrenza dell’abbattimento del Muro di Berlino, “evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo”;
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA:
- Ad intitolare una via, una piazza o un giardino della città al “9 novembre 1989 – Giorno della Libertà”.
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mercoledì 14 ottobre 2009
SESTRI LEVANTE. UN ALTRO EPISODIO DI DEGRADO AMMINISTRATIVO
CONSIGLIO COMUNALE DI SESTRI LEVANTE
GRUPPO CONSILIARE
“IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD – UDC”
COMUNICATO STAMPA DEL 14 OTTOBRE 2009
E’ grave che una Civica Amministrazione, tramite comunicato stampa ufficiale, promuova una iniziativa commerciale di un locale privato, creando tra l’altro, in questo modo, una situazione di privilegio per il locale coinvolto e di ingiusto svantaggio per gli altri esercizi presenti sul territorio. E’ quanto accaduto a Sestri Levante, dove, nella giornata di martedì, il Comune ha diffuso un comunicato nel quale si annuncia che presso uno dei bar ristoranti presenti sulla passeggiata a mare stanno per riprendere i concerti dal vivo, con possibilità per gli spettatori di prenotare il tavolo. Il comunicato riporta anche, a scanso di equivoci, l’indirizzo del locale ed il numero di telefono da utilizzare per le prenotazioni.
E’ un episodio che si commenta da solo e che mostra una volta di più il degrado amministrativo che caratterizza l’attuale Giunta sestrese. In merito a questa incresciosa vicenda abbiamo presentato quest’oggi una interpellanza da discutere nel corso della prossima seduta di Consiglio Comunale, finalizzata a chiedere spiegazioni all’Amministrazione circa l’accaduto, a chiarire le responsabilità e a stigmatizzare un episodio che ha già destato l’indignazione e la riprovazione di molti cittadini.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Giuseppe Ianni
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
GRUPPO CONSILIARE
“IL POPOLO DELLA LIBERTA’ – LEGA NORD – UDC”
COMUNICATO STAMPA DEL 14 OTTOBRE 2009
E’ grave che una Civica Amministrazione, tramite comunicato stampa ufficiale, promuova una iniziativa commerciale di un locale privato, creando tra l’altro, in questo modo, una situazione di privilegio per il locale coinvolto e di ingiusto svantaggio per gli altri esercizi presenti sul territorio. E’ quanto accaduto a Sestri Levante, dove, nella giornata di martedì, il Comune ha diffuso un comunicato nel quale si annuncia che presso uno dei bar ristoranti presenti sulla passeggiata a mare stanno per riprendere i concerti dal vivo, con possibilità per gli spettatori di prenotare il tavolo. Il comunicato riporta anche, a scanso di equivoci, l’indirizzo del locale ed il numero di telefono da utilizzare per le prenotazioni.
E’ un episodio che si commenta da solo e che mostra una volta di più il degrado amministrativo che caratterizza l’attuale Giunta sestrese. In merito a questa incresciosa vicenda abbiamo presentato quest’oggi una interpellanza da discutere nel corso della prossima seduta di Consiglio Comunale, finalizzata a chiedere spiegazioni all’Amministrazione circa l’accaduto, a chiarire le responsabilità e a stigmatizzare un episodio che ha già destato l’indignazione e la riprovazione di molti cittadini.
Gianteo Bordero (capogruppo)
Giuseppe Ianni
Marco Conti
Giancarlo Stagnaro
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Sestri Levante
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